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Ungaretti – Il porto sepolto - Commento


Testo


Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto

La poesia è la prima della raccolta che porta lo stesso nome. Fu pubblicata nel 1916 e successivamente fu inserita nella raccolta L’Allegria (1942). Quando era adolescente ed abitava ad Alessandria di Egitto, Ungaretti conobbe degli ingegneri francesi che lavoravano al Canale di Suez che gli raccontarono dell’esistenza di un porto sommerso sotto la città, risalente al tempo dei faraoni della dinastia tolemaica. Ungaretti rimase molto colpito da questa leggenda misteriosa e si serve di questo ricordo per farne la metafora della poesia.

Dal punto di vista strutturale, la poesia è articolata in sette versi di lunghezza variabile, senza rima, raggruppati in due strofe.

Il poeta giunge al porto sepolto: qui una volta recuperata la poesia risale alla superficie con l’intento di diffondere i suoi messaggi fra gli uomini. Ma la poesia si disperde come si dissolvesse nel nulla e al poeta resta soltanto un mistero indicibile e che non può essere penetrato.
I concetti che esprime il poeta non sono di immediata comprensione perché tutti presentati sotto forma di metafora.
Il poeta è un veggente che è in grado, come i poeti simbolisti francesi, di cogliere il mistero, che si nasconde dietro realtà fenomenica, di cui è capace solo lui. Il poeta ha quindi il ruolo di far risorgere, portare alla superficie e diffondere la poesia per poter dare sollievo all'umanità, ma gli insegnamenti che essa veicola restano inascoltati perché gli uomini comuni sono molto insensibili. E come se il poeta facesse un viaggio, simile al vate romantico che si fa guida del popolo: prima arriva al porto sepolto, cioè scende fino nel più profondo dell’animo umano, poi torna alla luce, cioè in mezzo agli uomini a cui offre, disperdendola la sua poesia. Il verbo disperdere è molto significativo per indicare un’azione quasi inutile, senza il ritorno che poeta si aspettava: la poesia rimane sommersa, inascoltata e allo scrittore non resta nulla se non il segreto del porto sommerso. (= il segreto della poesia)
Dal punto di vista formale la lirica e molto scarna, ridotta all’essenziale, la sintassi è molto semplice e lineare perché al poeta interessa soltanto mettere in risalto la parola e questa è proprio la funzione degli enjambements

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