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Giacomo Leopardi


Fu un interprete molto importante del Romanticismo. Ha una politica dell’IO, cioè parla di se stesso. È nato a Recanati nel 1798. La madre lo costrinse a studiare bella biblioteca del padre sin da quando fu bambino e quello studio gli provocò tanti problemi fisici e diverse malattie. Nonostante ciò divenne un erudita.
Man mano che crebbe iniziò a non sopportare Recanati e la mentalità della gente, infatti la chiamò Recanatiodiosamata, decise dunque di andare a Roma per confrontarsi con gli intellettuali come lui ma ne rimase profondamente deluso perché essi si vantarono troppo e non furono come pensò. Andò poi a Milano, a Pisa e a Torre del Greco, dove passò i suoi ultimi anni di vita.

Il sistema filosofico di Leopardi


Leopardi ebbe una formazione illuminista, dunque fu ateo e materialista. L’unico tratto che non è mai cambiato nel suo pensiero è il Pessimismo, il quale si divide in 3 fasi:

1.Pessimismo Storico = 1816-1822

Egli si domandò perché l’uomo è infelice? Gli uomini antichi che nacquero dalle mani della Natura non furono pessimisti perché ragionarono poco e immaginarono molto e quindi ebbero un sacco di illusioni che permisero loro di essere felici come bambini. In questo caso la Natura è buona perché ha dato all’uomo lo strumento per essere felice. Alla natura si è poi contrapposta la Storia, la quale ha fatto sì che l’uomo diminuisse la sua capacità di immaginare e iniziasse a ragionare di più. Quindi la Storia è cattiva.

2.Pessimismo Cosmico = 1822-1830

Leopardi ebbe una malattia agli occhi che lo costrinse a restare per tanto tempo al buio. Durante questo periodo egli rifletté tanto ed elaborò la “Teoria del Piacere”, secondo la quale l’uomo è alla ricerca di una felicità senza limiti, non si accontenta mai. Individualmente è un male perché l’uomo non potrà mai essere felice ma generalmente è stato un bene perché c’è stato il progresso. Non esiste una felicità senza limiti perché non ci sono limiti di tempo e di spazio, l’uomo dunque è condannato ad essere infelice. Egli dunque afferma che la Natura è “madre di parto e nel voler matrigna”. Il Pessimismo diventa così cosmico perché non è solo l’uomo ad essere infelice ma tutto il creato. Tutti gli anni l’universo si rigenera ma prima o poi smetterà di farlo e anche il sole non sorgerà più. Questo pensiero è incluso nel “Materialismo Meccanicistico”, cioè nel cosmo tutto è dato da un continuo crearsi e distruggersi di materia. Nessuno gode: chi è distrutto soffre e chi distrugge non gode e l’universo va avanti così senza un senso.

3.Pessimismo Eroico = 1832-1837

Non cambia il pensiero ma l’atteggiamento. L’uomo non deve essere né vigliacco e implorare pietà e neanche essere spavaldo. Deve affrontare le difficoltà della vita con ciglio asciutto e con umiltà senza aggiungere mali a quelli che ha già. L’uomo deve capire che la sua vera nemica è la Natura e deve allearsi con gli altri uomini per combatterla.
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