Trionfo di Bacco ed Arianna di Lorenzo il Magnifico


Il motivo della ballata, che doveva accompagnare il corteo carnascialesco, è l’invito, ripetuto più volte nel ritornello, a godere delle gioie del presente poiché il futuro è ignoto. Un canto, quindi, dell’allegria e del piacere, ma rivelatore anche di una concezione pessimistica e malinconica dell’esistenza: l’inevitabile trascorrere del tempo, la caducità dei beni terreni, la precarietà del domani.
Il canto è dedicato a Bacco, il mitologico dio del vino e dell’ebbrezza. La letteratura medievale utilixxa l’allegoria mitologica, dedotta dalla letteratura conviviale dell’antichità, per esaltare il godimento dei sensi e della vita, in una concezione “carnevalesca”.
Nella mitologia antica, Arianna, figlia di Minosse, sposò Bacco dopo essere stata abbandonata da Teseo, nonostante ella l’avesse aiutato ad uccidere il Minotauro.
Gli altri personaggi mitologici presenti nella ballata sono i satiri, esseri dall’aspetto per metà umano e per metà caprino; le ninfe, cioè le Baccanti; Sileno, che era il precettore di Bacco; Mida, il mitico re della Frigia, al quale Bacco diede il privilegio, rivelatosi poi dannoso, di trasformare in oro tutto ciò che toccava.
Descrizione del corteo carnevalesco: Dopo il ritornello iniziale, che si ripete alla fine di ogni strofa, ecco comparire Bacco ed Arianna, innamorati l’uno dell’altra, e, dietro di loro, le ninfe e gli altri personaggi che accompagnano il corteo in allegria. Poi i satiri, innamorati delle ninfe, che hanno cercato di corteggiare per boschi e caverne, ed ora, ispirati da Bacco, ballano e saltano. Segue, in groppa ad un asino. Sileno, ormai vecchio e grasso, ma che almeno ride e se la gode; dietro di lui c’è Mida, vittima della sua ingordigia. Che tutti, giovani ed anziani, donne e uomini, facciano festa e si divertano, perché del domani non c’è alcuna certezza.
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