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Che cos'è la traduzione audiovisiva? Modalità di trasferimento linguistico che permette di

tradurre i dialoghi originali in prodotti audiovisivi, cioè prodotti che comunicano simultaneamente

attraverso il canale visivo e quello acustico, diventando così accessibili a un pubblico più elevato (si

deve quindi tenere conto dei diversi canali semiotici che sono contemporaneamente coinvolti nel

testo originale) – sfera sonora e sfera visiva si uniscono dando vita a un complesso testo multicodice

non così facile da tradurre. Questo termine contiene al suo interno anche i concetti di traduzione

filmica o traduzione per lo schermo. Le immagini e i suoni rimangono invariati e corredati da una

lingua diversa rispetto a quella in cui sono stati originariamente codificati (eccezioni per sordi e

muti).

Il parlato filmico fa parte di quella varietà diamesica, destinato a essere trasmesso o a essere letto,

che presenta alcune caratteristiche peculiari rispetto al parlato spontaneo. È infatti adattato,

pianificato con l'intento di sembrare autentico, che accenna solo in quantità limitata alle varietà

dialettali, ai toni colloquiali e che ha registri stabili, dal valore funzionale.

I problemi legati alla traduzione audiovisiva risiedono nella difficoltà talvolta nel reperire il

materiale di partenza, cioè il dialogo di cui si sono serviti gli attori per recitare, e di dover quindi

spendere molto più tempo per trascrivere – oggi questo fattore è limitato dalla presenza di DVD

(non più VHS), da internet, che è talvolta fonte ricca di copioni in lingua originale.

Oggi lo scambio di prodotti audiovisivi a livello internazionale è aumentato molto, grazie

soprattutto allo sviluppo dell'IT (information technology) e alla rivoluzione audiovisiva,

moltiplicandosi siti internet, canali televisivi, film in DVD, videogiochi.

Oggi quindi il traduttore audiovisivo non è più quella persona che è impreparata, ma che conosce

due lingue, è piuttosto una figura professionale determinante, preparata per soddisfare le esigenze

qualitative richieste, ha buone conoscenze sia teoriche che pratiche.

Inoltre, proprio per queste motivazioni in alcuni paesi d'Europa (soprattutto in Danimarca) la

traduzione audiovisiva per l'importanza rivestita è diventata disciplina universitaria e si sta

diffondendo, non rimanendo quindi più limitata ad alcuni atenei – a tutti gli effetti diventa campo di

ricerca.

La tradizionale divisione fra paesi in Europa che adottano il sottotitolaggio o il doppiaggio non vale,

in quanto non risulta essere così drastica e rigida, oltre che semplicistica. Esistono delle motivazioni

alla base della scelta di un paese: economiche prima di tutto (bisogna infatti ricordare il divario in

termini di costi fra doppiaggio e sottotitolaggio), mentre paesi più grandi e monolingui adottano il

doppiaggio.

Bisogna inoltre ricordare che inizialmente il sottotitolaggio era ritenuto di scarso prestigio e

scadente, anche se oggi viene ritenuto come estremamente rispettoso della realtà linguistica

originale – questo ha comportato un aumento dei paesi che desiderano avvalersi di questo tipo di

traduzione. Oltre a questioni economiche però possiamo incontrare anche questioni

storico-culturali, in quanto ciò dipende dalle abitudini degli spettatori (in alcuni paesi il doppiaggio

causa disturbo) o nei casi un cui lo Stato abbia fortemente scoraggiato i rapporti multiculturali e

cercato di proteggere la lingua – imponendo così il doppiaggio (come accadde in Italia nel 1930 col

proibizionismo fascista).

I paesi che adottano prevalentemente o solamente la sottotitolazione sono il Belgio, i Paesi Bassi

(che usano tecniche molto avanzate), dalla Grecia (che lo utilizza dal 1930 per ammortizzare i costi,

ma la qualità era ed è scadente, così come il personale non preparato) e i paesi del Nord Europa.

I paesi che si avvalgono del doppiaggio sono Italia, Francia, GB, Spagna e i paesi germanofoni

(DE-AU-CH). In Italia il doppiaggio, che come già detto, è stato imposto dai fascisti, si è molto

evoluto negli anni, ma a causa della grande mole di lavoro la qualità è andata diminuendo, così

come la preparazione dei dialoghisti (con l'intento di ammortizzare i costi).

Oltre a queste due forme di trasferimento linguistico ne esistono altre, secondo Gambier 13: le più

importanti sono la sottotitolazione + sottotitolazione simultanea, che permette di proporre nella

parte bassa dello schermo un testo scritto condensato dei dialoghi originali del film o del

programma.

Simultaneamente viene anche offerta la lingua originale ed è per questo che ha ricevuto l'etichetta di

“modalità di traduzione trasparente”. Quella in simultanea si differenzia per il fatto che un

interprete-traduttore riferisce un messaggio, ridotto rispetto all'originale e il tecnico è incaricato di

scrivere ciò che lo spettatore vedrà come sottotitolo. Ciò è ampiamente usato per riportare notizie

dell'ultimo minuto o interviste, ma è molto stressante per i traduttori.

La sopratitolazione invece è un tipo di traduzione usato a teatro, che inizialmente prevedeva la

presenza di uno schermo sotto o sopra il palco, sul quale erano presenti le traduzioni del testo

cantato e recitato. Oggi in alcuni paesi è presente uno schermo in ciascuna poltrona, che permette di

scegliere la lingua e di leggere ciò che viene recitato nella propria – ciò non distrae lo spettatore

dallo spettacolo, ma è sicuramente molto costoso.

Il doppiaggio come già definito è la tecnica più usata, con la quale si attua per post-sincronizzazione

la sostituzione della colonna originale del film con una nuova, provvista di dialoghi tradotti nella

lingua degli spettatori – la precisione è qui però fondamentale – l'intento è dare allo spettatore la

sensazione, attraverso un gioco di illusioni, che l'azione si stia svolgendo nella sua lingua.

A livello linguistico le difficoltà risiedono nell'affrontare situazioni difficili, come tradurre termini

culturalmente connotati, adattare i suoni alle immagini, tradurre i giochi di parole, riportare il

turpiloquio e riprodurre le varianti sociolinguistiche salienti.

La maggiore diversità sta nei costi, nei tempi di produzione e la diversa modalità con la quale il film

viene recepito dal pubblico.

Il voice-over è la voce semidoppiata, che al contrario del doppiaggio vero e proprio è meno costosa,

in quanto viene meno la procedura di lyp-sincronysation e il testo viene letto normalmente da

annunciatori esperti, non da doppiatori o attori professionisti. E infatti per questo è il tipo di

traduzione scelta maggiormente nei paesi dell'Europa dell'Est, Russia, Siberia, Polonia, Ungheria.

Il testo subisce una sintesi e viene usato sia nel cinema, che in televisione (utilizzato quasi

esclusivamente in questo campo nei paesi più “ricchi”. È perfetto anche nei paesi con elevati tassi di

analfabetismo, rendendo il film accessibile. È più simile all'interpretazione simultanea.

La narrazione è simile al voice-over

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecnica della traduzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Salmon Laura.
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