Video appunto: Verga, Giovanni - Prefazione all'Amante di Gramigna

Verga - Prefazione all'Amante di Gramigna



La Prefazione a L’amante di Gramigna ha la forma di una lettera indirizzata a Salvatore Farina, un romanziere e giornalista di Milano. Farina era contrario alle tendenze veriste, e per questo Verga si rivolge a lui argomentando i suoi convincimenti letterari.
Questa lettera è perciò una dichiarazione di intenti, dalla quale si possono desumere alcuni punti essenziali della poetica di Verga:

• l’impersonalità: essa viene intesa come eclisse dell’autore, che deve sparire dal narrato, non deve filtrare i fatti attraverso la sua lente, ma deve presentare il fatto nudo e schietto. L’opera, pertanto, deve sembrare essersi fatta da sé. Per questo motivo Verga ripropone la storia così come l’ha raccolta, utilizzando sintagmi che rimandino al dialetto da lui sentito. Utilizza perciò un lessico popolare, non raffinato e una struttura sintattica colloquiale; si delinea anche la teoria della regressione: deve cioè sparire il narratore tradizionale, portavoce dell’autore, e deve essere sostituito da un’anonima voce narrante che ha la visione del mondo e il modo di esprimersi dei personaggi stessi. Questa tecnica narrativa conduce allo straniamento, nel senso che si propone la realtà da un punto di vista insolito, quindi da un certo punto di vista si deforma la realtà