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Verga - Mastro Don Gesualdo: commento e trama


Insieme a I Malavoglia, il romanzo Mastro Don Gesualdo fa parte del ciclo dei vinti. Esso è ambientato in Sicilia, a Vizzini, nella prima metà del XIX secolo. Il protagonista è un semplice muratore, che grazie alla sua intraprendenza diventa un ricco borghese, proprietario di terre, ma dal punto di vista esistenziale si dimostra un fallito.
Per questo motivo fa aggiungere al titolo di mastro (= muratore) quello nobiliare di “Don”
L’ambientazione sociale è più elevata rispetto a quella de I Malavoglia, ma il concetto di base è lo stesso: ambizione e spinta per il miglioramento della posizione sociale. L’unico scopo della sua vita e di accumulare ricchezze e di acquistare nuovi terreni (= la roba, come dice Mastro don Gesualdo) per poter alla fine occupare un posto di rilievo nella società: le sue scelte sono sempre fatte in funzione di un criterio economico. Tuttavia non riesce ad integrarsi pienamente nell’ambiente aristocratico a cui tanto aspira
Il romanzo è molto più pessimista rispetto ai Malavoglia: qui non si può parlare di “coralità” come ne I Malavoglia in cui il vero protagonista è l’intera comunità di Aci Trezza. Qui, invece, il protagonista è il singolo personaggio con le sue ambizioni .
Poiché la classe sociale descritta è più elevata rispetto a quella de I Malavoglia, lo scrittore rinuncia alla tecnica della regressione e il suo punto di vista coincide con quello di Mastro don Gesualdo, di cui esprime i sentimenti e il pensiero. Gli altri personaggi sono piuttosto vari; incontriamo figure femminili, nobili decaduti e ricchi borghesi

Trama


Il romanzo descrive le quattro fasi della vita di mastro don Gesualdo: ascesa, trionfo, declino e sconfitta, come si trattasse di quattro blocchi contrapposti.
1. L’ascesa
Gesualdo è un muratore siciliano. All’inizio del romanzo, egli salva da un incendio la nobildonna decaduta Bianca Trao; essa ha avuto un rapporto con il cugino Ninì Rubiera che però non intende sposarla. Secondo la morale del tempo, la donna quindi è stata disonorata e viene data in sposa a mastro Gesualdo. Questo matrimonio è utile per entrambi: per Bianca è un vantaggio economico e per Gesualdo è un’occasione per inserirsi nel mondo dell’aristocrazia e acquisire un titolo nobiliare.
2. Il trionfo
Successivamente, Gesualdo acquista all’asta diversi terreni e appoggia la rivoluzione carbonara il cui scopo è di cacciare o indebolire l’aristocrazia locale. Intanto Bianca partorisce una bambina, Isabella, che però, forse è figlia di Ninì Rubiera e non di Gesualdo.
Gesualdo impartisce alla figlia un’educazione molto raffinata in un collegio e la ragazza, a seguito di un’epidemia di colera, ritorna a casa, nel podere del padre (siamo nel 1837). Tuttavia, essa rifiuta l’affetto un po’ rozzo del padre e si innamora del cugino Corrado. Gesualdo è contrario a tale matrimonio perché il ragazzo, pur avendo origini nobiliari, è povero e per questo organizza il matrimonio fra Isabella e il duca di Leyra.
3. Il declino
L’ultima parte del romanzo è ambientata nel periodo della rivoluzione del 1848. I del protagonista:, In essa assistiamo alla progressiva decadenza del protagonista: la moglie Bianca muore di tubercolosi, il genero duca di Leyra sperpera tutta la dote della moglie e Gesualdo, durante i moti, viene incolpato di aver ucciso il capo dei rivoltosi, marito di una donna di servizio del palazzo.
4. La sconfitta
Alla fine Gesualdo si ammala di un tumore e viene portato a Palermo nel palazzo dei duchi di Leyra, dove muore in totale solitudine, disprezzato perfino dalla servitù.
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