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Le ultime lettere di Jacopo Ortis: è un romanzo epistolare. Foscolo ci lavora per molti anni scrivendolo e riscrivendolo, infatti, lo pubblica ben tre volte. Il protagonista è Jacopo Ortis, un giovane che confida per lettera all'amico che è costretto a fuggire da Venezia dopo il trattato di Campoformio. Si rifugia sui Colli Euganei dove conosce una giovane donna e s'innamora, la ragazza ricambia ma il padre vuole che sposi una persona ricca. Avendo capito la situazione Jacopo parte vagabondando per l'Italia e in questi viaggi vede un popolo incapace di liberarsi dall'oppressione... Dopo aver appreso che Teresa ha sposato Odoardo, Jacopo torna sui Colli Euganei per vederla un'ultima volta e poi si uccide con un pugnale nel cuore.
Il suicidio di Jacopo è frutto di una sconfitta privata ma anche delle disperazioni politica: in questo secondo aspetto sta la maggiore novità tematica del romanzo rispetto ai modelli europei. Secondo Foscolo, il posto dell'uomo è quello di un semplice ingranaggio concepito per caso e destinato a morire come ogni altro frammento della materia del mondo. Tutti i valori per cui vale la pena di vivere sono solo illusioni. E i pochi uomini che non si rassegnano a rinunciare agli ideali, si trovano a combattere contro i meccanismi della storia e della natura una guerra persa in partenza.

L'aggettivo ultime nel titolo è l'annotazione iniziale con cui Lorenzo presenta le lettere dell'amico preannunciano la morte del protagonista. Questa informazione toglie al lettore la curiosità su come andrà a finire la storia, ma in compenso evoca fin dall'inizio un clima tragico e fatale. La somiglianza tra Jacopo e Foscolo è evidente; ma c'è una differenza tra il suo personaggio e Foscolo, che il secondo non si uccide: accetta di collaborar con i Francesi e cerca di trasformare la delusione in saggezza.

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