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[Allegria, Ungaretti, Analisi


Vi è una forte componente autobiografica nei suoi scritti: la poesia è espressione di ciò che vive in prima persona. Per lui la letteratura può svelare il senso nascosto delle cose, ha quindi il compito di illuminare.
Utilizza l'analogia in un modo particolare: conoscere le cose in modo analitico, con collegamenti chiari e evidenti è una cosa lenta, che richiede parecchio tempo. Lui invece ha un metodo sintetico, veloce e immediato. Per lui il poeta è come un sacerdote della parola. Il mistero della vita non è una cosa che può essere svelata, ma esso può soltanto essere illuminato a tratti. La verità infatti è concepibile solo con la discesa dell'animo, che miracolosamente viene a contatto con l'assoluto.
A livello di forma, egli distrugge i versi tradizionali e ne usa di liberi e brevi, con una sintassi semplice e le parole che spiccano.

Vi furono tre fasi editoriali: La prima, il Porto Sepolto, che risale al 1916. La seconda, di poco più vecchia, che prende il nome di Allegrie di naufragi e la terza, del 1931, che si chiama semplicemente Allegria.
Struttura e Temi: L'opera è divisa in cinque sezioni tutte sul senso della vita: Ultima, Porto sepolto, Naufragi, Girovago e Prima. I temi trattati sono legati alla giovinezza, all'Africa o all'esperienza della guerra.
Centrale è infine la poetica dell'attimo, dovuta principalmente alla guerra, per cui ogni cosa può rovesciarsi nel suo opposto e scomparire per sempre, all'improvviso.

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