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Metodologia clinica – Glaucoma

Appunti di Metodologia clinica – Glaucoma. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Malattie dell’Apparato Visivo, Ambulatorio Glaucomi, I sintomisono frequentemente misconosciuti perché aspecifici: Mal di testa, Fastidio o lieve dolore localizzato all’occhio, ecc.

  • Per l'esame di Semeiotica e metodologia clinica del Prof. G. Ferreri
  • Università: Messina - Unime
  • CdL: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
  • SSD:
Compra 2.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 01-09-2014
di 6 pagine totali
 
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Metodologia clinica – Glaucoma
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Anteprima Testo:
Progetto HackMed--------hackmed@doctor.com Malattie dell’Apparato Visivo Esercitazione del 01/03/2001 ore 10.00 – 14.00 Sbobinata da Canale Davide Consulenza tecnica di Crucitti Manuela Ambulatorio Glaucomi Il glaucoma è una patologia caratterizzata dall’aumento della pressione intraoculare che determina un danno a carico delle cellule gangliari retiniche ( e quindi del nervo ottico ), con conseguente alterazione del campo visivo. Nell’occhio affetto da glaucoma il deflusso dell’umor acqueo viene ostacolato: il liquido si accumula e la pressione intraoculare comincia a salire. Dopo qualche tempo si produce una compressione o uno schiacciamento del nervo ottico con conseguente danno e morte delle fibre nervose. Il campo visivo così danneggiato tende progressivamente a restringersi fino a scomparire del tutto. L’etimologia della parola “ glaucoma “ deriva dal greco e significa “ azzurro “, ricordando che frequentemente insorge anche cataratta. Questa patologia può colpire chiunque e una volta insorto, anche se curato, rimarrà per sempre. Tuttavia se ben controllato con la terapia se ne blocca la progressione, altrimenti porta a cecità completa. Insorge in genere dopo i 45 anni eccetto rare forme congenite che colpiscono i bambini. I sintomi sono frequentemente misconosciuti perché aspecifici: · Mal di testa · Fastidio o lieve dolore localizzato all’occhio · Insorgenza di scotomi ( zone del campo visivo in cui non è possibile vedere, inizialmente piccoli, si notano solo quando il danno è già considerevole ) Si tratta di una malattia multifattoriale. Esistono alcuni fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare la malattia: · Età avanzata ( > di 50 anni ) · Traumi oculari · Predisposizione ereditaria ( alcune forme di glaucoma sono più frequenti -1- tra consanguinei ) · Diabete mellito · Ipertensione arteriosa sistemica ( discusso ) · Vasculopatie ( discusso ) · Prolungata terapia con farmaci cortisonici · Miopia · Razza nera ( esordio precoce e progressione rapida e invalidante ) Alcuni studi hanno evidenziato come, nei paesi freddi e con lunghi periodi di buio, si abbia un’incidenza maggiore di glaucoma acuto perché sembrerebbe favorita la midriasi prolungata. Nell’ambulatorio preposto allo studio di questa patologia si valuta la pressione oculare, i cui valori normali vanno da 10 a 20 mmHg in genere, e si pone diagnosi di glaucoma quando si riscontra non solo un incremento di tale parametro ma si evidenziano anche alterazioni del campo visivo e della pupilla ottica. Gli esami che sono pertanto necessari e consigliati dopo i 40 anni sono: la tonometria, i test di provocazione, l’oftalmoscopia, la perimetria e la gonioscopia. TONOMETRIA E’ la valutazione della pressione intraoculare che può essere eseguita sfruttando due metodiche: · Applanazione: valuta la pressione in base all’appianamento che subisce la cornea a contatto con un tronco di cono ( di materiale plastico, annesso al biomicroscopio, deputato alla rilevazione della pressione ). · Indentazione: valuta la pressione con uno strumento che schiaccia di più la cornea. Si tratta di un esame rapido ed indolore: in entrambe la metodiche si preparano gli occhi instillando una goccia di anestetico e applicando un colorante fluorescente ( fluoresceina ). Nella metodica dell’applanazione, quando il tronco di cono tocca la cornea, l’osservatore vede due semicerchi verdi che non si toccano ( per sdoppiamento attraverso un prisma ). Facendo variare la pressione esercitata sulla cornea registrando una vite micrometrica, i due semicerchi si -2- avvicinano e quando la pressione esterna uguaglia quella intraoculare i due semicerchi si toccano formando una curva sigmoide ( secondo la legge di Jubert e Fick? ). A questo basterà andare a leggere il valore evidenziato dalla luce blu per stabilire la pressione in questione. Per otenere una curva tonometrica giornaliera è prevista questa misurazione ripetuta varie volte nell’arco di una giornata per permettere di rilevare le variazioni. Prima della registrazione Dopo la registrazione (a questo punto leggiamo il valore della pressione ) TEST DI PROVOCAZIONE Si effettuano in casi sospetti, ad esempio nelle alterazioni della papilla ottica. Ne esistono di vari tipi, ma i più frequentemente eseguiti sono: · Test all’ibopamina · Test da carico idrico + buio Entrambi sfruttano il meccanismo per cui la midriasi, variando l’angolo irido – corneale ( che si valuta con la gonioscopia che utilizza la lampada a fessura e -3- una sorta di lente a contatto ), produce un ostacolo al deflusso dell’umor acqueo con conseguente incremento dei valori pressori intraoculari. Il procedimento seguito in questo tipo di esami è sempre lo stesso: · Valutazione della pressione di base · Stimolo provocativo · Rivalutazione della pres...
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