Estratto del documento

Il viceregno austriaco (1707-1734)

Il 1700 non fu un periodo di pace poiché fu caratterizzato dalle guerre di successione quasi in tutta Europa. In Spagna muore Carlo II, figlio di Filippo IV, e il trono passa a Filippo D'Angiò che diventerà Filippo V di Spagna, il quale era nipote di Luigi XIV. Si andavano quindi formando due coalizioni in Europa: una anglo-austro-olandese e un'altra franco-spagnola a cui aderirono anche il duca di Savoia e il re del Portogallo.

Le trattative di pace si conclusero a Utrecht e a Rastadt. La Francia perse i territori dell'America del nord. Filippo V fu riconosciuto re di Spagna ma dovette rinunciare al trono francese. Amedeo II di Savoia ottenne un ingrandimento del Piemonte e la Sicilia. L'Inghilterra ottenne i territori francesi dell'America Settentrionale e si affermò come grande potenza del Mediterraneo e dell'Atlantico. Il progetto di Luigi XIV di creare un unico grande impero fallì poiché in questo modo si crearono tante grandi nazioni che dominavano nel loro territorio.

La Spagna perde il Regno di Napoli poiché il 7 luglio 1707 le truppe austriache entrarono a Napoli e posero fine alla dominazione spagnola dopo oltre due secoli. L'Austria avrebbe governato sul regno di Napoli fino al 1734. In questo modo l'Austria ottiene uno sbocco sul Mediterraneo.

Valori e limiti del riformismo asburgico

Prima del 1707 ci fu la congiura di Macchia organizzata dai Baroni, quindi dall'aristocrazia per difendere i propri interessi. Questa congiura prese questo nome per la partecipazione del principe di Macchia Gaetano Gambacorta. Essa fu un tentativo facilmente represso poiché non aveva sostegno dal ceto medio e dal popolo. Nel 1702 salì al trono Filippo V di Borbone ma il suo regno durò fino al 1707 quando arrivarono gli austriaci.

Gli austriaci intervennero in Italia facendo una serie di riforme come l'istituzione di un Banco Nazionale e una Giunta di Commercio a Napoli. Però non ottennero molti consensi dalla popolazione per realizzare questi progetti poiché da un punto di vista fiscale opprimevano la popolazione. In questo periodo furono gettate le basi per un miglioramento culturale e politico che si verificherà nell'età dei Lumi.

Il viceré Althann tra il 1722 e il 1728 fece due importanti interventi: la numerazione dei fuochi, ovvero vede quanta popolazione c'è nel regno contando le famiglie, per l'accertamento fiscale, e la creazione del Banco di San Carlo per la ricompra delle rendite fiscali statali, il quale fu molto contestato dai nobili e dal clero.

Crisi della coscienza europea e preilluminismo

Gli importanti mutamenti di questo periodo riguardarono l'affermazione di un ceto civile e professionale e nelle tendenze di limitare l'interferenza della Chiesa nella vita dello Stato. Infatti Giannone parla del potere della chiesa che viene limitato. Croce diceva nel suo libro "Storia del regno di Napoli" che né la nobiltà né la monarchia hanno creato una coscienza nazionale tra il popolo.

Paul Hazard ha definito questo periodo "crisi della coscienza nazionale", periodo in cui si andava a formare sempre di più uno stato laico e un progressivo distacco tra stato e chiesa. Anche Giannone difendeva la libertà di culto e di coscienza. Altro grande scrittore fu Gianbattista Vico che nella sua "Scienza nuova" analizzò storicamente le società umane.

Anche Galileo Galilei mette al primo posto la ragione rispetto alla religione e afferma che scienza e fede sono due realtà differenti. Egli venne poi condannato per queste sue affermazioni e solo nel 1992 gli è stata cancellata la condanna da Giovanni Paolo II. L'Illuminismo sviluppatosi in questo secolo mette al centro dell'Universo l'individuo e la sua ragione e non più Dio.

Quest'era è caratterizzata dalla fiducia nella scienza e nella ragione, dal metodo scientifico ed al progresso. Carlo di Borbone sarà un sovrano illuminato che attuerà riforme importanti riducendo il potere del clero e della nobiltà.

Idee di vari personaggi illustri

Montesquieu parla di divisione dei poteri e dice che la nobiltà deve essere sostegno della monarchia e garante della libertà per evitare abusi di potere da parte del sovrano. Rousseau ci dà un pensiero utopico della borghesia la quale è intermediaria tra nobiltà e popolo. Egli dice che gli uomini nascono liberi e uguali che la proprietà privata li rende diseguali. Inoltre afferma che lo stato nasce da un contratto tra gli uomini che cedono la propria libertà naturale e acquisiscono quella civile.

Il regno borbonico da Carlo a Ferdinando (1734-179)

Nel 1733 fino al 1738 ci fu la guerra di successione polacca. La guerra av

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Storia moderna - il viceregno austriaco, il regno borbonico e la rivoluzione napoletana (1700) Pag. 1 Storia moderna - il viceregno austriaco, il regno borbonico e la rivoluzione napoletana (1700) Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia moderna - il viceregno austriaco, il regno borbonico e la rivoluzione napoletana (1700) Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lulussa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Mafrici Mirella Vera.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community