Home Invia e guadagna
Registrati
 

Password dimenticata?

Registrati ora.

Lezioni di diritto amministrativo, Cassese - Appunti

Appunti di Diritto amministrativo tratti dal libro di Cassese. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la figura dell’organo, l’ente pubblico, la definizione di organismo di diritto pubblico, lo studio del Decreto Legislativo 30 Luglio 1999 N 300: “ Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art.11 legge delega 59/97.

  • Per l'esame di Diritto Amministrativo del Prof. B. Spampinato
  • Università: Catania - Unict
  • CdL: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
  • SSD:
Compra 2.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 1
  • 30-04-2013
di 15 pagine totali
 
+ -
 
>
Lezioni di diritto amministrativo, Cassese - Appunti
Scrivi la tua recensione »

Recensioni di chi ha scaricato il contenuto

Anteprima Testo:
Lezioni di diritto amministrativo Lo stato è l’unione di tre elementi: 1) collettività che sta insieme, 2) territorio su cui sta la collettività, 3) amministrazione/ordinamento della collettività. Ma che cosa è la pubblica amministrazione ( vedi concetto comunitario di pub. amm. E sentenza sulla banca d’Italia)? consiste in una serie di figure giuridiche soggettive che amministrano la collettività. La p.a. svolge la funzione amministrativa dello Stato che consiste nell’applicazione delle regole poste da coloro che detengono la funzione normativa. La p.a. detiene il potere su una certa vicenda in quanto vi è una norma ad attribuirglielo; si chiama potere se visto dal punto di vista statico; se visto dal punto di vista dinamico si chiama funzione (vedi sentenze). Potere e funzione sono due facce della stessa medaglia; esercitare una funzione significa porre in essere una serie di atti tra loro collegati; la p.a. pone in essere una serie di procedimenti che terminano ciascuno con un provvedimento. Le principali persone giuridiche amministrative sono: gli organi, le autorità indipendenti, gli enti pubblici, le agenzie etc. Figura dell’organo: è una struttura elementare dell’organizzazione pubblica. Non è dotato di personalità giuridica e fa parte di una persona giuridica. Es. il ministero è organo dello Stato, il sindaco del comune. L’organo è lo strumento attraverso cui lo stato, persona giuridica, opera; o meglio lo stato opera attraverso il titolare dell’organo. Si ha quindi Persona giuridica: Stato o enti pubblici territoriali. Organo: Ministero, sindaco etc. Titolare dell’organo : le concrete persone fisiche. In ogni caso l’organo è strumentale alla persona giuridica: serve ad agire ed ad imputare gli effetti dell’attività che pone in essere ad una determinata persona giuridica. Circa la persona fisica titolare dell’organo bisogna distinguere l’attività che questa pone in essere in quanto tale e in quanto soggetto di autonomia privata. Peculiare tipo di organo era fino a poco tempo fa l’Azienda autonoma: dello stato o del comune. Figura che nasce nei primi del ‘900 e muore nel ’98; dotata di una particolare autonomia: proprio consiglio di amministrazione, autonomia contabile, parziale autonomia di gestione. Introdotta xchè lo stato diveniva per la prima volta imprenditore. Altra figura nuovissima nel nostro ordinamento sono le Autorità Indipendenti: autorità garante della concorrenza e del mercato, per le garanzie delle comunicazioni, per il controllo nel settore dei lavori pubblici, per la tutela della privacy, Banca d’Italia etc. Sono divise in due categorie: a seconda che siano dotate di personalità giuridica o meno. Sono organismi istituiti in cui vi sono interessi collettivi di particolare rilevanza sociale. Non si trovano nel circuito democratico: equilibrio governo-parlamento; tali figure soggettive sono indipendenti sotto il profilo organico in quanto non sono nominate dal governo ma la nomina è dovuta all’intesa dei presidenti delle due camere con l’eventuale partecipazione del P.D.R.; sotto il profilo funzionale in quanto la loro attività non è sottoposta a direttive e quindi sottratta all’indirizzo politico del governo e del parlamento. Inoltre durano in carica 7 anni: ratio durata lunga: per evitare che una frequente nomina costituisca un fattore di influenza politica di parte. Tali autorità appartengono all’amministrazione anche se non sono soggette al controllo della Corte dei Conti. Adottano provvedimenti amministrativi che sono oggetto della giurisdizione amministrativa; il giudice amministrativo che li esamina non entra nel merito altrimenti verrebbe meno la loro autonomia. Il giudice si limita a verificarne la legittimità. L’ente pubblico si identifica come una persona giuridica pubblica (dotata sempre di personalità giuridica) a cui è attribuita dall’ordinamento potestà pubblicistica e che può agire con gli stessi poteri della pubblica amministrazione. definire un ente pubblico vuol dire sottoporlo al controllo della Corte dei Conti altrimenti l’amministratore dell’ente non è sottoposto al principio dell’autonomia contabile. Prima l’esigenza di definire un ente pubblico derivava dal fatto di qualificare il rapporto di lavoro alle dipendenze dell’ente come pubblico; oggi tale esigenza non c’è più perché anche i rapporti di lavoro alle dipendenze della p.a. sono tutti privati. È irrilevante anche il fatto che persegue fini pubblici: questi ultimi possono infatti essere perseguiti anche da soggetti giuridici privati. Ma quand’è che un ente si può definire pubblico? Ci si avvale del criterio degli indici rilevatori della pubblicità dell’ente. Tali indici individuati dalla giurisprudenza sono: 1-istituzione dell’ente da parte dello stato 2-nomina degli amministratori da parte dello stato 3-finanziamento da parte dello stato 4-impossibilità dell’ente di disporre di se stesso Un ente è pubblico quando ricorrono due o + criteri. Uno di tali indici non è di per se sufficiente ad affermare la natuEspandi »ra pubblica dell’ente. L’indice fondamentale però è il primo: è pubblico se riconosciuto tale da una legge o
provvedimento amministrativo che lo istituisce. Se un ente è pubblico si applica la legge del provvedimento amministrativo; caratteristica fondamentale quindi è la capacità provveddimentale cioè ad adottare provvedimenti amministrativi. Secondo una prima bipartizione si distinguono gli enti territoriali dagli enti nazionali. Quelli territoriali sono enti esponenziali dislocati nel territorio (regioni, province, comuni);hanno una caratteristica recessiva: ambito territoriale in cui si svolge l’attività dell’ente; sono enti politici rappresentativi della collettività, gli unici che hanno la potestà di dotarsi di un indirizzo politico autonomo da quello dello Stato. Quelli nazionali non sono ne esponenziali e ne dislocati nel territorio (inps); si suddividono in enti di erogazione (vedi sentenze di enti pubblici) ed enti economici-imprenditoriali, (vedi sentenze enti pubblici economici). I primi hanno la finalità di erogare quasi gratuitamente il cui costo è sopportato dalla collettività che paga le imposte; i secondi sono finalizzati alla produzione di beni e servizi da destinare alla vendita per coprire le spese. . Dalla C E sono state emanate quattro direttive relative agli appalti delle forniture, dei servizi, dei lavori e di tutti e tre per determinati settori quali fornitura gas, trasporto elettricità. Tali direttive si ispirano a due principi base del diritto comunitario: quello della libera circolazione dei beni e quello della libera concorrenza volte a limitare tutte quelle limitazioni che lo stato in quanto contraente poteva disporre. Tali direttive eliminano qualsiasi discriminazione circa la nazionalità dei soggetti che entrano in rapporto con lo stato in quanto contraente; ciò implica che tutte le imprese possono accedere ai contratti. Inoltre si doveva evitare un aggiramento della direttiva che si poteva avere se lo stato si rivolgeva a soggetti appositamente istituiti. Tali direttive hanno contribuito alla definizione di organismo di diritto pubblico (vedi sentenze): è tale un organismo, anche privato, che svolge funzioni di interesse generale, che non abbia carattere industriale o commerciale, che sia in prevalenza finanziato dallo stato e i cui amministratori siano in prevalenza eletti dallo stato o da enti pubblici. Da tali direttive si evince che un organismo di diritto pubblico può essere anche privato. Il fatto che non debba essere industriale o commerciale non vuol dire che non esistono enti pubblici con fini economici-imprenditoriali; questi esistono come abbiamo visto prima; vuol dire solo che per tali enti che operano a fini di lucro le direttive stesse non si applicano. Ciò perché se lo stato opera in qualità di imprenditore e non di contraente non vi è nessun privilegio per esso, non fa preferenze in quanto opera a fini di lucro cioè con chi ricava il maggior utile. Se opera in qualità di contraente (compra alle imprese) potrebbe preferire determinati enti piuttosto che altri. L’organismo pubblico può essere anche privato; tra le categorie giuridiche privatistiche si distinguono quelle che il diritto amministrativo utilizza in quanto tali e quelle che utilizza modificandole. Nel primo caso lo stato si avvale di una figura privatistica come strumento senza alterarne la struttura e la funzione ( es. fondazione Cenci Bolognesi); nel secondo caso es. la S.P.A. che è una figura giuridica privatistica può essere alterata nella sua struttura: vi sono infatti spa legali in quanto previste direttamente dalla legge in cui si dispone che l’azionista stato nomini i membri dell’amministrazione ed emani le direttive che la spa deve conseguire. Nel diritto pubblico si distinguono le figure giuridiche soggettive dai rapporti giuridici. Questi ultimi sono le relazioni che si stabiliscono tra figure giuridiche soggettive. Nel diritto amministrativo si possono riscontrare due specie di rapporti giuridici: rapporti di equi-ordinazione intercorrenti tra autorità collocate allo stesso livello aventi gli stessi poteri in ambiti diversi di azione ( direzioni generali dello stesso ministero); rapporti di subordinazione tra due autorità collocate a livelli diversi in modo tale che vi sia una sotto posizione di una figura all’altra; in tal caso poteri diversi nello stesso ambito d’azione. In tale secondo caso si parla di gerarchia: rapporto di subordinazione tra due figure giuridiche soggettive di cui quella sopra ordinata ha un potere di intensità massima tale che può sostituirsi nelle attribuzioni di quella sotto ordinata. Può avere senso verticale o diagonale quando va da una struttura all’altra. L’attività amministrativa è frazionata in tre parti: attività di indirizzo, di controllo e di gestione; le prime due permangono all’autorità amministrativa sovraordinata: indirizzo politico (policy) e controllo; la terza è lasciata a quella sottoordinata: gestione giorno per giorno (day to day management). « Comprimi
Contenuti correlati