Perché viene scelto l'italiano corrente? La scelta di diffondere la lingua nazionale per un italiano che ha vissuto in molte parti prevale sulla scelta rigorista. Il siciliano sarebbe stato compreso e valutato da pochi.
Come ottenere un aspetto formale coerente con i principi precedentemente esposti? Si sceglie di mantenere un linguaggio estremamente semplice, fondato sulla paratassi e su una ripetitività lessicale più che sull'uso dei sinonimi. Adeguamento all'italiano base che viene ricalcato sulla semplicità dei modi dialettali.
L'altro elemento è il ricorso molto frequente ai proverbi, che pretende che si inseriscano numerose frasi idiomatiche e frasi formulate secondo il gusto di queste popolazioni.
Vengono utilizzati i due artifici retorici che accentuano questa somiglianza dell'italiano e il dialetto: 1) discorso indiretto libero o erlebte rede: si ha in alcuni momenti in cui la comunità di Aci Trezza si trova unita a scambiarsi opinioni e in quei frangenti le persone parlano a ruota libera senza rispettare turni di intervento e specificità del discorso che viene esposto. Il narratore registra le voci senza ogni volta attribuire il pensiero alla persona che lo ha formulato. Effetto non di dialogo vero e proprio, ma di coralità. Es. quando muore Bastianazzo sua moglie riesce a capire di essere diventata vedova anche senza che nessuno glielo dica, perché trova questa comunità intorno con interventi che si alternano dando una idea complessiva senza precisione terminologica. Strategia comunicativa efficace per evidenziare il realismo.

2) regressione (Baldi): ha a che fare con il canone dell'oggettività. Si ha la situazione delle prime battute di Rosso Malpelo. Il narratore si fa piccolo, fino a mimetizzarsi all'interno del gruppo. Registra le battute dei singoli così come vengono espresse e nel momento in cui vengono pronunciate. Regressione perchè il narratore si abbassa alla condizione dei personaggi.
Linguaggio: tutti i personaggi di Aci Trezza parlerebbero il dialetto. Anche se sanno leggere e scrivere, quando parlano con i paesani devono usare il dialetto. Chi usa un'altra lingua è forestiero ed è già visto di cattivo occhio. In realtà il ricorso al dialetto è molto raro, ma si capisce bene quando parla qualcuno che è colto.
Luchino Visconti fa una scelta diversa: decide di utilizzare il testo di Verga come base per la sua pellicola.
Quando si arriva alla compagine sociale, si colloca una struttura famigliare rigidamente patriarcale. Il vertice è il capofamiglia che resta tale finché è in vita. E' il depositario della cultura orale che viene tramandata, conosce il pensiero degli avi e lo deve trasmettere ai nipoti.
Lo fa con i proverbi. Chi cita i proverbi ha ragione, è pensiero condiviso. Solo con un altro proverbio si risponde al proverbio-->immobilità ideologica del paese. Forma di protezione ma anche di esclusione di qualsiasi stimolo esterno. Verga impiega 160 proverbi dall'elenco preparatorio che ha stilato in preparazione del romanzo. Sono il punto di incontro di tutta la comunità. Il proverbio è una sentenza indiscutibile, quando viene citato è spiegazione sufficiente. Citare un proverbio equivale a citare la verità.
Il significato ideologico dell'insieme dei proverbi equivale allo stesso peso dell'ideale dell'ostrica espresso in Fantasticheria: principio conservatore basato sui principi di famiglia e lavoro per salvaguardare i quali il singolo passa in secondo piano.
La famiglia è l'ambito entro cui ciascuno è chiamato a dare il proprio apporto, entro cui i componenti sono protetti. Chi ha la tentazione del mondo esterno si perderà. Rigida divisone tra
ruoli maschili e femminili. La donna deve avere molti figli, che costituiscono, da grandi, una forza per la famiglia, infatti i bambini iniziano ad essere produttivi molto presto.
Il mondo di Aci Trezza lotta prima di tutto per la sopravvivenza. Nella comunità, chi si accontenta dei principi promulgati dai proverbi è tranquillo può procedere nella conduzione della sua vita. I paesani hanno la certezza che niente può essere modificato.
Ruolo letterario dell'autore
Verga ha a cuore la questione meridionale. L'interesse di Verga è quello di vedere cosa succede nalla comunità di Aci Trezza se i paesani vengono a più stretto contatto con gli avvenimenti della storia in cui vivono. Questo è lo studio di Verga.
Ciascun personaggio nei Malavoglia è un vinto. Per ciascun personaggio fallisce almeno un progetto. Nessuno è un vincente dall'inizio alla fine, ci possono essere diversi tipi di sofferenza, tutti conoscono prima o poi l'esperienza fallimentare.
Verga sostiene che le fasce più basse sono studiabili in misura ottima poichè reagiscono in modi chiari, semplici.non c'è filtro tra stimolo e reazione. Dettato istintivo che li indirizza verso la salvaguardia di se stessi e diventano leggi di sopravvivenza l'egoismo, l'autoconservazione, la procreazione.
La storia esterna non è di nessun interesse per i paesani. La Storia entra in Aci Trezza quando coinvolge direttamente qualche elemento, per esempio attraverso il richiamo alla leva militare. Uno dei Malavoglia resta vittima della Storia: Luca muore nella battaglia di Lissa. La storia non crea opinione, non si va a vedere per cosa si combatte, la storia è buona o cattiva a seconda di quello che offre o presenta ai paesani.
I personaggi
Non esiste un vero ed esclusivo protagonista sul quale si concentra l'attenzione dell'autore, la figura del protagonista è sostituita dal coro. Rispetto a dinamiche più semplici abbiamo quasi 40 personaggi che non fanno la loro comparsa per uscire di scena, ma sono presenti dall'inizio alla fine.
Hanno relazioni fitte tra di loro, sia di simpatia che di antipatia, formano piccoli gruppi che ruotano intorno a dei luoghi prediletti.
Le donne creano il vero tessuto connettivo del paese perchè sono veicoli di informazione: tutti sono sempre a conoscenza di tutto.
I Malavoglia sono protagonisti perché sono il gruppo che manifesta in maniera più esplicita la propria coerenza con le ideologie proclamate e nel momento in cui sbaglia ne subisce le conseguenze.
Il narratore, secondo la visione verista, non fa introduzioni ampie, ma è narratore esterno che non anticipa i fatti che arriveranno successivamente. Tenta di descriverli quando prendono forma. Non commenta l'azione e non instaura un rapporto con i lettori.

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