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Giovanni Pascoli ed il nido familiare


Quando si parla della famiglia di Pascoli, si fa riferimento ad una famiglia numerosa e caratterizzata da un elevato numero di lutti. Per tale motivo, fin dalla morte del padre, l'autore si avvicina sempre più ai suoi fratelli e sorelle. A distanza di poco tempo, egli perde sua madre, e alcuni suoi fratelli e sorelle.
In seguito, il matrimonio di sua sorella Ida viene visto come un atto di tradimento, e porta Pascoli a soffrire di crisi depressive.
Tutto ciò conduce Pascoli a formulare il concetto del nido familiare. Nel profondo del suo animo, lo scrittore ha sempre celato il forte desiderio di costruire un nuovo nucleo familiare assieme alle sorelle Ida e Mariù. A prescindere dal successivo matrimonio di Ida, tale desiderio non si è mai potuto realizzare a causa dell'ancora tenace attaccamento al passato nido familiare, oramai distrutto. Nella sua ottica, Pascoli voleva imporsi come il capo famiglia del suo nuovonido familiare.
Inoltre, questo comportamento si può riscontrare anche nei sentimenti dell'autore nei riguardi dei suoi connazionali. Di fatto, Pascoli si opponeva al fenomeno dell'emigrazione, il quale stava caratterizzando l'Italia in quegli anni. Egli era contro la guerra, ma, ciò nonostante, promuoveva la guerra di impronta colonialista. In questo modo, la conquista di nuove Terre fertili poteva offrire agli italiani nuove possibilità di lavoro e di vita, senza obbligarli a cambiare patria.
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