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Valentine de Saint-Point

Aveva sposato in prime nozze un pazzo che l’aveva ferita con un’orribile esperienza la prima notte di nozze. È una splendida e seducente donna, passata alla storia per l'indecifrabilità dei suoi pensieri. Non si curava dell'opinione degli altri ed era interessata agli eletti e non alla massa. Gli uomini ne rimanevano affascinati mentre le donne si sentivano respinte dal suo sarcasmo. Non si preoccupava del successo.

Viveva fra mobili gotici e tessuti orientali, praticava la scherma. Scrisse molto e studiò pittura con Mucha e disegno con Rodin, che probabilmente era suo amante. Si sposò con Charles Dumont, un uomo politico che, data poi l'infelicità del suo matrimonio, iniziò a spendere i suoi soldi sulle puntate in un bordello clandestino e forse fu proprio per questo che alla fine divorziarono.

Vestiva in modo sensuale e stravagante ma dietro al suo fascino di bionda si celava un’incapacità di cedere alle passioni. L'incontro più importante della sua vita fu sicuramente quello con Marinetti nella Parigi del 1909. Il loro rapporto fu travolgente e difficile. A Marinetti serviva Valentine per smentire le accuse di misoginia che ricadevano sulla corrente del futurismo.

La protagonista rimase così affascinata dalle idee di Marinetti che quasi subito aderì al futurismo, lanciando, nel 1912, il manifesto della donna futurista e manifesto futurista della lussuria: sosteneva che la liberazione della donna passava per la liberazione del suo corpo, l’amore doveva essere sostituito dal desiderio. Lei come Nietzsche non credeva nella parità dei sessi ma nella divisione tra i forti e i deboli. Comunque, l'idea della donna del futuro era molto simile alla femme fatale che fu presente in quel secolo (spregiudicata e lussuriosa).

Marinetti e Valentine si divisero quando ci fu un tradimento ideologico, infatti, lui si schierò a favore delle suffragette e si fece vedere in giro con le più belle. Dopo di lui, lei si unì con il geniale quanto eccentrico Ricciotto Canudo, li univa la passione per la poesia di Baudelaire. Lanciò la metacoria, una danza astratta da cui discende la danza moderna; la mise in scena personalmente a Parigi nel 1913 e a New York nel 1917.

Era la tramutazione della poesia in danza con l'aiuto dei grandi dell'epoca come Debussy o Ravel. Marinetti non apprezzò la danza perché non produceva una forma d'arte concreta. La danza non attecchì con il pubblico e Valentine si trasferì in Corsica dove sperava di formare il più grande circolo di intellettuali. Non riuscì a creare il tempio dello spirito.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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