Storia del quotidiano

Fin dall'antichità fu sentita la necessità di informare il popolo divulgando le notizie. A Roma, già dal tempo di Giulio Cesare, si incidevano gli acta diurna, avvenimenti di attualità scolpiti su tavole di pietra e affisse in luoghi pubblici. A Pechino, nel XII secolo, l'imperatore faceva scrivere le comunicazioni importanti da abili pittori, su una striscia di stoffa che veniva appesa o fatta circolare. La rivoluzione della carta stampata ebbe inizio con Gutenberg, che nel 1455 inventò la stampa a caratteri mobili, con cui si potevano realizzare molte copie dello stesso manoscritto (il primo ad essere dtampato con questo metodo fu la Bibbia). In Italia, il primo foglio stampato venne distribuito a Bologna, nel 1470. Nel Seicento era abbastanza comune che nelle grandi città italiane ed europee venissero distribuiti fogli con avvisi alla popolazione. A Venezia si chiamavano gazzette, dal nome del soldo che serviva per pagarle. Il termina "gazzetta" si è mantenuto nel corso degli anni e oggi ha assunto il significato simile al termine "quotidiano". Il primo vero quotidiano, come lo intendiamo oggi, venne stampato a Lipsia nel 1660. Nel corso del secolo successivo, i quotidiani più famosi furono quelli inglesi, fino al londinese "The Times", fondato nel 1785 e famoso anche al giorno d'oggi.

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