Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l'arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger delle genti,
perchè negli atti d'allegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:
sì ch'io mi credo ormai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui.
Ma pur sì aspre vie nè sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, ed io con lui.
Solitudine nei campi
Solo e pensoso percorro, lentamente, i più solitari campi
e guardo attentamente per evitare
luoghi dove ci siano tracce umane.
Altro riparo non trovo che mi salvi
dall'evidente accorgersi da parte delle persone del mio stato d'animo,
perché nei miei gesti privi di allegria
si vede come io dentro arda
Natura e introspezione
tanto che io penso, ormai, che i monti, le spiagge, i fiumi e i boschi
sappiano di quale natura sia la mia vita
che io nascondo agli altri.
Tuttavia non riesco a trovare luoghi tanto aspri e selvaggi
nei quali l'amore non possa seguirmi,
parlando con me e io con lui.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della solitudine nel testo?
- Come si manifesta il legame tra natura e introspezione?
- In che modo l'amore influisce sulla ricerca di solitudine?
Il testo esplora la solitudine del protagonista che, mentre percorre i campi desolati, cerca di sfuggire alla presenza umana e al giudizio degli altri, rivelando il suo stato d'animo attraverso gesti privi di allegria.
La natura diventa un riflesso della vita interiore del protagonista, che sente che monti, spiagge, fiumi e boschi comprendono la sua essenza, mentre lui cerca di nasconderla agli altri.
Nonostante il desiderio di isolarsi in luoghi selvaggi, il protagonista riconosce che l'amore lo segue sempre, suggerendo che la connessione emotiva è ineludibile, anche nei momenti di introspezione.