Caratteristiche e protagonisti
La commedia diventa il vero luogo comune, la bottega creativa in cui meglio si valorizzano saperi e forme di racconto. È la via più rapida e meno complicata per raccontare l'ingresso in una condizione di benessere inimmaginabile fino a qualche anno prima.
I protagonisti della commedia all'italiana sono dei perdenti, sono comparse della Storia, figure marginali, ladruncoli, piccoli impiegati, mariti comuni, tutti provenienti dalle zone dell'anonimato; hanno in comune un destino calamitoso e non sono mai in sintonia con il mondo che li circonda. Non è questo il caso di tutti ma anche chi riesce nella propria impresa non è mai soddisfatto. I perdenti sono perdenti e i vincenti invece sono infelici. Stanno stretti nei propri panni e spesso si spacciano per quello che non sono. Piccoli uomini pronti a vendersi l'anima pur di migliorare il loro status sociale ed economico.
Dunque la commedia all'italiana (espressione coniata parafrasando il titolo di uno dei più grandi successi dei primi anni di questo genere cinematografico, il film Divorzio all'italiana), si basa interamente sul problema dell'identità sociale, sui conflitti che nascono tra il singolo e il suo ingresso nella zona pubblica, riflettendo così l'evoluzione della società italiana negli anni Cinquanta. I personaggi nascono dalla cronaca dei tempi facendo si che si stabilisca un rapporto di continuità tra l'esperienza davanti allo schermo e quella della vita quotidiana, anche se alla fine è la pluridimensionalità emotiva e psicologica del personaggio a garantire l'identificazione dello spettatore.
Quadro storico, itinerario e personaggi
Tra gli anni 1950-1970 circa venticinque milioni di italiani si spostano dal Sud verso il Nord o dai piccoli centri alle grandi aree urbane. Lo schermo viene conquistato dai luoghi della modernità (i cosiddetti "nonluoghi") dove tutti sono estranei e stranieri. L'automobile è icona della conquista di nuovi spazi, l'aereo è l'immagine avveniristica di un futuro che sembra una brutta copia del passato, il treno viene associato all'immagine dell'emigrante ed è proprio quest'ultima ad essere scelta dalla commedia all'italiana che concentra la sua attenzione sul ritorno dell'emigrante, dove domina la negazione assoluta della speranza di riscatto.
Il contesto in cui tutto ciò avviene non è però così semplice come può apparire: nell'Italia degli anni Cinquanta vige un clima conservatore e la DC occupa gli apparati chiave dello stato, incluso il controllo sulla produzione cinematografica. A ciò si aggiunge la censura cattolica esercitata dal Centro Cattolico Cinematografico, ma è proprio in mezzo a tutte queste strettoie, problemi e situazioni critiche che la commedia all'italiana arriva ad affermarsi.
La creazione di Cinecittà rappresenta uno dei momenti aurei della produzione nazionale, porta sullo schermo esperienze di natura e provenienza diverse, fonde il tragico nel comico, innesta nelle forme popolari dello spettacolo una sostanza culturale, volge in commedia la lezione e il metodo d’inchiesta del neorealismo (movimento culturale sviluppatosi in Italia tra l'inizio degli anni Quaranta e la metà degli anni Cinquanta, che si è espresso soprattutto nella narrativa e nel cinema). Intimamente legata alla nuova Italia, nata dallo choc del boom economico e dal processo di modernizzazione del Paese, giunge a far sì che la quota di mercato dei film italiani sopravanzi per la prima volta i film stranieri.
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