Ominide 2471 punti

Alla sera


Alla sera si avvicina alle tenebre, uno degli elementi cari ai romantici. La sera viene paragonata da Foscolo alla morte. Il sonetto parte con un “forse”, un avverbio dubitativo. Prima di lui nessuno lo aveva fatto. Lo fa per un motivo ben preciso: è come se scrivesse dopo aver riflettuto, come se avesse fatto un pensiero intimo e scriverne la conclusione. Foscolo non riesce a capire perché gli piace tanto l’arrivo della sera. Il sonetto è la conclusione di questo pensiero. Paragona la sera alla morte. Il narratore è l’io lirico, non l’autore del libro. A narrare è un personaggio fittizio.

“Alla sera” è l’incipit della raccolta di sonetti. Le prime due strofe descrivono lo stato d’animo del poeta davanti alla sera, vista in due momenti diversi. Nella seconda parte chiarisce perché questa parte della giornata è cara al poeta: la paragona alla morte, che cancella tutte le sofferenze e gli affanni della vita. Con il “forse” all’inizio Foscolo ci fa pensare di aver fatto una riflessione precedente al sonetto. Sia in inverno che in estate la sera gli dà una sensazione di pace.
Il sonetto ha due quartine e due terzine di endecasillabi.
Nella prima parte del sonetto Foscolo dice che vedendo la sera va verso la morte.
Nella seconda parte dice che quando arriva la sera egli va verso la morte e questa sensazione gli placa lo spirito guerriero; la sua energia e passione viene calmata. La morte placherà i tormenti causati dal tempo.
Ci sono varie enjambement (frase che continua a capo). Nel verso c’è un’allitterazione della lettera “R” che va a sottolineare l’irrequietezza del poeta. C’è anche un chiasmo negli ultimi 2 versi (pace - rugge e donne – guerrier).

Hai bisogno di aiuto in Ugo Foscolo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email