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Il teatro di Brecht Bertolt, un poeta tedesco, è definito "epico" perchè non mira al coinvolgimento
emotivo del pubblico, ma sollecita prese di posizione nei confronti dei valori e delle ideologie del testo che viene rappresentato. La funzione di questo teatro è pertanto didattica e, prendendo a modello le tecniche più svariate (da quelle classiche a quelle tipiche della cultura orentale), si rivolge all'intelligenza degli spettatori anziché ai loro sentimenti. Brecht si serve della tecnica dello "straniamento" , che impedisce allo spettatore di immedesimarsi con quanto avviene sulla scena. A tale scopo, gli episodi sono nettamente separati tra loro, in modo da
consentire frequenti pause di riflessione, mentre l'azione scenica è spesso interrotta da canzoni o scritte che , oltre ad accompagnare la narrazione , servono a ricordare allo spettatore la finzione scenica, sottolineata anche

dalla esposizione delle attrezzature teatrali e dalla scenografia assolutamente non realistica.


Vita di Galileo (1938) Bertolt Brecht

Vita di Galileo è la drammatizzazione , in 15 quadri con una ballata in poesia ,riguardante gli episodi salienti della vita di Galileo Galilei, dal 1609 al 1642. Docente di matematica a Padova, il grande scienziato toscano non è il primo
a sostenere la validità della nuova teoria cosmica elaborata da Copernico (secondo la quale sono la Terra e gli altri pianeti a ruotare attorno al Sole e non viceversa), ma, con l'aiuto del cannocchiale che egli stesso ha messo a
punto, è il primo a poterla comprovare. Ammonito dal suo amico Sagredo circa le possibili conseguenze delle sue
ricerche, Galileo afferma la sua fede nella ragione umana. E' inevitabile che ben presto egli si scontri con la Chiesa Cattolica, la quale non può tollerare nuove idee che mettano in discussione l'interpretazione letterale della Sacra
Scrittura (che afferma infatti che il Sole gira attorno alla Terra). L'inquisizione condanna dunque le teorie dello scienziato , costringendolo a un lungo periodo di silenzio, interrotto nel 1623 dall'elezione al soglio papale del cardinale Maffeo Berberini con il nome di Urbano VIII: questi , che già conosce e stima Galileo da lunga data, lo incoraggia a riprendere le ricerche nel campo che gli era stato proibito, e cioè le macchie solari. Ma la rapida diffusione delle sue scoperte induce la Chiesa a intentargli un nuovo processo. Davanti alla scelta, se ritrattare o subire le torture e il rogo della Santa inquisizione, Galileo, convocato a Roma dal tribunale ecclesiastico , sottoscrive l'abiura , il 22 giugno 1633, smentendo così ufficialmente i risultati dei propri studi. Costretto all'isolamento in una villa di Arcetri nei dintorni di Firenze , vi muore nel 1642, quasi cieco, assistito amorevolmente dalla figlia Virginia.

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