Sunto storia e critica dell’arte contemporanea, docente Trione, libro
consigliato Breve storia della curatela, Hans Ulrich Obrist
1. L’origine delle mostre d’arte: cenni storici
Dai chiostri ai palazzi, dalle gallerie ai musei
Mostrare le opere d’arte è stata una modalità politica impiegata frequentemente fin
dall’antichità.
Benjamin nel 1936 sostiene che le opere hanno anche un valore espositivo e celano la
necessità della loro fruizione.
Si parte dall’uomo della pietra, che dipinge per rituali magici, poi i sacerdoti, il valore delle
opere era religioso. Tuttavia ben presto ci si rese conto dell’enorme potenziale comunicativo
dell’opera d’arte.
Nel mondo greco, e nell’antica Roma i bottini di guerra e i donari votivi venivano mostrati nei
templi, per accrescere il potere del sovrano.
Da questa pratica ebbero origine il collezionismo e la formazione delle prime raccolte private,
in particolare il valore propagandistico di questi oggetti aumentava se mostrati in
determinate occasioni.
Per tutto il Medioevo fu la chiesa a diventare il luogo di raccolta di opere d’arte, anche se
conservate come oggetti di culto, allo stesso tempo si acquisì la piena consapevolezza del
valore propagandistico e didattico dell’opera d’arte.
Con l’Umanesimo si attribuì all’opera d’arte un valore formativo per l’uomo moderno. Lo
scopo era educativo, con un gusto antiquariale, circoscritto a pochi eletti. Da qui nascono
anche le Wunderkammern seicentesche, espressione dell’enciclopedismo della cultura
barocca.
Una tendenza diversa si ha a Roma, con la sua alta disponibilità di reperti antichi, tende a
mostrare le opere d’arte.
Intorno al XV sec la nobiltà papale trasformò i grandi palazzi in veri e propri musei all’aperto.
La prima mostra di materiale statuario si fa risalire al 20 maggio del 1500, quando il cardinale
Giuliano Cesarini inaugurò l’esposizione di pezzi archeologici nel suo giardino-‐museo.
Condividere le proprie opere arricchendo il palazzo nobiliare fu anche lo scopo di Ferdinando
de Medici. Nel 1576 acquistò una grande villa sul Pincio trasformando il suo giardino in un
museo all’aperto.
Verso la fine del XVII sec iniziò la dispersione e la vendita delle grandi collezioni che andarono
ad arricchire le raccolte europee per confluire nei più importanti musei del mondo.
Fino al XVIII sec tutte le collezioni avevano un carattere privato, tuttavia nel corso del secolo
con l’affermarsi del pensiero illuminista e la convinzione dell’interesse pubblico, indusse i
regnanti a rendere accessibili alla collettività le proprie raccolte (Granduchessa di Toscana
Maria Ludovica, nel 1737 dona la collezione medicea allo Stato).
Con la Rivoluzione francese il Louvre venne proclamato museo della Repubblica e nel XIX sec
la funzione educativa e l’arricchimento del patrimonio nazionale divennero le principali leve
che formarono i musei pubblici.
Le mostre d’arte diventarono a partire dalla fine del XVI sec i maggiori veicoli di
autopromozione per gli artisti e un efficace strumento attraverso cui rivolgersi ad un pubblico
borghese da poco affacciatosi a questo nuovo mercato.
Organizzate durante le festività le mostre erano tipiche dell’ambiente romano, per questo
erano anche molto utili per gli artisti stranieri appena giunti a Roma, come occasione per
incontrare da vicino i grandi maestri. Queste mostre permettevano al pubblico di avvicinarsi a
correnti artistiche altrimenti di difficile accesso.
Tra i primi a servirsi delle mostre come strumento pubblicitario fu la Congregazione artistica
dei Virtuosi al Pantheon, istituita nel 1541. Organizzavano mostre periodiche sotto il portico
del Pantheon il 19 marzo di ogni anno (San Giuseppe). La mostra andò dai primi anni del
Seicento fino al 1764.
Ai primi anni del XVII sec si fa risalire l’istituzione di un'altra esposizione romana, nei chiostri
della chiesa di San Giovanni Decollato. Ogni 29 agosto le famiglie patrizie romane
organizzavano la manifestazione.
Di sorprendente modernità fu la mostra periodica che venne allestita a partire dal 1669 nei
chiostri della chiesa di San Salvatore in Lauro. Il pittore Giuseppe Ghezzi si comportava come
un moderno curatore.
Fu così che tra il XVII e il XVIII sec nacque la pratica delle mostre d’arte nel senso moderno,
rappresentarono certamente un ottimo viatico pubblicitario e promozionale e contribuirono
alla costituzione di un più ampio mercato dell’arte e aprirono le città a un sistema di scambi.
La pittura divenne una cosa pubblica (Haskell).
Accanto a queste tipologie “private”, vi erano anche le iniziative espositive a carattere
“istituzionale”, come il concorso Clementino dell’Accademia si San Luca del 1702 e il Balestra
del 1768.
Fu la gestione accademica a a orientare l’organizzazione periodica delle mostre d’arte nel XIX
sec.
Nel frattempo in Francia, Olanda e Inghilterra si affermava un altro genere di esposizione: le
mostre allestite dai mercanti e dalle case d’aste.
A Parigi nel 1782 ci fu la prima vera e propria mostra a carattere disinteressato per
omaggiare un artista: Salon de Correspondance.
Un decennio dopo a Pall Mall, sede della Royal Academy di Londra si tenne una mostra evento
senza precedenti.
Carattere effimero ebbero anche le esposizioni di opere razziate dall’Italia allestite al Louvre.
Le prime mostre temporanee basate sul prestito di dipinti antichi furono quelle realizzate a
Londra dalla British Institution (seguita dalla Royal Academy), che dai primi anni del XIX sec
organizzò monografiche dedicate ai grandi protagonisti dell’arte inglese.
Emblematico fu il caso della mostra Art Treasures of the United Kingdom tenutasi a
Manchester nel 1857, si trattò di un vero e proprio blockbuster. Venne costruito una sorta di
museo ideale, ma a carattere effimero. Questa iniziativa si pose subito come uno straordinario
modello da imitare.
Le grandi esposizioni internazionali e nazionali
Nel XIX sec con la nascita della borghesia e l’allargamento del pubblico potenziale degli
acquirenti di opere d’arte si richiede una maggiore produzione di opere. Si moltiplicano in
Europa e negli USA le grandi esposizioni d’arte.
Le grandi esposizioni universali diventarono il racconto di una nuova società produttiva il
nuovo mondo industriale si mise in mostra. I simboli di questa epoca sono il Christal Palace di
Londra e la Tour Eiffel di Parigi. Si costruirono appositamente nuovi edifici. In Italia la prima
esposizione internazionale dedicata esclusivamente alle arti decorative si fece a Torino nel
1902.
Le grandi esposizioni avevano luogo nelle città più importanti e nelle capitali europee.
Con le esposizioni universali l’attività espositiva divenne un potente mezzo di
autocelebrazione del moderno concetto di nazione e per l’espansionismo degli imperi
coloniali.
In Italia vennero organizzate in occasione delle celebrazioni del cinquantenario dell’Unità
d’Italia, nel 1911 a Torino, Firenze e Roma. Le città si trasformarono in immensi cantieri.
Le organizzazioni degli artisti
Il sistema dell’arte ottocentesco era impostato rigidamente sulla prevalenza delle istituzioni
accademiche.
In Francia l’Academie des Beaux-‐Arts attraverso l’Ecole sovraintendeva l’organizzazione dei
Salons a cadenza annuale.
Nel corso del XIX sec alcuni artisti diedero vita alle prime esposizioni indipendenti. Fautore di
queste iniziative fu Gustave Courbet, che nel 1855 decise di esporre a proprie spese nel
Pavillon du Realisme le tele rifiutate dall’esposizione universale.
Nel 1863, fu autonomamente realizzato dagli artisti il Salon del Refuses, autorizzato
dall’imperatore Napoleone III, si trattava dei pittori che sarebbero diventati gli Impressionisti.
Si istituirono poi nel 1884 del Salon des Independants e nel 1903 il Salon d’Automne.
Si posero le basi del nuovo sistema dell’arte, nel quale emersero le figure del mercante-‐
collezionista e del critico-‐scrittore.
Il 1839 segna l’anno della nascita della fotografia e a Parigi furono organizzate due mostre
fotografiche. A partire da quell’anno la fotografia fu presente sia nelle Esposizioni universali
che nei Salons.
Fu nello studio privato del fotografo Nadar dove nacque la prima esposizione autonomamente
concepita dagli artisti secondo criteri espositivi che diverranno basilari nell’organizzazione
delle mostre d’arte.
Il 15 aprile del 1874 a Parigi in Boulevard des Capucines l’esposizione collettiva organizzata
dalla Societe anonyme des Artistes, Peintr
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