Capitolo secondo: rito e santuario
Gli studiosi di scienza delle religioni erano generalmente propensi a dare maggiore importanza ai riti rispetto ai miti. Il rito, quindi, è un atto svincolato dal suo contesto pratico, giacché la sua funzione è di regola quella della formazione del gruppo per favorire l’intercomunicazione fra gli individui della stessa società. I riti religiosi sono quelli che si indirizzano a qualcosa di extra-umano e di fatto questo distaccamento dall’umano ha una funzione sociale. Il comportamento rituale appare come una forma di magia e una scienza delle religioni che consideri sensato prenderla in considerazione, non potrà non vedere nella magia l’origine di questo comportamento. Il rito è anche una istituzione collettiva, perché il singolo partecipa nella cornice di una comunicazione sociale, che fanno anche del culto una manifestazione appartenente alla sfera pubblica. Come tale, ci permette di distinguere tutte le categorie sociali:
- Famiglia e clan
- Contadini
- Artigiani e guerrieri
- Cittadini
- Re
- Sacerdoti
Alla base del concetto di “atto sacro”, c’è in Grecia l’uccisione e la consumazione di un animale domestico per un dio. Gli animali sacrificati sono di vario genere:
- La più nobile è il toro
- La più comune è la pecora
- Capra
- Maiale
- La più povera è il maialetto
- Esistono anche sacrifici di polli, mentre gli uccelli rappresentano una eccezione
Il sacrificio è una manifestazione di festa per la comunità e si pone in contrasto con la quotidianità:
- Si fa il bagno
- Si indossano abiti nuovi
- Ci si adorna
- Si mettono intorno al capo una corona di rami intrecciati
- Anche l’animale viene adornato, avvolto con bende
Il rituale è bene preciso: L’animale viene accompagnato in processione fino all’altare e di regola l’attesa è che l’animale si avvicini spontaneamente al luogo del sacrificio. Una ragazza illibata, in seguito, porta la cesta, dentro la quale vi è il coltello sacrificale nascosto tra cereali e focacce. Non mancano i musicanti, che sono quasi sempre suonatori di flauto. Giunti al luogo sacro, si traccia un solco circolare, che racchiude il sacrificio. Tutti stanno in piedi attorno all’altare. Il primo atto ufficiale è la lavanda delle mani: questa segna una sorta di atto dell’”iniziare”, tanto che si dà da bere anche al toro, che così è costretto a piegare la testa. In seguito, i partecipanti recitano preghiere e risuonano parole di invocazione. Viene scoperto poi il coltello sacrificale e chi presiede al sacrificio si avvicina e taglia alcuni peli dalla fronte dell’animale. È ora il momento della macellazione: il bue viene abbattuto con la scure, il sangue viene raccolto in una coppa e spruzzato sull’altare e sulle parti laterali. Le donne presenti devono emettere urla acute e stridule. L’animale viene poi scuoiato e sventrato e le interiora vengono arrostite sul fuoco dell’altare. I resti non commestibili vengono poi consacrati e si depongono le ossa sul rogo apparecchiato sopra l’altare. Nel fuoco si gettano anche:
- Cibo
- Focacce
- Piccoli quantitativi di purea
Il sacrificante versa vino sul fuoco per fare in modo che l’alcool infiammi. Dopo aver mangiato le interiora e quando il fuoco è spento, iniziano i preparativi per il banchetto, con la cottura e arrostitura delle carni. Tale operazione ha un carattere profano. Vige comunque il divieto di portare a casa la carne a casa, ma deve essere consumata all’interno del santuario. Nonostante alcuni aspetti del rituale possano variare da zona a zona, la struttura rimane chiara ed evidente ovunque. Nel sacrificio si instaura un rapporto tra il sacrificante e il dio, poiché quest’ultimo ricorda di aver ricevuto o meno le offerte. Tutti nel rituale hanno un proprio ruolo e un proprio compito, tanto che ogni comunità e ogni ordine deve essere istituito con un sacrificio.
Riti cruenti
In Grecia il sacrificio animale è spargimento di sangue e le vittime dei sacrifici sono gradite agli dei se a sangue caldo. Essenziale è che il sangue caldo scorra, anche se la sua presenza suscita paura e inquietudine. La condizione esige lo spargimento di sangue nel luogo sacro. Non si può ferire un uomo nel luogo sacro, in quanto questo costituirebbe una disgrazia per l’intera città. Il potere protettivo dell’altare è associato allo spargimento di sangue, infatti versare sangue umano rappresenta l’estremo opposto dell’atto devozionale. Vi sono anche riti sacrificali in cui lo spargimento di sangue sembra fine a se stesso e non un preludio al banchetto, questi sono i sacrifici cruenti. Essi avvengono in tre occasioni:
- Prima della battaglia
- Durante la sepoltura dei morti
- Eccezionalmente durante le purificazioni
Prima della battaglia gli indovini devono esaminare le viscere degli animali per stabilire l’esito della battaglia. L’uccisione dell’animale offre una guida nella battaglia, che presenta sempre innumerevoli pericoli. Anche questo è segno di un “iniziare”. Esempio: si dice per esempio che prima della battaglia di Salamina, vennero sacrificati prigionieri persiani al posto di animali. Nei riti funebri gli animali vengono uccisi e bruciati sul rogo assieme al defunto. Tali sacrifici vengono anche ripetuti diverse volte in onore del defunto. In queste occasioni non viene eretto un altare, ma si scava una fossa del terreno, in cui cola il sangue. Si tratta di un procedimento per cui il sangue colando arriva ai morti, che di esso si nutrono.
Riti del fuoco
Il fuoco è un elemento fondamentale della vita civile, perché è la prima protezione dalle bestie feroci e anche dagli spiriti malvagi. Senza di esso in Grecia non avviene alcun atto cultuale e i sacrifici senza fuoco sono eccezioni rare e intenzionali. Non vi è fuoco senza sacrificio, tanto che Hestia è la dea del focolare. La casa focolare diventa anche una sorta di forma di tempio. Anche in molti templi si alimenta costantemente il fuoco, primo fra tutti nel tempio di Apollo a Delfi, nel tempio di Apollo Lykios ad Argo e di Apollo Karneios a Cirene. Tale fuoco è simbolo della durata del santuario e della comunità: la lampada di Atena si spense poco prima che Silla espugnasse e distruggesse Atene.
Si riflette quindi la sequenza di fine, purificazione, inizio di un nuovo ciclo. Gli altari all’aperto non hanno fuochi perenni ed essi vengono accesi solo nel corso della festa. Il rito dell’accensione è uno degli atti più suggestivi all’interno della cerimonia. Esempio: nelle Panatenee il fuoco viene portato in una corsa con fiaccole dal bosco di Accademo, attraverso il mercato, fino all’altare della dea. Il fuoco chiama in causa anche l’odorato, infatti anche l’esperienza del sacro viene vissuta come in una atmosfera pregna di profumo divina. Sacrifici di incenso e altari incensati appartengono al culto di Afrodite e di Adone. Infatti l’incenso viene menzionato per la prima volta in quella poesia di Saffo. Dietro le feste del fuoco c’è sempre un sacrificio umano o divino, accennato nel rito e illustrato nel mito.
I sacrifici del fuoco sono caratteristici della religione dei popoli semitici occidentali, di Ebrei e fenici. Il rogo è considerato la caratteristica di una particolare categoria di sacrifici ctoni. Alcune teorie evoluzionistiche fanno precedere la fede in divinità antropomorfe la venerazione di animali. Si tende a vedere come precursori della religione greca, la fede in animali adorati come divinità, dei-animali e animali totem. Per cui se il dio si identifica con il suo animale sacrificale, significa che è il dio stesso ad essere consacrato e mangiato. È sconosciuta in Grecia la venerazione di animali sul modello dell’egiziano Api. Sappiamo che il mito spesso gioca sulle metamorfosi animali, come ad esempio Posidone sotto forma di cavallo, etc. Ma il mito non pone in assoluto sullo stesso piano Minosse e il Minotauro e tanto meno i loro genitori. Dioniso anche rappresenta una eccezione: un mito narra come egli, sotto forma di toro sia stato ucciso e divorato dai Titani. Questo mito venne tenuto nascosto, perché mal si conciliava con l’immagine pubblica del divino.
Nell’iconografia l’uomo e l’animale appaiono intimamente nascosti, ma d’altra parte la tradizione prosegue in modo autonomo e ha vita propria.
-
Riassunto esame Storia della religione, prof. Camassa, libro consigliato La religione greca, Burkert (terza parte)
-
Riassunto esame Storia della religione, prof. Camassa, libro consigliato La religione greca, Burkert (settima parte…
-
Riassunto esame Storia della religione, prof. Camassa, libro consigliato La religione greca, Burkert (sesta parte)
-
Riassunto esame Storia della religione, prof. Camassa, libro consigliato La religione greca, Burkert (quarta parte)