Filosofia e storia delle idee: l'uomo anonimo
Una minaccia dell'essenza dell'uomo, che non è possibile aggirare neanche con un uso accurato del linguaggio. Ancora una volta si rende necessario ricorrere a Essere e tempo [§34] in cui compare la cooriginarietà tra gli esistenziali.
Il linguaggio e il discorso
Il linguaggio è l'espressione del discorso. I momenti costitutivi del discorso sono:
- Il sopra-che-cosa del discorso (ciò di cui si discorre)
- Ciò-che-il-discorso-dice come tale (il contenuto)
- La comunicazione
- Il far-conoscere
Nell'elencare i momenti costitutivi del discorso, Heidegger mostra l'incompiutezza di quei tentativi di cogliere. Aver definito il discorso come un esistenziale impone a Heidegger il compito di elaborare l'unità ontologico-esistenziale.
L'ascoltare
Nell'ascoltare diviene chiaro il legame di cooriginarietà tra gli esistenziali situazione emotiva e comprensione. L'ascoltare è uno stare a sentire che costituisce l'apertura dell'Esserci al con-essere con gli altri. L'Esserci sente perché comprende. Definire l'ascoltare come un "sentire comprendente" porta Heidegger a distinguere l'ascoltare dall'udire.
L'ascoltare è più originario dell'udire, così come l'ente intramondano è più originario dell'artificio della "pura sensazione". Non sentiamo mai rumori puri ma – gli esempi sono di Heidegger – il carro che cigola, la motocicletta che assorda.
Per Heidegger le sensazioni non sono un "trampolino" per raggiungere il mondo, dacché «in quanto essenzialmente...». La perdita dell'oggetto nella cornice della comprensione media, può capitare che venga trascurato uno dei momenti costitutivi del discorso.
La perdita dell'oggetto
L'oggetto della comprensione diventa il discorso stesso e la medesimezza non è quella delle cose, o meglio lo è in modo diverso. Il linguaggio perde il suo oggetto, e così "cade fuori dal suo elemento".
Con la perdita dell'ente e il ripiegamento su se stesso, il discorso assume i seguenti caratteri:
- Infondatezza (l'incertezza iniziale riguardo all'oggetto si aggrava fino a diventare infondatezza)
- Ripetizione (ciò che conta è che si discorra)
- Diffusione (la ripetizione porta alla diffusione e all'assunzione di autorità "le cose stanno così perché così si dice")
- Indifferenza (rispetto all'appropriazione dell'oggetto)
- Infallibilità (non può fallire in un compito – l'appropriazione dell'oggetto – al quale ha previamente mostrato di rinunciare)
La chiacchiera
Tali caratteri costituiscono la chiacchiera, la cui insidia ontologica è evidente. Un tale capovolgimento si traduce nello sradicamento dell'Esserci.
A questo punto occorre precisare la differenza tra le modalità di essere. Ciò che è primario nell'Esserci può essere quotidianamente sradicato perché originariamente il rapporto primario del proprio essere con il mondo, con il con-essere è fondamentale.
Scrive Heidegger nel § 35 di Essere e tempo: "solo un ente la cui apertura...".
M. Heidegger. Immagine da: InterWare.
Questa è un'anteprima a titolo informativo.
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