Cap. 1 – Introduzione alla sociologia
Può essere definita come lo studio scientifico della società, delle sue istituzioni e dei rapporti sociali.
Che cos’è la sociologia?
Una sorta di scienza sociale. La sociologia americana si sviluppa alla fine dell’800, si concentra inizialmente sui problemi sociali dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione. Negli USA i primi dipartimenti universitari furono fondati dal 1890. I sociologi della Scuola di Chicago furono i primi a intraprendere ricerche sul campo.
L’origine della sociologia si può derivare da tre rivoluzioni del mondo moderno (figlia del mutamento):
- Rivoluzione scientifica: importanza del metodo sperimentale e dell’osservazione empirica.
- Rivoluzione industriale: attenzione all’economia politica.
- Rivoluzione francese: riconoscimento dell’uguaglianza dell’essere umano.
Il mondo può essere suddiviso in tre tipi di fatti:
- Biologici: respirazione, nutrizione.
- Psicologici: percezioni, motivazioni, emozioni.
- Sociologici: rapporti sociali.
I sociologi per osservare e spiegare i diversi tipi di fatti ricorrono a:
- Prospettiva demografica: nascita, morti, migrazioni.
- Prospettiva psicosociale: motivazioni, credenze, atteggiamenti.
- Prospettiva delle strutture collettive: studio dei gruppi.
- Prospettiva delle relazioni: rapporti e ruoli.
- Prospettiva culturale: analizza valori e norme culturali.
Microsociologia e macrosociologia
Riguarda la distinzione dei due livelli nei quali si può affrontare lo studio della società.
La microsociologia si occupa delle interazioni quotidiane tra individui. Le teorie microsociologiche sono quelle di Homans (Teoria dello scambio), di Garfinkel (Etnometodologia), di Goffman (Modello drammaturgico) e di Mead e Blumer (Interazionismo simbolico).
La macrosociologia si occupa delle strutture che sorreggono intere società e dello studio dei rapporti tra le diverse strutture. Le teorie macrosociologiche sono due:
- Funzionalismo: la prima versione fu elaborata da Spencer che paragonava la società a un organismo vivente come il corpo umano, in cui ogni parte svolge una funzione specifica nel mantenimento della vita. Anche Durkheim dà un contributo importante ritenendo che per spiegare un fatto sociale è necessario mostrare la funzione all’interno della società. Egli include nella propria teoria anche la devianza con funzione positiva (es. omicidio come opportunità di riaffermare le regole contro il crimine). Parsons e Merton tentano di identificare le parti della società e collegarle insieme. I principali presupposti del funzionalismo sono:
- Una società è un sistema di parti interrelate.
- I sistemi sociali sono stabili.
- Le disfunzioni fisiologiche tendono a risolversi.
- La società muta gradualmente.
- L’interazione sociale è prodotta dal consenso dei membri.
- Teoria del conflitto: Marx ed Engels secondo cui alla base della società vi è il conflitto tra classi; il conflitto è la forza motrice della storia.
Un confronto tra Funzionalismo e Teoria del Conflitto:
| Funzionalismo | Teoria del Conflitto |
|---|---|
| Società stabile e ben integrata. | Società in costante mutamento, soggetta a un continuo scontro tra forze contrastanti. |
| È messo in risalto il consenso sui valori tra tutti i membri di una società. | È sottolineato il dominio di alcuni gruppi sociali a danno di altri. |
| Punto debole: non tiene sufficientemente conto del fatto che nelle società quasi mai vi è un accordo completo sui valori. | Punto debole: non spiega perché le società restino unite e funzionanti nonostante il continuo mutamento. |
La ricerca sociologica
La ricerca prende mosse da un’ipotesi non isolata ma radicata in una o più teorie. Si cerca di analizzare il rapporto causa ed effetto stabilendo la relazione tra due variabili (dipendente e indipendente).
Metodi di ricerca
- Indagine campionaria: strumento più diffuso, si definisce con attenzione l’insieme di persone che si desidera studiare (popolazione). Il campione viene selezionato da qui.
- Ricerca sul campo (etnografia): uno dei metodi principali della ricerca sociologica. C’è un evidente distacco tra i risultati dell’indagine e la vita reale dei soggetti studiati, distacco aggirato dalla presenza del ricercatore in prima persona nella situazione studiata. Essendo la ricerca circoscritta a una situazione particolare presenta problemi di generalizzazione.
- Ricerca storica: uso di documenti storici per dimostrare un’ipotesi. Fondamentale per coloro che reputano lo studio del passato utile almeno quanto quello del presente per comprendere la società.
- Ricerca sperimentale: si serve di un ambiente controllato (utile per piccoli campioni). Si utilizzano due gruppi il più possibile equivalenti: uno viene posto ad uno stimolo che l’altro invece non riceve. Confrontando i risultati si può valutare scientificamente l’effetto dello stimolo.
Sociologia e società
Il compito dei sociologi è quello di aumentare le conoscenze sul mondo in cui viviamo. La sociologia necessita di un particolare clima politico per svilupparsi, è necessario cioè essere liberi di indagare e pubblicare i risultati. Se da una parte il percorso della sociologia è influenzato dai problemi sociali, dall’altra la sociologia può contribuire a farli emergere e porvi maggiore attenzione. La conoscenza sociologica trova vari tipi di applicazione: pubblica amministrazione, organizzazioni private, ricerca di mercato, sondaggi di opinione, ricerca valutativa.
Cap. 2 – La cultura
La cultura è un insieme di valori, definizioni della realtà e codici di comportamento condivisi da persone che hanno in comune uno specifico modo di vita.
Il concetto di cultura
Dal latino còlere: coltivare, lavorare la terra. A partire dal XVIII e XIX secolo il termine viene applicato anche all’educazione delle persone. Oggi si riferisce alle convinzioni, ai valori e ai simboli che un gruppo sociale condivide e che costituiscono per i suoi membri un modo di organizzare l’esperienza e una guida al comportamento. L’acquisizione della cultura è una questione di apprendimento.
La cultura è il collante della vita sociale, dà il senso di appartenenza al gruppo. Non genera solo solidarietà però, ma anche conflitto. Poiché modella la personalità di coloro che vi appartengono, la cultura esercita un notevole controllo sul loro comportamento.
Quanto sia importante la cultura e la società si può evincere dall’osservazione di umani non socializzati: bambini selvaggi. Non hanno linguaggio, mancano di uno stile di vita organizzato e sono privi di mezzi di sussistenza.
Kluckhohn: la cultura elabora e insegna; deve essere riprodotta da ogni generazione e trasmessa a quella successiva: processo di socializzazione.
Geertz: insieme di meccanismi di controllo, schemi, regole per governare il comportamento. Freud: la capacità di plasmare il comportamento umano è limitata da un certo numero di fattori (istanza repressiva): ambiente fisico e limiti biologici.
La cultura seleziona solo certi aspetti del comportamento e dell’esperienza, per questo le culture sono diverse tra loro. È molto difficile trovare universali culturali. Murdock ne trova oltre 60. Perché esistono? Una possibile risposta: soddisfano bisogni biologici comuni agli esseri umani: visione criticata. Esistono bisogni fondamentali? Forse no, ma sono dettati da norme culturali che non hanno nulla a che fare con il bisogno.
Etnocentrismo: tendenza a giudicare le altre culture nei termini della propria, considerata superiore.
Xenofobia: paura o odio nei confronti di altre persone e costumi estranei a una particolare società.
Relativismo culturale: una cultura può essere capita solo sulla base dei valori che le sono propri e nel suo contesto. Benedict: ogni cultura va capita non solo nel suo contesto ma anche come un tutto.
Gli elementi della cultura
Goodenough: la cultura è composta da quattro elementi:
- Concetti: strumenti con cui le persone organizzano la propria esperienza.
- Relazioni: non si cataloga il mondo in concetti ma si mettono in relazione le parti.
- Valori: opinioni condivise circa gli obiettivi comuni.
- Regole: come è necessario comportarsi per rispettare i valori culturali.
I vari elementi sono interdipendenti.
Gli individui scelgono di osservare le norme anche quando non è nel loro interesse per il timore della punizione (sanzione negativa) e per il guadagno della ricompensa sociale (sanzione positiva). Il linguaggio è un fenomeno sociale che non può essere appreso fuori dell’interazione. È il veicolo principale per la trasmissione della cultura. È funzionale all’adattamento in quanto senza di esso l’interazione umana sarebbe molto più rudimentale. Serve inoltre all’organizzazione dell’esperienza.
Ideologia: insieme di assunti e di valori. Come riduttore delle tensioni sociali ha la funzione di allentare la tensione sociale che potrebbe svilupparsi se gli individui fossero consapevoli del divario tra valori e condizioni reali. Come espressione di interessi difende interessi di gruppo. Come fonte di significato.
Integrazione e diversità culturale
Durkheim parlava di ànomia: disgregazione dell’unità culturale causata dalla mancanza di chiare e condivise norme sociali.
Ogburn parla di ritardo culturale che si verifica quando i cambiamenti materiali avvengono ad una velocità tale che la cultura non materiale (tradizioni, credenze) non è in grado di tenervi dietro. La mancata corrispondenza tra le due culture (materiale-non materiale) genera complessi problemi sociali.
Prima del XX secolo, in quasi tutte le società tradizionali europee la cultura assumeva due volti:
- Cultura alta
- Cultura popolare
Con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa la divisione iniziò ad essere meno netta perché nelle culture di massa molte differenze tendono a sfumare.
Subcultura: insieme di valori, norme e stili di vita che distinguono un gruppo da una società più ampia.
Controcultura: insieme di valori, norme e stili di vita che si contrappongono alla cultura dominante.
Cap. 3 – La struttura sociale
I ruoli
Ogni persona occupa numerose posizioni nella società. Ciascuna di queste posizioni sociali è uno status. Alcuni status derivano dalla nascita (ascritti), altri sono acquisiti e derivano da una prestazione. Un ruolo è un insieme di comportamenti orientati secondo le aspettative proprie di un certo status. Ad ogni status corrispondono diversi ruoli. Tutti i ruoli associati ad un determinato status costituiscono un complesso di ruoli. I nostri ruoli sono definiti da quello che gli altri si aspettano da noi. Nelle aspettative inerenti ad un ruolo è possibile distinguere quelle formali da quelle informali. Anche le reazioni alle mancate aspettative possono essere classificate come formali o informali. I ruoli esistenti in una società sono praticamente infiniti.
Negoziazione dei ruoli: qualsiasi ruolo non è un modello meccanico di comportamento. Le persone non reagiscono in modo automatico alle aspettative di ruolo ma le assumono attivamente. Il comportamento è il prodotto del modo in cui si interpretano le aspettative di ruolo. Ciò significa che sussiste una relazione negoziata e aperta tra individuo e aspettative.
Sistemi di ruoli: visto che l’individuo svolge parecchi ruoli in ambiti diversi, i conflitti sono una costante.
- Conflitti di ruolo e tensioni di ruolo: la situazione in cui un individuo è investito di aspettative non coincidenti in due o più ruoli (adolescenti tra genitori e coetanei).
- Gestione dei conflitti di ruolo: Merton ritiene che la società suggerisca modi per attenuarli: priorità di ruolo, attribuzione di importanza prevalentemente su un ruolo piuttosto che su un altro. Si può arrivare alla separazione dei ruoli, scissione delle aspettative riguardanti ruoli diversi. Altro modo per ridurre il conflitto è la sdrammatizzazione.
Le istituzioni
Un’istituzione è un insieme di status e ruoli che hanno bisogno di soddisfare determinati ruoli sociali (sistema educativo, famiglia, istituzioni economiche...). La persistenza di una società non è automatica ma dipende dal soddisfacimento dei bisogni sociali.
Marx: bisogno fondamentale è la sopravvivenza materiale.
Al fine di soddisfare i bisogni le istituzioni devono utilizzare le risorse di cui la società dispone. Le istituzioni sono congegni per canalizzare le risorse sociali in modelli di interazioni stabili preposte a soddisfare uno o più bisogni sociali. Sono raramente stabili nel tempo poiché le condizioni che le influenzano sono in continuo cambiamento.
La società
Marsh ha tentato di specificare le condizioni necessarie perché un raggruppamento sociale possa essere definito “società”: territorio determinato da confini; reclutamento di nuovi membri; cultura inclusiva; indipendenza politica.
Tipi di società: classificate in molti modi:
- Di caccia e raccolta: la proprietà è limitata. Il sistema di parentela è il più importante principio organizzativo della vita sociale.
- Orticole: di sussistenza, le strutture politiche sono articolate su due o più livelli di autorità. La parentela è articolata in clan.
- Agricole: nascono dalla possibilità di produrre cibo in eccedenza e con la nascita di stato, scrittura e moneta si forma una struttura di potere complessa; la famiglia rimane l’unità produttiva fondamentale.
- Industriali: la tecnologia e l’urbanizzazione sono fondamentali. La maggior parte delle società industriali ha sistemi di governo altamente sviluppati.
Cap. 4 – La socializzazione
Processo attraverso cui apprendiamo le competenze, gli atteggiamenti connessi ai nostri ruoli sociali. Assolve la funzione di assicurare la continuità sociale. La socializzazione è un processo che continua per tutta la vita. La socializzazione può fallire: qualcuno sostiene che vi sia uno stretto rapporto tra fallimento della socializzazione e malattia mentale.
Come avviene la socializzazione
Perché il processo di socializzazione possa riuscire sono necessari tre fattori:
- Aspettative di ruolo.
- Propensione alla conformità: regola piuttosto che eccezione per limiti biologici e culturali.
- Modifica del comportamento.
Ogni società privilegia specifici valori culturali e li trasmette ai bambini attraverso la socializzazione, selezionando in loro alcuni tratti di personalità a scapito di altri. Sui valori poggiano le norme culturali che regolano le interazioni tra individui. L’esatta natura della relazione tra biologia umana e comportamento sociale è oggetto di dispute feroci. I fautori della sociobiologia hanno avanzato l’ipotesi che i fattori genetici abbiano sul comportamento umano un effetto molto determinante. Il principio fondamentale della sociobiologia “collegamento tra specifici geni e comportamento sociale” non è stato provato.
Teoria dello sviluppo della personalità
La personalità prende forma nel corso dell’interazione con gli altri. Interazione influenzata da una serie di caratteri fisici. Influiscono sulla personalità anche l’ambiente, le esperienze e la cultura.
Cooley: interazione tra individui con il mondo, nel corso della quale si crea un Io riflesso con tre elementi:
- Ciò che pensiamo gli altri vedano in noi.
- Come pensiamo che gli altri reagiscano a ciò che vedono in noi.
- Come reagiamo alle reazioni che percepiamo negli altri.
Mead: la personalità è un prodotto sociale emergente dai rapporti con gli altri. Essa prende forma nel momento in cui i bambini acquisiscono la capacità di pensare a sé stessi nello stesso modo in cui penserebbero agli altri. Tre fasi:
- Imitazione
- Gioco libero
- Gioco organizzato
Freud: l’individuo è in conflitto con la società. Le pulsioni biologiche contrastano con le norme sociali. La personalità si compone in:
- Es – principio di piacere.
- Io – principio di realtà.
- Super io – principio morale.
La personalità si forma in fasi:
- Orale
- Anale
- Fallica
- Di latenza
- Genitale
Piaget: sviluppo cognitivo per stadi:
- Senso motorio
- Preoperatorio
- Operatorio concreto
- Operatorio formale
Kohlberg: sei fasi di sviluppo morale che si susseguono in modo fisso; il passaggio dipende dalle abilità cognitive e dalla capacità di stabilire un rapporto di empatia con gli altri:
- Castigo
- Premio
- Approvazione
- Consapevolezza morale
- Giudizi autonomi
- Principi etici universalmente validi e coerenti
Erickson identifica 8 fasi di cui le prime 5 ricadono nell’infanzia mentre le ultime 3 corrispondono a momenti specifici della vita adulta. In ogni fase si affronta una sfida particolare che deve essere risolta per passare alla fase successiva.
Il processo di risocializzazione si riferisce al riapprendimento di valori, ruoli e comportamenti che si sostituiscono ad altri precedentemente appresi in modo incompleto o inadatto a nuove circostanze. La psicoterapia è una forma di risocializzazione.
Gli agenti della socializzazione
Le istituzioni, i gruppi e le persone che contribuiscono alla socializzazione vengono definiti agenti della socializzazione. Per svilupparsi in modo adeguato i bambini hanno bisogno di rapporti affettivi stabili. Mentre nella prima infanzia gli agenti sono i genitori, successivamente nuovi agenti possono essere considerati gli insegnanti e il gruppo dei pari, la scuola e i mezzi di comunicazione.
I meccanismi psicologici della socializzazione
Come vengono socializzati i bambini?
- Imitazione: tentativi di replicare comportamenti osservati negli adulti e nei pari.
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