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A Zacinto - Commento

In questo sonetto Ugo Foscolo narra della sua patria ideale, Zante, un’isola ionica allora appartenente alla repubblica Veneta, dove egli trascorse la sua fanciullezza. Egli fu costretto ad abbandonarla e non vi tornò più perché morì in una città lontana dalla patria e dai familiari. In questa lirica è presente il tema del vagabondare di gente in gente, di avventura in avventura.Dai versi è possibile dedurre il forte sentimento che lega il poeta alla sua terra,tanto l'amore che lo lega a Zante tanto il peso della consapevolezza di non poter farvi più ritorno. Foscolo si paragona a Ulisse, ma mentre Ulisse riuscì a far ritorno in patria ad Itaca, al contrario Foscolo morirà e verrà sepolto in un paesino nei pressi di Londra. Al poeta non resta che scrivere questo canto perchè il suo corpo non tornerà indietro (...non avrai il corpo del tuo figlio perchè sarà sepolto in terra straniera...); imputa la colpa di tutto questo al destino,che crudele più di ogni altra cosa ha voluto che egli fosse sepolto in un sepolcro lontano da ogni affetto. Questo sonetto ci fa riflettere molto su quanto sia importante la patria per qualsiasi uomo, per cui come Foscolo chiunque sente l’amor patrio sarebbe infelice all’idea di non poter trascorrere le ultime ore della propria vita nel luogo in cui si è nati.

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