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Lorenzo de Medici


La Nencia da Barberino è un poemetto in venti ottave composto da Lorenzo intorno al 1468. Vi si rappresenta il contadino Vallèra che canta i suoi sentimenti per Nencia, una contadina di Barberino del Mugello sorda ai richiami dell’amore. Nelle immagini e nel linguaggio abbondano i richiami letterari, volti però in chiave parodica, visto il particolare contesto.
Schema metrico: stanze di ottava rima con schema ABABABCC.

La lode amorosa in chiave parodica

La prima stanza del poemetto evoca i termini tradizionali della lirica d’amore, ma la seconda ambienta il tema dello struggimento amoroso in una vera e propria geografia regionale, con l’enumerazione dei mercati di Toscana. Dalla terza stanza in avanti si snoda il catalogo delle bellezze (stanze 3-5 e 7-8) e degli effetti che esse procurano all’amante (stanza 6). Nella rassegna delle bellezze della donna e in quella degli effetti di amore sull’innamorato si vede in azione la tecnica parodica che ha reso celebre la Nencia come testo innovativo. Nella descrizione della donna risaltano i paragoni legati al mondo materiale e realistico-popolare della vita contadina: i denti, bianchi come perle nella tradizione lirica petrarchesca, qui sono più bianchi di quelli di un cavallo, gli occhi più neri del carbone, l’abilità nel danzare è simile a quella di una capra. Non meno giocosa è l’indicazione degli effetti prodotti da Amore, che, si dice nella sesta stanza, non consente più a Vallèra di prender Laboratorio sul testo la zappa in mano (6, 1) e l’ha ridotto alla stregua di un graticcio (metafora campestre per indicare il dimagrimento causato dall’amore), con il cuore stretto da «cento ritortole» (i legacci delle ceste contadine).

Dimensione letteraria e vernacolo
Non siamo però di fronte a un realismo autenticamente popolare. Anzi, questa tecnica di abbassamento, coinvolgendo immagini tipiche della lirica d’amore e fonti “rusticane” comunque appartenenti alla tradizione elevata (come il Ninfale fiesolano di Boccaccio), richiede una perfetta conoscenza della tradizione poetica, e si colloca dunque in una dimensione tutta letteraria. L’ambientazione contadina, invece, implica una patina linguistica vernacolare, che doveva concorrere al divertimento della “brigata laurenziana”, e spiega la fortuna del testo, da cui scaturì un vero e proprio genere di poesia nenciale.

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