Eliminato 1414 punti

Il sabato del villaggio


Composto subito dopo la Quiete, Il sabato del villaggio forma con il precedente una forma di dittico: ha la stessa struttura, prima una parte descrittiva, dedicata ad aspetti della vita borghigiana, poi una parte riflessiva, che prende lo spunto dalla descrizione precedente; inoltre, tematicamente, appare complementare alla Quiete: là il piacere era visto come cessazione di un dolore, qui come attesa di un godimento futuro, come speranza e illusione.

La prima e più lunga delle tre strofe rappresenta le varie attività che caratterizzano, in una cittadina, il sabato, concentrandosi in particolare sul momento del tramonto: una ragazza torna dalla campagna, e insieme all’erba raccolta per lavoro porta i fiori con i quali si adornerà il giorno seguente per la festa e intanto una vecchietta chiacchiera con le vicine: il quadro descrittivo si apre dunque con due figure femminili contrapposte, la «donzelletta» che immagina la gioia del giorno festivo a venire e la «vecchierella» che ricorda la gioia delle feste della sua giovinezza. Le due figure rappresentano emblematicamente la speranza giovanile e la memoria, che nel sistema leopardiano sono strettamente congiunte. I bambini giocano con rumorosa allegria; un contadino torna a casa fischiando:
La seconda strofa allarga la descrizione fino alle ore notturne, segnate dall’attività rumorosa di un falegname che vuole finire il lavoro prima della festa domenicale.
La terza strofa dichiara la superiorità del sabato sulla domenica, e cioè la superiorità dell’attesa sulla verifica, richiamando il tipico tema leopardiano del rapporto tra illusioni e realtà.
Nella quarta e ultima strofa, infine, Leopardi si sofferma a riflettere sulla gioventù, sulla sua fugacità e sull’illusione di una felicità futura che, al duro impatto con la concreta realtà della vita adulta, si trasforma presto in una dolorosa delusione. Per questo rivolge l’esortazione finale al «garzoncello» a non voler forzare i tempi, a non essere ansioso di diventare adulto, perché così facendo, sprecherà l’incanto della fanciullezza e potrà soltanto provare le delusioni della maturità.
La lirica si conclude dunque con la tristezza rassegnata che il tema comporta, ma senza i toni polemici e le asprezze più o meno ironiche de La quiete dopo la tempesta e di A Silvia.
Dal punto di vista espressivo, Il sabato del villaggio ha uno sviluppo lineare. La descrizione della vita del borgo, com’è tipico della poesia degli Idilli, è affidata a scenette successive, ciascuna incentrata su un ben preciso personaggio e ciascuna costruita con amorosa e affettuosa cura di particolari. La medesima tecnica è usata per la sequenza conclusiva, dove il momento riflessivo ha un’insolita pacatezza di tono.
La lingua è, come sempre in Leopardi, un impasto di termini semplici e quotidiani e di termini preziosi e letterari e contribuisce alla grazia semplice e a suo modo ricercata dell’insieme.
Hai bisogno di aiuto in Giacomo Leopardi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email