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Il lavoro agricolo: caratteri generali


Per parecchi secoli il lavoro è stato essenzialmente agricolo e l’agricoltura ha assorbito la maggior parte degli sforzi dell’uomo sia sotto forma diretta per la produzione, sia sotto forma indiretta per la fabbricazione e la riparazione dei strumenti necessari per lavorare i campi. Le altre attività, come la fabbricazione di beni di lusso, la costruzione di immobili, la costruzione navale, ecc.
. ha coinvolto sempre una parte esigua della popolazione e comunque concentrata nelle città. Il legame fra agricoltura e produzione ha determinato sempre la collocazione spaziale del lavoro agricolo poiché i coltivatori si trovano nella necessità di abitare nelle vicinanze dei poderi in modo che gli spostamenti non sottraggano tempo prezioso da riservare al tempo lavoro. Questo ha comportato una collocazione abbastanza uniforme dell’attività agricola sul territorio, scoraggiando così la concentrazione. Per moltissimo tempo è successo anche che il mondo rurale è rimasto piuttosto isolato rispetto a quello cittadino, almeno fintanto che non sono stati introdotti la motorizzazione privata, la radio, il telefono, la televisione ed ultimamente internet.
All’interno della popolazione agricola, le differenze sono in funzione del rapporto giuridico esistente fra il coltivatore e il fondo. Le forme più diffuse di tale rapporto sono la mezzadria (oggi quasi del tutto scomparsa, ma nel passato molto frequente soprattutto in Toscana), l’affitto ed il lavorio salariato. Esistono anche le cooperative, cioè delle forme collettive di gestione agricola. Nei paesi in via di sviluppo queste forme di gestione agricola coesistono anche se in alcune zone del mondo una prevale sull’altra. Per esempio, in America Latina e nello Sri Lanka dove esiste una forte concentrazione della proprietà fondiaria, prevale il lavoro salariate, utilizzato nelle piantagioni.
Attualmente, a causa della forte industrializzazione, l’agricoltura, potendosi avvalere di enormi mezzi tecnici e finanziari, impiega un numero sempre più decrescente di addetti pur arrivando a far fronte al fabbisogno alimentare della popolazione ed in molti anche a produrre un’eccedenza destinata all’esportazione. Nel Terzo Mondo l’attività agricola continua ad essere la forma più importante di attività produttiva anche se l’occupazione di addetti sta diminuendo.
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