Concetti Chiave
- Francesco Petrarca nasce nel 1304 ad Arezzo da genitori esuli, iniziando la sua formazione in diritto a Montpellier e Bologna, dove sviluppa un interesse per la letteratura.
- Ad Avignone, Petrarca guadagna notorietà con le sue poesie in volgare toscano e incontra Laura, la sua musa ispiratrice per molti sonetti.
- L'opera "Africa" gli procura successo e l'incoronazione a poeta a Roma nel 1341, mentre continua a scrivere "I Trionfi" e rivedere il "Canzoniere".
- Una crisi spirituale, scatenata dall'ingresso del fratello in monastero, lo porta a scrivere trattati religiosi e morali come "Il Secretum".
- Nel 1350, a Firenze, stringe un'importante amicizia con Giovanni Boccaccio, che lo aiuta a recuperare i beni confiscati al padre, influenzando la sua vita personale e professionale.
Infanzia e formazione di Petrarca
Dando uno sguardo alla vita del Petrarca, si può dire che esso è stato un vero cosmopolita ante litteram
Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304. I genitori erano esuli fiorentini. Infatti il padre era un guelfo di parte bianca (come Dante); quando i Neri si impadroniscono di Firenze, egli deve fuggire e si rifugia ad Arezzo. I beni della famiglia sono confiscati.
Più tardi la famiglia si stabilisce prima a Pisa, poi vicino ad Avignone dove da poco si era stabilita anche la corte papale, presso la quale il padre entra a servizio di papa Clemente V; inizia i suoi studi di diritto all’Università di Montpellier.
Più tardi, insieme al fratello, per continuare gli studi di diritto, si sposta a Bologna, che a quel tempo era un centro molto importante per la letteratura volgare ed inizia ad appassionarsi per la letteratura e la poesia.
Incontri e ispirazioni ad Avignone
Nel 1326, alla morte del padre, i due giovani ritornano ad Avignone dove Petrarca comincia ad essere famoso per le sue poesie scritte in volgare toscano. E’ in questa città che in una chiesa vede per la prima volta Laura che ispirerà tanti sonetti.
Viaggi e scoperte culturali
Nel 1330 si fa monaco, entra a servizio del cardinale Colonna ed inizia a viaggiare in tutta l’Europa. Visita vari monasteri alla ricerca dei manoscritti che gli amanuensi avevano ricopiato e salvato dalla distruzione, lasciandoli depositati nelle biblioteche dei conventi; scopre alcuni testi degli antichi scrittori latini.
Successo e riconoscimenti letterari
Dal 1336 al 1337 Petrarca è a Roma ospite della famiglia Colonna e questo soggiorno crea in lui il gusto per la civiltà latina
Nel 1337, ritorna ad Avignone, ma disgustato dalla corruzione che esiste al corte del Papa, lascia la città e si ritira a pochi chilometri, a Vaucluse ( Valchiusa) dove, in solitudine, inizia a scrivere alcune opere in latino (De viris illustribus, Africa)
Soprattutto l’ opera Africa gli dà molto successo; per questo, sia il Senato di Roma che l’Università di Parigi gli offrono di incoronarlo poeta. Così, nel 1341, viene incoronato poeta, a Roma, sul Campidoglio. Continua a scrivere alcune opere (es. I Trionfi) e a risistemare i sonetti del Canzoniere.
Crisi spirituale e nuove direzioni
Nel 1343, un fratello si fa monaco certosino. Questo avvenimento porta il Petrarca ad una crisi spirituale che lo spinge ad una scelta letteraria diversa e a scrivere trattati religiosi e morali, in latino (Il Secretum)
Impegno politico e tragedie personali
Nel 1347, Petrarca si impegna in politica; infatti egli appoggia il tentativo di Cola di Rienzo che a Roma guida una rivolta popolare contro il papa per riportare la città al tempo dell’antica Roma repubblicana. Però, il tentativo fallisce e Petrarca, si deve rifugiare a Genova
Nel 1348 si ha la Grande Peste e molti amici del Petrarca muoiono; anche Laura muore colpita dalla peste; d’ora in poi Petrarca si dedicherà solo a scrivere opere in lingua volgare.
Amicizia con Boccaccio e ritorno a Firenze
Nel 1350, dopo vari spostamenti, Petrarca è a Firenze – città non aveva mai visto prima - dove conosce Giovanni Boccaccio; fra i due sorge una grande amicizia; grazie all’ aiuto di Boccaccio, egli può rientrare in possesso dei beni che erano stati confiscati al padre
Ultimi anni e opere finali
Petrarca trascorre gli ultimi anni della sua vita (dal 1353 in poi) a Milano, presso la famiglia Visconti. Questa scelta non è condivisa dai suoi amici, perché i Visconti erano da sempre nemici dei Fiorentini. A Milano gli vengono affidati degli incarichi diplomatici a Parigi e a Praga. A Milano si dedica anche a scrivere la versione definitiva del Canzoniere, a fare la revisione del Secretum, dei Trionfi e dell’ Epistolario
Ma non resta molto a Milano. Per sfuggire ad una nuova epidemia di peste, si rifugia prima a Padova e poi a Venezia dopo si occuperà della trascrizione in bella copia del Canzoniere. Petrarca passa gli ultimi anni sotto la protezione del signore di Padova e muore a Arquà nel 1374.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della figura di Petrarca nel contesto storico e culturale del suo tempo?
- Come ha influenzato la morte del padre la vita di Petrarca?
- Quali esperienze formative ha avuto Petrarca durante i suoi studi?
- In che modo la peste ha colpito la vita e l'opera di Petrarca?
- Qual è il significato della sua amicizia con Boccaccio?
Petrarca è considerato un cosmopolita ante litteram, la cui vita e opere riflettono un profondo legame con la cultura europea del XIV secolo, influenzando la letteratura e la poesia con il suo uso del volgare toscano e la riscoperta dei classici latini.
La morte del padre nel 1326 segnò un punto di svolta per Petrarca, che tornò ad Avignone e iniziò a guadagnare fama per le sue poesie, segnando l'inizio della sua carriera letteraria.
Petrarca ha studiato diritto a Montpellier e Bologna, dove si è appassionato alla letteratura e alla poesia, esperienze che hanno influenzato profondamente il suo sviluppo come scrittore.
La Grande Peste del 1348 portò alla morte di molti amici e di Laura, spingendo Petrarca a dedicarsi esclusivamente alla scrittura in volgare, segnando un cambiamento significativo nella sua produzione letteraria.
L'amicizia con Boccaccio, che incontrò a Firenze nel 1350, fu fondamentale per Petrarca, poiché grazie al suo aiuto riuscì a recuperare i beni confiscati al padre, rafforzando il legame tra i due grandi autori del Rinascimento.