Carlo Bernari


È lo pseudonimo di Carlo Bernard, nato a Napoli nel 1909. Figlio di un dirigente di una piccola industria, autodidatta presto in contatto non solo con gli intellettuali napoletani del tempo, ma anche con i maggiori scrittori dell'avanguardia francese (da Breton a Eluard), Bernari esordisce nel 1934 con Tre operai, romanzo che anticipa le tematiche neorealiste è che ha tutte le caratteristiche di un "libro-contro", concepito com'è in pieno fascismo e tutto giocato sulla problematica proletaria e socialista.
Dopo questa esperienza lo scrittore si dedica al giornalismo militante, scrive il romanzo saggio Quasi un secolo (1940), pubblica raccolte di racconti, di prose e Prologo alle tenebre (1947), un grande affresco della vita napoletano, notevole per la ricerca espressiva fra lingua e dialetto. Ma solo nel 1949 torna a fare una grande prova con Speranzella, opera dichiaratamente neorealista.

Nelle opere che seguono, il dato sociale sarà un po' assorbito e attenuato da una forte indagine psicologica: si ricordino almeno, in proposito, Amore amaro (1958), Era l'anno del sole quieto (1964), Un foro nel parabrezza (1971). Trasferitosi a Roma, Bernari affianca l'attività di giornalista e di scrittore (pubblica ancora nel 1976 Tanto la rivoluzione non scoppierà, e a il giorno degli assassini nel 1980) a quella di sceneggiatore cinematografico (partecipando ad esempio alla sceneggiatura delle Quattro giornale di Napoli di Nanni Loy). È morto a Roma nel 1992.
Tre operai : il romanzo ripercorre il destino intrecciato di tre giovani operai napoletani, negli anni che precedono e seguono la Prima guerra mondiale. Alla precarietà e alla miseria della condizione operaia si accompagna il maturare di una coscienza politica, attraverso l'impiego sindacale e la partecipazione agli scioperi . Ma il futuro, che li troverà prima divisi e poi di nuovo temporaneamente riuniti, è per tutti deludente: Anna, dopo aver perso il figlio, muore, oramai stanca e ammalata; Teodoro, uscito dal carcere, dove era stato rinchiuso per l'occupazione di una fabbrica, si accinge a riprendere la vita precaria e sbandata di sempre. Anche Marco, che svolge soprattutto un ruolo di mediazione, vedrà fallire i suoi progetti.

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