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Irrazionalismo e Razionalismo - l'infinito di Leopardi

Nel Romanticismo il tema dell’oscuro era una dimensione onirica e irrazionalistica. In Leopardi invece si trattava di un sogno fatto in presenza della ragione. Il critico Blasucci sostenne che i verbi al tempo presente in questo componimento andavano intesi come verbi interativi perché si trattava di gesti frequenti, voluti e razionalmente ricercati. Nel verso 7 Leopardi è consapevole di fantasticare. C’è l’utilizzo di tricola (plurale di tricolon). Leopardi costruisce per tutta la poesia raffinate simmetrie. La sintassi traboccante dà un effetto ricercato dall’artista e non si tratta di qualcosa di estemporaneo; il poeta sta cercando di ricreare il moto immaginativo del suo animo. Il temine “ermo” è molto ricercato ed è un termine antico e obsoleto. La poetica del vago fu così profonda da agire anche in questa direzione. Il termine “ermo” è poeticissimo perché rimanda a un periodo antico e molto lontano. Non sono colpiti da spezzature il primo e l’ultimo verso perché sono l’inizio e la fine di un percorso che deve chiudersi. Ricorrente è l’utilizzo dell’asindeto, il quale ha la funzione di rendere vivo e presente il succedersi delle suggestioni immaginative. Nei versi 9 e 10 “quella” e “questo” sono contrapposti perché affiancano due aspetti in tensione continua fra loro. Il sensismo è presente in Leopardi perché tutto parte da dati sensoriali ben definiti. Leopardi si oppone strenuamente alla spiritualizzazione anche in questa poesia. Leopardi fu molto romantico nel tipo di poesia che ci aveva proposto con i piccoli idilli. Schiller aveva parlato di poesia sentimentale, diversa dall’antica poesia d’immaginazione.

L’infinito è un componimento moderno perché è filosofico ed è il primo grande componimento sentimentale che associa al momento contemplativo anche un momento filosofico. Il rapporto tra realtà oggettiva e realtà interiore non è spontaneo, ma si istituisce attraverso un ragionamento. C’è l’utilizzo di un linguaggio semplice e frequente è il polisindeto, cioè l’uso continuato di congiunzioni. Il messaggio dell’Infinito è positivo, al contrario di quanto si possa credere. La conclusione del componimento è positiva, laica e tipicamente settecentesca. L’uomo può creare stati d’animo positivi con la propria immaginazione e la propria intelligenza. È come se l’uomo fosse antropologicamente a superare i problemi che gli si pongono davanti; grazie al limite della siepe il poeta può immaginare lo spazio infinito.

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