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Limiti e meriti dell’Arcadia


Il limite dell’Arcadia fu d’incentrare la “riforma poetica” sugli aspetti esteriori e formali, che, privi com’erano di contenuti reali, non avrebbero mai potuto realizzare concretamente il proposito di restaurare il buon gusto nel segno della classicità. Gli Arcadi non seppero produrre niente di meglio di un’evasione dalla realtà per trovare rifugio nel mondo idealizzato dei pastori, nella nuova finzione bucolica di un ritorno alla natura. Finirono pertanto per sostituire, alla retorica della “meraviglia” dei poeti marinisti, da loro tanto osteggiata, una retorica della “delicatezza”: dalle iperboli verbali e dalle bizzarrie del baracco si passò così alle sdolcinature ed alle leziosaggini dell’Arcadia. Non si devono tuttavia sottovalutare i meriti della nuova accademia che possiamo così riassumere: la promozione di una poesia incentrata sull’uomo e suoi sentimenti più semplici ed intimi; la riproduzione del classicismo, rifiutato nettamente dai marinisti, e dei suoi insegnamenti relativi ad una più genuina umanità e ad un’espressione più naturale e meno artefatta; il tentativo di conciliare la nostra tradizione poetica con le tendenze razionalistiche provenienti da altri Paesi europei, in particolare dalla Francia e dall’Inghilterra.
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