Automazione dei processi industriali M
6 CFU
Andrea Paoli
Prof. Appunti di
Simone Benassi
INDICE
1.Introduzione all’automazione industriale .................................................................... 1
Storia ......................................................................................................................... 2
2.CIM – Computer Integrated Manufacturing .............................................................. 3
Livelli del modello CIM ........................................................................................... 13
Gerarchia dei sistemi di controllo ............................................................................. 14
Tipologie di controllori ............................................................................................. 15
3.Sistemi di controllo del moto ......................................................................................... 18
Motore DC ................................................................................................................ 21
Modello matematico del motore elettrico ....................................................... 22
4.Sistemi di controllo in tempo reale ............................................................................... 30
Scheduling ................................................................................................................. 31
Algoritmo FIFO (First In First Out) .......................................................................... 35
Algoritmo RMPO (Rate Monotonic Priority Ordering) ........................................... 35
Algoritmo EDF (Earliest Deadline First) .................................................................. 38
Servizio in background ............................................................................................. 40
5.Reti di calcolatori per l’automazione industriale ........................................................ 47
Topologia .................................................................................................................. 48
Protocolli per l’accesso al mezzo trasmissivo ........................................................... 50
Protocollo di rete ....................................................................................................... 53
6.Il controllore a logica programmabile ......................................................................... 56
Linguaggi di programmazione per PLC .................................................................... 60
Ladder Diagram ........................................................................................................ 60
Appunti dell’A.A. 2011/2012
Automazione dei processi industriali M – Indice moduli – Simone Benassi
i
7.SFC – Sequential Functional Chart ............................................................................. 64
Elementi di base e regole di evoluzione .................................................................... 64
Sintassi standard nel linguaggio SFC ........................................................................ 68
Qualificatori delle azioni ................................................................................. 69
Macrostati ........................................................................................................ 69
Strutture di collegamento .......................................................................................... 70
Struttura di collegamento di scelta o divergenza ............................................ 70
Struttura di collegamento di convergenza ....................................................... 71
Struttura di collegamento di parallelismo ....................................................... 72
Struttura di collegamento di sincronizzazione ................................................ 74
Mutua esclusione e sincronizzazione di sequenze .................................................... 77
Struttura semaforica a mutua esclusione ......................................................... 77
Struttura semaforica di sincronizzazione ........................................................ 83
Strutturazione del software – Gerarchia tra SFC ...................................................... 86
Esercizi vari ............................................................................................................... 91
8.Reti di Petri ..................................................................................................................... 107
Evoluzione dinamica di una rete di Petri .................................................................. 112
Analisi di reti di Petri ................................................................................................ 119
Marcatura raggiungibile e insieme di raggiungibilità R(N) ............................ 119
Marcatura base ................................................................................................ 120
Vivezza di una rete .......................................................................................... 121
Limitatezza di un posto ................................................................................... 123
Analisi grafica delle reti di Petri ............................................................................... 125
Analisi matriciale delle reti di Petri .......................................................................... 132
Modellistica delle reti di Petri ................................................................................... 150
A c r o n i m i .................................................................................................................................................... 162
Appunti dell’A.A. 2011/2012
Automazione dei processi industriali M – Indice moduli – Simone Benassi
ii
1.INTRODUZIONE ALL’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
Nell’area del bolognese l’automazione è associata al concetto di macchina automatica.
Nel corso verrà trattata:
la sincronizzazione dei movimenti;
la gestione delle sequenze.
flessibilità.
Quando si parla di produzione la parola d’ordine è
Un tempo per effettuare un cambio di formato era necessario modificare e cambiare gli organi
meccanici della macchina.
Aggiungendo più motori, che comandano il movimento di parti differenti della macchina, risulta
necessario introdurre un software che sincronizzi i movimenti, garantendo quindi flessibilità.
Utilizzando macchine automatiche si riesce a garantire un basso livello di flessibilità e si può
automazione rigida.
parlare allora di
automazione media
Con si intende la programmazione di diverse operazioni effettuate dalla stessa
macchina. robotica: robot antropomorfi
Si introduce quindi la che eseguono una varietà di operazioni tutte
differenti fra di loro.
L’automazione comprende mezzi di produzione, ma anche mezzi di movimentazione
(AGV – Automated Guided Vehicle) e sistemi di immaganizzamento automatizzati in appositi
magazzini.
Per risolvere un problema complesso è bene suddividerlo in sottoproblemi più semplici da
affrontare uno per volta.
Hand effector è la parte terminale di un robot.
à Ogni parte del robot è controllata da un motore che ne controlla il movimento
nello spazio.
I gradi di libertà nello spazio sono 6 quindi servono 6 motori per controllarli
à
tutti.
Specificamente 3 motori sono utilizzati per l’orientamento dell’hand effector.
controllore
Per controllare il movimento di un robot si inserisce un nel sistema.
Ogni motore, quindi ogni asse di movimento, è controllato da uno specifico controllore che verifica
in maniera continua gli spostamenti da esso eseguiti. reti di comunicazione.
Le informazioni all’interno dei calcolatori vengono scambiate mediante
Per ogni livello di automazione è possibile utilizzare calcolatori diversi, di diversa potenza.
La comunicazione ricopre un ruolo importantissimo, specialmente in termini di sicurezza (se un
operatore umano entra nel recinto di una macchina CNC, questa deve spegnersi automaticamente).
Sulla base delle informazioni che arrivano dai sensori si dovrà poi decidere la sequenza delle
progetto logico.
operazioni da eseguire à
Automazione dei processi industriali M – modulo 1 Introduzione all’automazione industriale – Simone Benassi
1
Le competenze richieste dal corso sono di:
Informatica;
Elettronica;
Automatica;
Meccanica.
Storia
Ogni processo produttivo è caratterizzato da:
Energia;
Controllo;
Informazioni.
Con il passare degli anni risulta sempre più importante automatizzare il processo produttivo, con lo
scopo di dispensare l’essere umano da fornire questi tre fattori:
Energia muscoli;
à
Controllo cervello;
à
Informazioni sensi.
à
L’energia umana è faticosa da dispensare, pericolosa in alcuni casi e spesso insufficiente in altri.
Il controllo e il reperimento dell’informazione non sono raggiungibili in maniera adeguata dalle
possibilità umane, non garantendo quindi la precisione desiderata dalla lavorazione.
Compito molto più arduo è dispensare l’uomo dal controllo.
controllore di Watt
Il primo controllore della storia è il (1787) che regolava la velocità di un
motore a vapore.
La prima volta che si parlò di automazione fu nell’anno 1968 grazie a Maxwell.
Con la necessità di dispensare l’essere umano dalla manipolazione delle informazioni e dal
prima generazione di controllori
controllo, nasce la nell’anno 1950.
Con la necessità di garantire sempre maggiore flessibilità i controllori della prima generazione si
controllori elettronici.
trasformano in software: nascono così i
controllori logici,
In parallelo si sviluppano i in grado di elaborare i segnali True e False (1 e 0).
Un controllo logico combinatorio non dipende dal tempo trascorso, mentre per automatizzare un un
processo produttivo è necessaria una logica sequenziale.
Per programmare funzioni sequenziali è possibile utilizzare dei timer.
seconda generazione di controllori
La nasce nel 1968 con l’evoluzione dell’elettronica e
dell’informatica. PLC
Il passo successivo alla seconda generazione di controllori è l’implementazione dei
(Programmable Logic Controller – Sistemi di controllo programmabili), in grado di fornire
un’ottima flessibilità.
Il primo PLC in assoluto, ribattezzato il cuore dell’automazione, risale al 1970.
Automazione dei processi industriali M – modulo 1 Introduzione all’automazione industriale – Simone Benassi
2
2.CIM – COMPUTER INTEGRATED MANUFACTURING
Definizione: l’automazione industriale è dunque l’insieme di metodologie (teoria del controllo
automatico) e tecnologie (meccaniche, elettriche, informatiche) che permettono l’automatizzazione
di processi produttivi al fine di far compiere lavori a macchine.
Attraverso l’automazione si riescono ad ottenere:
Minori costi;
Maggiore efficienza e affidabilità;
Continuità temporale.
Lo scopo dell’automazione industriale è sollevare l’uomo da operazioni che richiedono precisione,
velocità e potenze non raggiungibili da esso.
Si cerca quindi di integrare la produzione automatizzata con i sistemi informativi gestionali.
In questo modo l’essere umano dispone di strumenti di supporto informatici che gli permettono di
migliorare il lavoro di progettazione, gestione produzione e organizzazione.
sistemi informatico gestionali sistemi automatizzati
Il CIM quindi prevede l’integrazione fra e
della produzione.
Manufacturing insieme di processi produttivi da applicare ai materiali grezzi/semi-lavorati per
à ottenere un prodotto finale.
Risulta essere la caratteristica dell’industria manifatturiera con prodotto di tipo
discreto.
La trasformazione richiede l’uso di:
Energia (meccanica, chimica, termica, …);
Macchine;
Utensili;
Intervento umano.
i
rat
-lavo
i
m
e
S
Processo produttivo
Materie prime Scart
Manufacturing i
Energia Utensili
Macchine Intervento umano
Automazione dei processi industriali M – modulo 2 CIM – Simone Benassi
3
Il manufacturing è un processo produttivo di tipo sequenziale, scomponibile in un insieme di passi
produttivi sequenziali che avvicinano man mano le materie prime al loro stato finale desiderato.
sistema produttivo celle,
Un nel suo complesso può essere scomposto in ognuna delle quali svolge
particolari operazioni e attività: una cella svolge uno degli N sottoprocessi produttivi componenti il
processo produttivo totale. maniera gerarchica,
È possibile vedere il sistema produttivo in decomponendolo in varie sezioni,
di dimensione fisica sempre maggiore.
Stabilimento Cella Macchina Sensori e Attuatori
à à à livello dei dispositivi di campo
I sensori e gli attuatori fanno parte del cosiddetto (field).
È il livello più basso dell’intero sistema: racchiude i dispositivi e i componenti fisici che
costituiscono la macchina.
I dispositivi di campo sono l’interfaccia di I/O vera e propria per il sistema produttivo.
Per sapere se il sistema produttivo fa quello che noi realmente gli chiediamo l’unico modo è
recepire le informazioni provenienti dai dispositivi di campo e reagire di conseguenza.
Tutto il resto, cioè macchine, celle, ecc, sono astrazioni che ci permettono di scomporre il sistema
produttivo in sottosistemi, molto più “semplici” da trattare.
processo produttivo
Un è composto da una sequenza di operazioni elementari:
Operazioni di lavorazione;
Operazioni di assemblaggio;
Operazioni di trasporto e stoccaggio;
Operazioni di test (controllo di qualità effettuato direttamente in linea e non a campione
sul prodotto finito);
Operazioni di coordinamento e controllo.
produzione
La può essere:
Continua tipica della produzione di energia;
à
Discreta tipica dell’industria manifatturiera;
à
O trattata, gas);
Input continuo a lotti tipica della produzione chimica (H
à
2
Input discreto a lotti tipica della produzione di packaging.
à
di processo,
L’aggettivo “continua” è legato all’industria mentre l’aggettivo “discreta” è legato
manifatturiera.
all’industria
Automazione dei processi industriali M – modulo 2 CIM – Simone Benassi
4
varietà di prodotto quantità
In relazione alla e alla dello stesso da produrre è possibile distinguere
tre tipologie di automazione:
Automazione programmabile
1. caratterizzata da alta varietà e bassa quantità.
à La macchina è estremamente flessibile, in funzione del
programma che viene dato in ingresso (utilizzando
Software come CAD, CAE, CAM, …).
la macchina è quindi in grado di effettuare un grande
numero di operazioni diverse.
Automazione flessibile
2. caratterizzata da media varietà e media quantità.
à È possibile passare a diverse lavorazioni effettuando una piccola
modifica alle macchine che la effettuano.
Il cambio formato deve essere effettuato nel minor tempo
possibile in maniera tale da tenere la macchina ferma tempi
ridotti.
Si parla quindi di sistemi FMS (Flexible Manufacturing
System).
Automazione rigida
3. caratterizzata da bassa varietà e alta quantità.
à Non c’è bisogno di sincronizzazione e di flessibilità.
Varietà di prodotto
Automazione
programmabile Automazione
flessibile Automazione
rigida Quantità di
prodotto annua
1 100 10000 1000000 …
Come si può notare dalle diverse definizioni di automazione e dal grafico, l’automazione varia in
funzione della varietà e della quantità del prodotto da realizzare.
Una maggiore varietà significa anche una minore velocità di produzione.
Affiancato al sistema produttivo è presente il sistema di supporto informatico gestionale che
gestisce l’informazione.
Sistema di supporto Sistema produttivo
Automazione dei processi industriali M – modulo 2 CIM – Simone Benassi
5
attività di supporto
Le possono essere suddivise in:
Attività di business punto di inizio e fine del processo produttivo (interfaccia col
à
cliente);
Attività di progettazione fase più o meno complessa;
à
Attività di planning supporto alla pianificazione, produzione, stoccaggio e rifornimento.
à
Attività di controllo sono attività di gestione e supervisione.
à
Prog
Cliente ess
e
ttazio
Busin
ne
Materie prime
Impianto di produzione Prodotto finale
Plann
i
ng
llo
o
r
nt
Co
Le attività di supporto devono influenzare positivamente il processo produttivo: è sempre presente
un continuo controllo fra ciò che si dovrebbe fare e ciò che viene fatto.
Il processo semplicemente è: acquisisco informazioni, prendo decisioni strategiche e le applico.
livello aziendale.
Il livello più alto, all’opposto del livello dei dispositivi di campo è il
L&rs
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Lezioni, Business intelligence M
-
Lezioni di Chimica e tecnologia dei processi industriali - introduzione
-
Automazione dei processi industriali - Sequential Function Chart
-
Automazione dei processi industriali - Il controllore a logica programmabile (M1_05)