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L'immensità dell'attimo fu scritta da Mario Luzi. Nato a Firenze è stato un poeta e scrittore italiano. Questa poesia riflette sul senso della vita e ha versi liberi.

Quando tra estreme ombre profonda
in aperti paesi l'estate
rapisce il canto degli armenti
e la memoria dei pastori e ovunque tace
la segreta alacrità della specie,
i nascituri avvallano
nella dolce volontà delle madri ( la figura della madre rappresenta la vitalità primigenia, che rassicura e protegge provvisoriamente)
e preme i rami dei colli e le pianure
aride il progressivo esser dei frutti.
Sulla terra accadono senza luogo
senza perchè le indelebili
verità, in quel soffio ove affondan (soffio...metafora dell'esistenza)
leggere il peso le fronde
le navi inclinano il fianco
e l'ansia dè naviganti a strane coste
il suon d'ogni voce
perde sè nel suo grembo, al mare al vento.

Analisi


Ci sono due macroperiodi: il primo dove affronta temi come la luce, l'ombra, la fecondità, l'aridità (da quando a frutti), nel secondo periodo parla di tutti coloro che attraversano l'esistenza.
Nei versi iniziali possiamo notare la contrapposizione fra ombra\luce; il chiarore dell'estate blocca lo scorrere della vita, creando uno stato di attesa che non avrà seguito. Qualcosa sembra che possa nascere o esplodere, ma nulla accade. La ricerca cominciata non ha modo di compiersi e quindi rimane una possibilittà senza consistenza
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