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Ugo Foscolo, Da Le ultime lettere di Jacopo Ortis - Firenze, 25 Settembre


Ho corsa tutta Toscana. [ l’inizio della lettera è molto rapido e sembra essere scandito da una visione tempestosa, come la tempesta che sta animando l’animo di Jacopo] Tutti i monti e tutti i campi sono insigni [ in termine insigni è di stampo aulico ed è estraneo ad ogni forma di lode ed ha soltanto il significati di degni di nota. Lo scrittore allude alle lotte sanguinose frequenti nel Medioevo e soprattutto in Toscana, tra città e città e spesso perfino fra fazioni e fazioni dello stesso luogo] per le fraterne battaglie di quattro secoli addietro; i cadaveri intanto d'infiniti Italiani ammazzatisi hanno fatte le fondamenta a' troni degl'Imperadori e de' Papi.[Questa affermazione significa che mentre gli Italiano si davano a lotte fratricide, i papi gli imperatori ne approfittavano per rafforzare la loro tirannia. Questa interpretazione storica della realtà medioevale, di stampo molto polemico, e caratteristica dell’epoca in cui è vissuto Foscolo, in cui prevaleva il giacobinismo politico] Sono salito a Monteaperti dove è infame ancor la memoria della sconfitta de' Guelfi. [= dove la memoria della sconfitta dei Guelfi è ancora ben presente ed infame. I Fiorentini guelfi avevano scacciato dalla città i Ghibellini e questi ultimi si erano alleati con il re Manfredi ed avevano sconfitto la parte avversa nella battaglia di Montaperti, combattuta nel 1260] Albeggiava appena un crepuscolo di giorno, [ questo accenno di crepuscolo incerto unito alle connotazioni seguenti creano delle immagini molto efficaci] e in quel mesto silenzio, e in quella oscurità fredda, con l'anima investita [= assalita] da tutte le antiche e fiere sventure che sbranano la nostra patria - o mio Lorenzo! io mi sono sentito abbrividire, e rizzare i capelli; io gridava dall'alto con voce minacciosa e spaventata.[L’immagine di Jacopo che grida dall’alto con voce minacciosa, mentre intorno sorgono le ombre dei soldati trucidati in battaglia ci riportano a simili immagini de I Sepolcri] E mi parea che salissero e scendessero dalle vie dirupate della montagna le ombre di tutti que' Toscani che si erano uccisi; con le spade e le vesti insanguinate; guatarsi biechi, e fremere tempestosamente, e azzuffarsi e lacerarsi le antiche ferite. [Anche ne I Sepolcri ritroviamo le ombre dei guerrieri e la stesso desideri di battaglia. Tuttavia tali ombre erano quelle di soldati morti combattendo per la libertà della Grecia e non in una guerra fratricidia] - O! per chi quel sangue? il figliuolo tronca il capo al padre e lo squassa per le chiome - e per chi tanta scellerata carnificina? I re per cui vi trucidate si stringono nel bollor della zuffa le destre e pacificamente si dividono le vostre vesti e il vostro terreno. [La condanna delle guerre fratricide è un tema sempre presente nella letteratura politica italiana. Tuttavia qui, il tema trova una collocazione all’interno della polemica sociale giacobina: le antiche guerre sono condannate perché volute dai dominatori per potersi così procurare il dominio pacifico dei beni e stringere fra di loro, pur in mezzo a tante battaglie, una sorta di accordo]
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