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I sette sacramenti

Si legge nel Vangelo che un giorno fu condotto a Gesù un uomo sordo e muto, perché Egli lo guarisse. Gesù lo prese in disparte, gli pose le dita nelle orecchie e gli toccò la lingua con la saliva; poi, alzando gli orecchi al cielo, disse: Effeta! (Apriti!) quell’uomo acquistò l’udito e cominciò a parlare. Gesù avrebbe potuto guarire il sordomuto senza fare un gesto e senza dire una parola; volle invece servirsi di una cosa materiale come la saliva, compiere dei gesti, pronunciare delle parole. In maniera simile si comportò per dare alle anime la grazia santificante: istituì i sacramenti, che sono i mezzi sensibili per mezzo dei quali noi riceviamo la grazia. I sacramenti istituiti da Gesù sono sette: Battesimo, Cresima, Eucaristia, Confessione, Olio degli Infermi, Ordine, Matrimonio. Tu li conosci; li hai visti amministrare; ne hai ricevuti alcuni, anzi, due, la Confessione e l’Eucaristia, li ricevi spesso. Come nel miracolo della guarigione del sordomuto, in ciascuno di essi vedi usare cose materiali, odi pronunciare delle parole, vedi compiere dei gesti. Per questo i sacramenti sono chiamati mezzi sensibili della grazia. Le cose materiali, come l’acqua nel Battesimo, sono segni della grazia che i sacramenti conferiscono all’anima. Anche nella vita ci serviamo di segni. Facciamo un esempio per chiarire: con un segno, il bacio, la mamma ti dimostra il suo affetto. Il bacio, però, non è l’affetto, è la cosa sensibile che lo indica. I sacramenti, invece, non solo indicano la grazia, ma la producono. Nel Battesimo, l’acqua ricorda l’azione del lavare e realmente, in virtù della potenza che Gesù ha dato al sacramento, monda l’anima del bimbo dal peccato originale e le dà la grazia. Ricordiamo anche che l’efficacia dei sacramenti deriva dai meriti di Gesù Cristo, non dalla persona che li amministra.
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