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Il sabato del villaggio

Il piacere dell’attesa

La poesia esprime l’idea che il piacere non è mai attuale, ma solo futuro o passato: non è possibile viverlo nella realtà, ma solo con l’attesa o il ricordo.
Il testo è incentrato sul motivo dell’attesa e della speranza del domani, rappresentato dall’ora del tramonto del sabato, e sulla tristezza e la noia vissuta quando il momento tanto atteso, la domenica, giunge.

Lo sviluppo tematico

Prima strofa: All’immagine della donzelletta che torna dal lavoro con un mazzetto di fiori, con i quali si adornerà il giorno della festa, corrisponde quella della vecchierella, per la quale l’attesa del giorno festivo è occasione di ricordare altre domeniche, quando giovane danzava con i suoi compagni. Inoltre, mentre per la fanciulla il tramonto annuncia la fine del lavoro, per la vecchierella diventa richiamo alla vita che fugge.

Le due figure rappresentano l’opposizione tra giovinezza e vecchiaia: l’una proiettata al futuro e l’altra rivolta al passato. Al suono della campana, il chiasso dei fanciulli, il contadino che rientra dai campi, sono altri suoni e immagini della vita del borgo che attende il giorno festivo, il riposo dagli affanni, occasione di gioia.
Seconda strofa: Prosegue la descrizione con l’introduzione del personaggio del falegname, che a notte fonda continua a lavorare per terminare il lavoro prima che arrivi la domenica.
Terza strofa: Si apre con la meditazione del poeta: la speranza di gioia che la festa porta con sé verrà delusa, le ore della domenica recheranno tristezza e noia e ciascuno tornerà con il pensiero al lunedì.
Quarta strofa: Il sabato diventa una metafora della giovinezza, da cui il garzoncello spensierato non si rattrista se la domenica, l’età adulta, tarderà a giungere, perché il piacere vero è nella gioia dell’attesa e nella speranza.

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