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UN RACCONTO PER IMMAGINI

Ogni film racconta una storia. il film è nato il 28 dicembre 1895 e da sempre il cinema ha cercato di soddisfare il desiderio dell'uomo di seguire racconti più o meno fantastici, più o meno emozionanti. non per questo, però, un film procedi impara schemi e forme tradizionali. il tratto distintivo del cinema deriva dall'Impiego di due codici: uno visivo e uno sonoro. la forza del cinema è la visione (all'inizio niente suoni), le immagini in movimento proiettate su uno schermo forniscono sempre e comunque un impressione di realtà. seguendo le storie del cinema si finisce per immedesimarsi nel racconto, grazie alle immagini. IL REGISTA, AUTORE DI UN' OPERA COLLETTIVA per realizzare le immagini con cui il cinema comunica si ricorre ad appositi strumenti primo tra tutti la macchina da presa. il film è un'opera collettivo alla quale tanti soggetti offrono un personale contributo. tali soggetti vanno coordinati da regista che proprio per questo motivo può essere considerato il vero autore del film. LA SCENEGGIATURA TRA FABULA E INTRECCIO generalmente ogni regista per intraprendere la realizzazione di un film parte da una sceneggiatura (testo finalizzato alla messa in scena di un film). la sceneggiatura è un testo scritto e di conseguenza utilizza il codice della comunicazione verbale: descrive le vicende, i luoghi, le persone che poi il film farà vedere. la sceneggiatura descrive distinguendo i diversi momenti del futuro film in tante scene progressivamente numerate. ogni scena viene anticipata dall' indicazione relativa al luogo, al tempo, alle condizioni atmosferiche.
 quindi la scena viene descritts suddividendo le diverse indicazioni su due colonne: quelle relative elementi sonori e quelle relative elementi visivi, vale a dire al contenuto delle singole immagini.
 una cosa sono le indicazioni della sceneggiatura un'altra modalità con cui sono tradotte le immagini. quindi c'è il "cosa" il film racconti e il "come"lo  racconti. in altri termini il primo elemento è la fabula, vale a dire lo schema della storia (verbalizza il contenuto del film, la storia); il secondo elemento corrisponde  all' intreccio ovvero le scene fatte dal narratore (tipo di espressione usate per riferirla)
Gli  elementi della storia si trovano tutti all'interno della sceneggiatura; le modalità espressive utilizzate dal regista per "raccontare" il film emergono invece da scelte successive. 
LE DIVERSE FASI DELLA SCENEGGIATURA
una sceneggiatura è il momento conclusivo di un procedimento di elaborazione seguito dagli sceneggiatori e che attraversa i diversi stadi. il primo di questi stadi è costituito dall' idea. settare idea e frutto esclusivo della fantasia si parla di sceneggiatura originale; nel caso in cui invece si tragga spunto da un testo preesistente si parlerà di adattamento. in ogni caso un'idea é il semplice frutto di un elaborazione mentale. il testo che raccoglie i possibili sviluppi narrativi e che quindi già contiene alcuni elementi descrittivi della storia filmica che la scaletta. il compito di un maggiore approfondimento spetta al trattamento che consiste per l'appunto in una scaletta arricchita con indicazioni esaurienti circa il percorso psicologico compiuto dai personaggi della storia e con la descrizione puntuale degli ambienti. in questa fase si descrivono sia i personaggi che animano il film sia il luogo in cui questi si muovono. il passaggio successivo conduce alla sceneggiatura vera e propria che si presenta come un testo arricchito rispetto al trattamento delle necessarie indicazioni sonore. in questa fase vengono inseriti i dialoghi dei personaggi indicati rumori l'eventuale commento musicale di una scena.
L'INQUADRATURA E LA DISTANZA NELLA RIPRESA
terminata la sceneggiatura entrano in campo altre figure chiamate a tradurre in immagini e suoni le indicazioni da essere fornite. la pellicola si presenta come un seri continuo di fotogrammi che riportano singole immagini. con una di esse corrisponde a un inquadratura. Viene così chiamata la porzione di spazio che il regista ha scelto di riprendere. la prima decisione fondamentale riguardante l' inquadratura relativa alla distanza da cui si riprende il soggetto. Proprio in relazione alla distanza e quindi l'ampiezza del campo visivo le inquadrature possono essere così classificate: campo lunghissimo, campo lungo, campo totale, piano a figura intera, piano americano, piano a mezza figura, primo piano, primissimo piano, particolare (con le persone) dettaglio (con gli oggetti).
DA UN INQUADRATURA ALL'ALTRA: I MOVIMENTI DI MACCHINA
Ogni sequenza di un film composta da una serie di inquadrature. il film procede nelle reazioni della storia con il passaggio da un inquadratura a un altra; per passare auna nuove inquadratura della macchina da presa in modo da dirigerne lo sguardo su un altro soggetto (movimento di macchina) oppure si realizzano due inquadrature distinte che verranno giustapposte in un momento successivo (montaggio). i movimenti di macchina hanno la funzione di accompagnare lo spettatore attraversare le situazioni del film. Essi sono realizzati dagli operatori ricorrendo a diverse attrezzature:
_ panoramica, movimento che si ottiene facendo ruotare la m.d.p. sul proprio asse. _carrellata, movimento che si ottiene fissando la m.d.p. su un piccolo veicolo che scorre su rotaie. _dolly, movimento che si ottiene fissando la m.d.p. ha un braccio meccanico in grado di alzarsi e abbassarsi in modo da avvicinare o allontanare il soggetto inquadrato. _camera a mano, movimento che si ottiene lasciando la m.d.p. libera sulla spalla dell' operatore. _steadycam, movimento che si ottiene fissando la m.d.p. sul corpo dell' operatore attraverso un'intelaiatura che evita i sobbalzi tipici della camera a mano. _skycam, movimento che ci ottiene agganciando la m.d.p. ha un cavo di acciaio e comandandola a distanza tramite apparecchiature elettroniche visionando le immagini riprese attraverso l'apposito monitor.
LUCI E COLORI
Un' altra componente fondamentale dell' immagine da considerare nel momento in cui si realizza un' inquadratura è la luce. A essa provvede il direttore della fotografia. Non è difficile rendersi conto che una stessa scena illumina i modi diversi assume connotazioni completamente diverse. oltre che per la sua intensità la luce ha una funzione espressiva anche a seconda della sua provenienza. in generale la luce può essere diffusa (irradia un ambiente in maniera omogenea) o orientata (colpisce direttamente cose o figure). la luce orientata in base alla direzione da cui si proietta sui soggetti può essere distinta in: luce frontale, controluce, luce dall'alto, luce dal basso. un ultimo aspetto della luce consiste nella tonalità di colore con cui essa investe soggetti in quadrati.
SUONI E PAROLE
Tra le componenti del racconto filmico figura anche il sonoro. si tratta però di una componente: eventuale, esterna, i dialoghi, i rumori, la musica, a scendere a scrivere l'autore della colonna sonora.
Il potenziale espressivo della musica appare evidente in due casi particolari: uno è quello in cui la musica a seconda perfettamente le immagini e l'altro è quello in cui la musica diventa lo specchio dello stato d'animo di un personaggio.
LA GERARCHIA DEI PERSONAGGI
Personaggi principali
Ricoprono il ruolo centrale con una funzione portante rispetto all'azione
Personaggi non protagonisti o secondari
Ricoprono un ruolo di secondo piano, svolgendo nella vicenda una funzione marginale
Caratteristi
Non sono personaggi che incidono sullo sviluppo narrativo ma hanno la funzione di rendere credibile un ambiente o una situazione
Comparse
Sono personaggi anonimi che non entrano in alcun modo nella vicenda ma contribuiscono alla sua verosimiglianza

Tipi: hanno una vita monotona, vogliono fare sempre le stesse cose
individui: hanno un carattere sono delle persone, “esseri”.
Il momento in cui per la prima volta compare un nuovo personaggio nel film si chiama entrata in scena.
I MODI PER COSTRUIRE UNA SCENOGRAFIA
lo spazio del film viene definito scenografia (ambienti, interni o esterni, presenti nell'inquadratura).

Lo spazio filmico, pero non sempre utilizza ambienti gia esistenti: il piu delle volte un film viene girato in un teatro di posa, con scenografie appositamente realizzate. Inoltre lo spazio dei film puo
essere creato sovrapponendo due inquadrature connesse in maniera logica, ma realizzate in tempi
e luoghi diversi.
La scenografia, infine, puo avere un valore soltanto allusivo, nel senso che sottintendo la presenza
di elementi che rimangono fuori dall'inquadratura ma sui quali fornisce informazioni.
Il fuori campo puo essere:
-visivo, in quanto relativo a un luogo in cui si reca uno dei personaggi uscendo dall'inquadratura.
-sonoro, in quanto relativo a suoni, rumori r dialoghi che appartengono allo spazio esterno
all'inquadratura.
LO SPAZIO ESPRESSIVO.
Anche la scenografia e una delle componenti espressive del racconto filmico.
La sceneggiatura puo fornire informazioni necessarie alla comprensione della vicenda.
In altri casi la scenografia suggerisce o anticipa sviluppi successivi della vicenda e puo anche rispecchiare lo stato d'animo di un personaggio.
La scenografia puo anche giocare sulla contrapposizione, nel senso che puo far risaltare uno stato d'animo del personaggio creando intorno a lui un clima contrastante con i suoi sentimenti.
Infine le scenografie di un film possono riflettere e sottolineare specifiche caratteristiche dei ruoli.
IL MONTAGGIO
Il passaggio da un'inquadratura a un'altra, puo essere ottenuto dal montaggio, consistente nell'unire i pezzi di pellicola relativi a due inquadrature diverse,che possono essere state realizzate in luoghi
e momenti differenti.Per non fare capire che sono due scene diverse si puo usare la dissolvenza, che si ottiene in tre modi:
-in chiusura: facendo scomparire un immagine
-in apertura: facendo apparire dal fondo stesso
-incrociata: facendo scomparire la prima immagine e contemporaneamente facendo comparire la seconda.
Controcampo , consiste nel mostrare alternativamente i due personaggi che prendono parte a un'azione.
Stacco , e il passaggio immediato tra due inquadrature diverse.
ACCELERAZIONE DEL TEMPO
La prima fondamentale funzione del montaggio e fornire un significato e un ritmo alle immagini che si susseguono.Il montaggio consente al film di rappresentare il tempo evitando di riprodurre
la linearita e la continuita del reale e costruendo un tempo narrativo proprio.
Quanto piu il racconto filmico si affida al montaggio per sintetizzare le sequenze della storia, tanto piu il ritmo narrativo risulta accelerato.
Un accelerazione ancora piu consistente e quella che si stabilisce con il montaggio per ellissi,che consente alla narrazione di compiere salti temporali anche di notevole entita.
Un'altra funzione importante del montaggio e quella di sovvertire l'ordine cronologico della fabula.
SEQUENZE PARALLELE E SEQUENZE ALTERNATE
Il montaggio delle diverse inquadrature crea il tempo del film, fornendogli anche un determinato ritmo narrativo.Il registra, insieme al montatore, puo utilizzare il montaggio per unire intere sequenze di due vicende diverse, con differenti personaggi e situazioni.(montaggio parallelo)
Un altro tipo di procedimento e il montaggio alternato, dove si uniscono sequenze appartenenti alla stessa vicenda ma separate,mostrando alternativamente alcuni momenti dell'una e dell'altra.
Lo scopo e quello di fornire alla narrazione un maggiore carico di tensione e quindi di coinvolgere

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