Il tema della natura Primo Levi e Sandro Penna


Le stelle nere di Primo Levi: Non sempre la contemplazione dei cieli notturni è un’esperienza di serenità. L’astrofisica ha rilevato nell’universo la presenza dei “buchi neri”, gigantesche stelle morte che assorbono luce anziché emanarla. Primo Levi, scienziato oltre che scrittore, parte da questo fenomeno per ragionare sulla disarmonia che si nasconde sotto la bellezza del cielo stellato: esistono dei soli morti, ammassi di atomi stritolati la cui gigantesca massa, anziché produrre energia, particelle, luce, si ripiega su se stessa in disperata gravezza. La loro incomprensibile, minacciosa presenza sembra dire che il cosmo non ha alcun ordine e alcun significato, e che, al suo interno, noi uomini viviamo e moriamo per nulla.
Primo Levi la sua attività di scrittore, concentrata per lo più a Torino, è legata in origine all’esigenza di raccontare l’esperienza di internamento nel campo di sterminio di Auschwitz con il suo libro più celebre, Se questo è un uomo. Levi ha poi continuato a scrivere in prosa (La tregua, Storie naturali, La chiave a stella, Se non ora, quando?), e in poesia (Ad ora incerta), inserendo nella sua opera anche elementi legati ai propri interessi scientifici (era chimico).
Tre poesie di Sandro Penna: Due notturni e una lirica autunnale, brevi e intrise di dolce malinconia. Il lungo e inquietante ululare notturno del cane, lo stesso cane di giorno così familiare. L’ammiccare delle stelle che sembrano rivolgersi proprio al poeta. L’odore delle arance sbucciate preannuncio dell’inverno imminente.
Sandro Penna nato a Perugia ma vissuto prevalentemente a Roma, è autore di poesie intense e armoniose, apparentemente semplici e cantabili, raccolte in Tutte le poesie. Il suo tema favorito è l’amore omosessuale.
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