Concetti Chiave

  • L'agricoltura ecologica promuove l'uso di tecniche che sfruttano la fertilità naturale del suolo e favoriscono la biodiversità, escludendo composti chimici artificiali.
  • Contrariamente all'agricoltura convenzionale, che riduce la biodiversità e utilizza fertilizzanti artificiali, l'eco-agricoltura si basa su sostanze naturali e metodi sostenibili.
  • Le tecniche di lotta biologica nell'eco-agricoltura si fondano sulla comprensione della competizione tra organismi, utilizzando antagonisti naturali per controllare i parassiti.
  • Strategie come trappole a feromoni e tecniche di autocidio sono impiegate per ridurre gli accoppiamenti tra insetti dannosi, migliorando il controllo biologico.
  • Nonostante i vantaggi ambientali, la lotta biologica presenta limitazioni, come difficoltà nel controllo totale dei parassiti e la necessità di affiancare metodi chimici per risultati efficaci.

L'importanza dell'agricoltura ecologica

L’agricoltura è alla base del sostentamento dell’umanità, ma lo sfruttamento del suolo per usi agricoli altera profondamente gli ecosistemi, analogamente ad fattori antropici che hanno influito e influiscono sugli equilibri della biosfera. Dal momento che non è possibile e non è utile eliminare l’agricoltura, è necessario allora arrivare all’utilizzo di tecniche agricole che sfruttino al massimo la naturale fertilità del suolo, favorendola con interventi limitati e promuovendo la biodiversità. Ciò che viene attuato dall’agricoltura convenzionale è normalmente il contrario di quanto appena detto: la produttività del suolo, infatti, viene enormemente potenziata con concimi artificiali e altri interventi di larga portata, mentre la biodiversità è gradualmente ridotta, selezionando o addirittura creando artificialmente (come nel caso degli organismi geneticamente modificati) un ristretto numero di specie ritenute più idonee per il mercato. Per questo motivo si è gradualmente affermata negli ultimi decenni una forma di agricoltura alternativa, definita con vari termini: agricoltura biologica, agricoltura or-gamica, eco-agricoltura o agricoltura ecologica. Sebbene la definizione «agricoltura biologica» sia probabilmente la più usata, è in realtà impropria: tutta l’agricoltura, in fatti, basandosi su processi di produttività di organismi viventi, è «biologica». L’agricoltura ecologica è una pratica o un sistema agricolo che prevede il solo utilizzo di sostanze naturali ed esclude l’uso di composti chimici non presenti in natura, quali fertilizzanti, pesticidi, diserbanti. Per quanto riguarda i concimi, nell’eco-agricoltura il suolo è nutrito esclusivamente con sostanze organiche e difende le piante dagli attacchi di parassiti favorendo lo sviluppo dei loro competitori naturali. Diversamente dall’agricoltura convenzionale, l’agricoltura ecologica si fonda su un modello di sviluppo pensato per durare nel tempo e che sia in grado di adattarsi ai cambiamenti ambientali. Tutela inoltre la biodiversità, recuperando e favorendo lo sviluppo dei prodotti tipici del luogo. L’eco-agricoltura, essendo un’agricoltura a basso costo basata sulle risorse locali, è applicabile con facilità anche nelle regioni più povere del pianeta. L’agricoltura ecologica è ufficialmente regolamentata in Europa a partire dal 1991.

Tecniche di lotta biologica

Nell’ambito dell’eco-agricoltura, fra le tecniche più interessanti dal punto di vista ecologico vi sono senz’altro le cosiddette strategie di lotta biologica. Esse si basano sulla conoscenza degli organismi infestanti e dei loro predatori e parassiti. La lotta biologica è incentrata dunque su un concetto chiave dell’ecologia, quello di competizione. Il fenomeno della competizione è assai diffuso in natura. Due o più individui della stessa specie possono competere per moltissime cose: un rifugio, un partner, una fonte d’acqua, del cibo e altro ancora. Individuiamo così due tipi di competizione: la competizione intraspecifica e la competizione interspecifica. Le strategie di lotta biologica sfruttano entrambi questi tipi di competizione.

Queste tecniche sfruttano l’uso di antagonisti naturali. In ogni ambiente, infatti, un organismo ha «nemici» che ne limitano la crescita. Tali tecniche richiedono una conoscenza accurata della catena alimentare tipica di un certo ecosistema. Ad esempio, gli insetti che divorano le piante, detti fitofagi, vengono a loro volta mangiati da insetti carnivori, detti entomofagi. Molte tecniche di lotta biologica si basano innanzitutto sulla «mobilitazione» degli entomofagi, alleati dell’agricoltore nella difesa delle colture contro i fitofagi. Gli insetti utili vengono allevati, moltiplicati e commercializzati dalle biofabbriche e venduti all’agricoltore, che li distribuisce nei campi e nelle serre al momento del bisogno. Oltre agli insetti entomofagi, possono essere impiegati uccelli entomofagi e agenti patogeni (funghi, batteri, virus). Un esempio classico è quello del Bacillus thuringiensis, un batterio in grado di produrre una tossina letale per le larve di molti insetti parassiti.

Uso di feromoni e autocidio

Tra le tecniche utilizzate in questo ambito, troviamo le cosiddette trappole a feromoni. I feromoni sono sostanze usate nella comunicazione tra insetti di una stessa specie. I feromoni sessuali vengo-no utilizzati nella lotta biologica per realizzare vere e proprie «trappole» nelle quali i maschi di specie dannose, attratti dai feromoni femminili, vengono catturati riducendo al minimo gli accoppiamenti. Un’altra strategia basata sui feromoni sessuali è quella del disorientamento: un’inondazione di tali sostanze rende più difficile per i maschi intercettare le femmine e quindi accoppiarsi. Diversamente, la tecnica dell’autocidio si basa sull’immissione di maschi sterili che entrano in competizione con quelli fertili, riducendo il numero di accoppiamenti efficaci nella produzione di prole. Nonostante l’evidente vantaggio della lotta biologica in termini di impatto ambientale, l’insieme di queste tecniche non è ancora sufficiente di per sé a garantire risultati adeguati ai ritmi produttivi dell’agricoltura moderna. Tra le principali limitazioni troviamo:

  • difficoltà di controllare tutti gli organismi dannosi;
  • possibilità che l’intervento non riesca ad annullare completamente i danni;
  • durata eccessiva dei tempi necessari a ottenere risultati apprezzabili;
  • successo limitato in ambienti aperti e non controllati;
  • alti costi dei materiali utilizzati.
  • Per tutti questi motivi, la lotta biologica viene normalmente affiancata dalla lotta chimica in quella che va complessivamente sotto il nome di lotta integrata.

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    Domande da interrogazione

    1. Qual è l'importanza dell'agricoltura ecologica rispetto a quella convenzionale?
    2. L'agricoltura ecologica promuove la biodiversità e utilizza tecniche che favoriscono la naturale fertilità del suolo, a differenza dell'agricoltura convenzionale che si basa su concimi artificiali e riduce la biodiversità (testo).

    3. Quali sono le principali caratteristiche dell'agricoltura ecologica?
    4. L'agricoltura ecologica utilizza solo sostanze naturali, escludendo composti chimici, e nutre il suolo con sostanze organiche, favorendo lo sviluppo di competitori naturali contro i parassiti (testo).

    5. Cosa sono le tecniche di lotta biologica e come funzionano?
    6. Le tecniche di lotta biologica si basano sulla conoscenza degli organismi infestanti e dei loro predatori, utilizzando antagonisti naturali per controllare le popolazioni di fitofagi (testo).

    7. Come vengono utilizzati i feromoni nella lotta biologica?
    8. I feromoni sono impiegati per creare trappole che catturano maschi di specie dannose, riducendo gli accoppiamenti, e per disorientare i maschi, rendendo difficile l'interazione con le femmine (testo).

    9. Quali sono le limitazioni della lotta biologica?
    10. Le limitazioni includono la difficoltà di controllare tutti gli organismi dannosi, il tempo necessario per ottenere risultati e i costi elevati dei materiali, rendendo necessaria l'integrazione con la lotta chimica (testo).

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