judy29 di judy29
Ominide 530 punti

I Sepolcri


Sono un poemetto sotto forma di epistola poetica indirizzata all’amico Pindemonte. Sono stati scritti per una discussione avuta con questi sull’editto napoleonico di Saint-Cloud (1804) con cui si imponevano le sepolture fuori dai confini delle città e si regolamentavano le iscrizioni sulle lapidi.
Pindemonte, cristiano, sosteneva il valore della sepoltura individuale, mentre Foscolo, materialista, negava l’importanza delle tombe in quanto la morte comporta la dissoluzione dell’essere. Tuttavia nei Sepolcri vi è il superamento del nichilismo dovuto alla delusione storica e il crollo delle speranze rivoluzionarie contro Napoleone: la morte non è più un “nulla eterno” e Foscolo le contrappone l’illusione di sopravvivenza. La sopravvivenza dopo la morte è garantita dalla tomba, che conserva il ricordo del defunto presso i vivi.

Per Foscolo la tomba assume quindi un valore fondamentale nella civiltà umana:

    È il centro degli affetti famigliari e la garanzia della loro durata dopo la morte
    È il centro dei valori civili
    Conserva le tradizioni di un popolo
    Tramanda la memoria di eroi spingendo alla loro imitazione.
Foscolo, a differenza dell’Ortis che si conclude con il suicidio, introduce la possibilità di riscatto dell’Italia grazie alle memorie di un passato di grandezza tenute vive dalle tombe.
Il carme è scritto attraverso figurazioni e miti, essendo l’intenzione di Foscolo quelle di offrire contenuti non al sillogismo (ragionamento logico) ma al cuore:
    Illusione che sofferma il defunto al di qua della morte dà vita all’immagine del corpo avvolto nel grembo materno che lo nutre
    Il fatto che le tombe siano indizio di civiltà si traduce nella rievocazione di civiltà antiche: il mondo classico, il medio evo ecc.
    Il fatto che la poesia raccoglie l’eredità delle tombe per conservare la memoria per il lungo tempo richiama la fondazione di Troia, la sua fine e Omero che si ispira alle tombe dei padri.
Ha una struttura rigorosa ed armonica. Il linguaggio è elevato e aulico.
I trapassi da un concetto ad un altro avviene lasciando impliciti molti passaggi intermedi rendendo ardua la comprensione (perché Foscolo non vuole rivolgersi al sillogismo del lettore). Lo spazio e il tempo contribuiscono nel dare all’opera una suggestione di vastità: a spazi ampi succedono quelli angusti, si passa dal mondo terrestre all’aldilà, dal presente al Medioevo, dal mondo classico all’età primitiva.
Hai bisogno di aiuto in Ugo Foscolo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email