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Leopardi: la poetica e i temi

La poetica del Leopardi è strettamente unita con il suo pensiero. Essa può essere definita come “poetica del vago e dell’indefinito”, presente soprattutto nelle Canzoni e negli Idilli.
Per natura l’uomo aspira ad un piacere senza limiti nel tempo e nello spazio: è un’aspirazione indefinita, indeterminata. Nella realtà, il piacere infinito non può essere raggiunto, allora l’uomo può pensare ad infiniti piaceri tramite l’immaginazione. La poesia ha il compito di stimolare questa aspirazione attraverso situazione e ad immagini non chiare ed incerte. Per questo motivo, nelle sue poesie, Leopardi utilizza delle parole che hanno diversi significati e che danno un’idea di una vastità senza limiti (es. “interminati spazi”, “sovrumani silenzi” . Con lo stesso scopo, nei suoi componimenti sono presenti il tema del ricordo o dell’attesa. In modo particolare si trovano riferimenti all’età infantile (immagini visive o sensazioni sonore), proprio perché questi sono periodi della vita umana in cui l’immaginazione è più attiva. Anche i poeti antichi, per il fatto che erano più vicini alla natura, avevano un’immaginazione più viva. Invece i poeti moderni sono condizionati dalla ragione per cui la loro poesia è più filosofica . In altre parole, l’immaginazione conduce all’infinito come l’uomo tende al piacere infinito . Un’altra caratteristica della poesia del Leopardi è la teoria della visione e del suono. In base alla teoria della visione, l’immagine che crea un piacere indefinito è data dalla vista di un qualcosa che viene impedita da un ostacolo, questo succede perché l’anima si immagina ciò che non vede. Anche il suono può creare un piacere illimitato, a condizione che sia va : Leopardi elenca così tutta una serie di suoni vaghi e quindi suggestivi: un canto a poco a poco si allontana e si indebolisce, un canto che giunga all'esterno dal chiuso di una stanza, il muggito delle pecore che risuona nelle valli, il vento che un leggero rumore tra le fronde di un albero
Un altro aspetto della poetica del Leopardi è il concetto di bello poetico unito al tema della “rimembranza” (= il ricordo). Per Leopardi cioè che vediamo nel presente, non ha nessun aspetto poetico. Invece il ricordo dà ad una realtà passata un aspetto indefinito e più le immagini sono lontane nel tempo, tanto più il ricordo le confonde e le trasforma e la fantasia le ricrea con i contorni indefiniti
Nella poetica del Leopardi è presente anche il concetto di classicismo romantico. Egli sostiene che la civiltà moderna è dominata dalla ragione ed è quindi incapace di produrre la vera poesia che invece, si basa sull’immaginazione. Il compito della poesia è di conservare l’immaginazione ed il contatto con la natura, due aspetti degli autori classici che avevano un rapporto armonioso con la natura e che scrivevano dei versi in grado di creare le illusioni. Alcuni elementi del classicismo del Leopardi avvicinano lo scrittore al romanticismo (dolore dell’esistenza, descrizione dei sentimenti più intimi, contrapposizione fra ciò che è reale e ciò che è ideale), altri caratteri invece lo allontanano dagli schemi romantici (il materialismo, il rifiuto di ogni visione religiosa della vita). Inoltre se per i Romantici la poesia ha una funzione sociale (la poesia deve insegnare e il poeta ha il ruolo di guida), per Leopardi la poesia deve confortare l’uomo immerso comè nel suo dolore
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