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L'influenza arabo-islamica in Spagna

La nazione dove più forti e durature furono le influenze arabo-islamiche è senz'altro la Spagna. Durante la dominazione araba, che in forme diverse abbracciò i secoli VIII-XIII (ma Granada fu espugnata solo nel 1492, durante il regno di Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia), la Spagna conobbe un periodo di intenso sviluppo civile e culturale, i cui emblemi restano le splendide architetture di Cordova, Granada e Siviglia. Ma anche nel periodo della "reconquista" a opera dei nuovi stati cristiani di Navarra, León, Castiglia e Aragona, in particolare a partire dall'XI secolo, l'eredità araba ebbe modo di manifestarsi in diversi campi.

Alfonso X di Castiglia e Il libro della Scala di Maometto

Si pensi, per esempio, alla stagione politica e culturale inaugurata dal sovrano Alfonso X di Castiglia detto il Saggio (1221-1284), mecenate coltissimo e animatore di una corte cosmopolita frequentata da intellettuali ebrei, musulmani e cristiani. Fu proprio il sovrano iberico a commissionare a un medico ebreo, Abraham Alfaquim, la versione spagnola, dall'originale arabo andato perduto, del racconto del"mi'rag" (cioè dell'ascensione") di Muhàmmad in Cielo, un importante testo ritrovato in due codici a Oxford e a Parigi nel 1949 e conosciuto con il titolo Il libro della Scala di Maometto. La versione latina dell'opera deve la sua conservazione al fatto che una sua copia si trova inserita in un codice (il Vaticano Latino 4072) nel quale si trova la Collectio Toledana, una importantissima raccolta di testi scientifici e filosofici arabi tradotti in latino a partire dal secolo XII e che costituisce l'esempio più significativo del passaggio di conoscenze dal mondo islamico a quello cristiano. Si tratta di un'opera che nasce all'interno di una cultura segnata dalla tolleranza religiosa e dal desiderio di confronto culturale

Fine della convivenza civile fra culture e popoli nel 1492 e prevalere di atteggiamenti razzisti

Purtroppo questo clima di civile convivenza fu interrotto con la cacciata degli ebrei e dei musulmani dalla Spagna a partire dal 1492 a opera dei re cattolici: un evento tragico, che preannunciava future disgrazie. Le teorizzazioni e le discussioni sulla "limpieza de sangre" (la "purezza del sangue"), per decidere chi fosse autenticamente cristiano e castigliano, per mettere al bando quanti fossero stati in qualche modo contaminati dal sangue impuro di ebrei e moriscos, altro non sono che le premesse delle moderne teorie razziste del colonialismo, del fascismo e del nazismo. Non è senza significato che il 1492 data della scoperta e conquista del Nuovo Mondo, con il conseguente genocidio delle popolazioni indigene coincida anche con l'espulsione delle diversità dall'Europa: i nascenti stati nazionali si dovevano costituire come omogenei per razza, lingua, cultura e religione. La modernità, che sancisce l'inizio del predominio europeo sul mondo, nasce con un atto di feroce intolleranza verso l'Altro. Da allora si innalza una barriera tra mondo arabo mondo occidentale, ancora oggi causa di pregiudizi e incomprensioni.
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