Parent training
Parent training è un modello di intervento comportamentale, realizzato in contesti naturali, che si propone di modificare lo stile di relazione e gli atteggiamenti dei genitori che influiscono negativamente sui comportamenti del bambino; può essere progettato sia nel corso di consultazioni individuali, centrate su particolari problemi psicologici o comportamentali, sia nel corso di attività di gruppo, di carattere pratico.
Obiettivi e approccio
L'intervento è centrato sulla famiglia in quanto la relazione genitore-figlio è il risultato di molteplici fattori che influenzano le interazioni (prospettiva sistemica) che possono essere le variabili dell'adulto (personalità e credenze) del bambino (temperamento e storia evolutiva) e gli aspetti del contesto (relazione coniugale, condizioni lavorative, stress familiare, eventi della vita).
L'analisi comportamentale indaga la storia delle interazioni genitore-figlio, riconoscendo il genitore come esperto dei problemi del figlio e della loro specifica condizione. L'ambito che ha avviato questo studio è quello delle teorie dell'apprendimento (Bijou e Baer) con le quali l'attenzione si sposta al comportamento manifesto e alle modificazioni che esso subisce al variare delle contingenze: l'analisi funzionale descrive le continue e reciproche relazioni tra un organismo, inteso come unità biopsichica unica, e l'ambiente inteso funzionale, l'insieme di eventi che agiscono in relazione al bambino.
Un individuo viene definito psicologicamente come un insieme di comportamenti interrelati che interagiscono con l'ambiente e anche come una sorgente di stimoli. Tutti i comportamenti vengono analizzati in relazione a variabili, antecedenti e conseguenti, che li influenzano in maniera contingente, l'obiettivo è modificarli (rinforzamento e shaping).
Principi e tecniche del parent training
Il parent training intende insegnare ai genitori i principi operanti (rinforzamento e punizione, shaping, time-out) per poi adoperare efficacemente antecedenti e conseguenti al fine di rendere efficace l'azione educativa grazie a interventi di formazione e all'uso di metodi comportamentali. Le tecniche di insegnamento sono:
- Feedback tramite videoregistrazioni
- Modeling
- Role playing (riproporre una situazione così come potrebbe verificarsi a casa)
I modelli di intervento sono tre: consultazione individuale, apprendimento in situazioni strutturate e i gruppi educativi.
Intervento familiare e programmi specifici
Il parent training è un'alternativa alla terapia infantile e si realizza nel contesto familiare, il quale fornisce opportunità più ricche e più variabili in quanto nell'arco della giornata genitori e figli sono coinvolti in varie routine (il gioco, il mangiare, il sonno).
Metodi e fasi di intervento
Hawkins fu uno dei primi ad utilizzare l'intervento a casa, il quale era strutturato in cinque fasi: una valutazione iniziale (baseline) per osservare e misurare il comportamento abituale tra madre e figlio, una fase sperimentale, nella quale segnalava a gesti alla madre cosa fare, un secondo baseline, si sospendeva la procedura sperimentale, una seconda fase sperimentale e un periodo per valutare il mantenimento, senza intervenire si osservava se i cambiamenti erano stabili (disegno A-B-A'-B'); un secondo disegno è quello a baseline multipli in cui si misuravano più comportamenti per ottenere diverse linee di base che valutano: differenti variabili di uno stesso soggetto, la stessa variabile in soggetti diversi e in diversi contesti.
Quesiti guida della ricerca applicata
- C'è stato un cambiamento duraturo? (generalizzazione temporale)
- I comportamenti si presentano anche in altri contesti? (generalizzazione del setting)
- I genitori sono in grado di adoperare le strategie con più comportamenti? (generalizzazione del comportamento) e con altri figli?
Anche se questi interventi vengono realizzati a casa, i programmi non rinunciano a controllare sperimentalmente il comportamento, attraverso osservazioni accurate e ripetute, per valutare se è cambiato qualcosa e in che misura questo cambiamento è dipeso dal tipo di intervento.
Intervento precoce e metodo Portage
L'intervento precoce vuole colmare il ritardo accumulato del bambino ma anche prevenirlo. Il metodo Portage prevede che un operatore specializzato visiti una volta a settimana la famiglia per insegnare ai genitori i modi più idonei per facilitare lo sviluppo del figlio disabile (da 0-6 anni). Nel corso del tempo, la frequenza si diradava così che il genitore provava a lavorare sempre più indipendentemente. Esso è un piano educativo globale e comprende sei aree: socializzazione, linguaggio, autonomia, livello cognitivo, livello motorio e stimolazioni infantili. A seconda degli obiettivi l'intervento domiciliare è suddiviso in tre momenti: una discussione con i genitori sulle attività della settimana (carta delle attività), una parte pratica (per esemplificare le procedure) e uno scambio di informazioni su eventuali problemi incontrati.
L'ambiente familiare regola le prime e più importanti interazioni e può offrire un valido supporto alla formazione di competenze e abilità, è un contesto che può servire a compensare le occasioni di apprendimento rese difficoltose da condizioni organiche e impoverite da carenze socio-ambientali.
Programmi per l'autismo
Per quanto riguarda i programmi per l'autismo, l'approccio comportamentale propone un'alternativa al ricovero presso istituti per disabili considerandolo una forma di ritardo evolutivo: il trattamento è rivolto allo sviluppo di abilità adattive e sociali e al contenimento di comportamenti psicotici. Esso coinvolge direttamente le famiglie e le altre persone significative nei contesti di vita del bambino. Il programma intensivo di Lovaas, influenzato dal paradigma di Skinner, utilizza i genitori come co-terapeuti. Questo approccio nacque negli anni '70.
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Psicologia dell'educazione – Parent Training
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