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Letteratura

Situazione politica

Si crea il Regno d'Italia (dal 1861 con monarchia costituzionale) con la conquista finale di Roma (Breccia di Porta Pia, nel 1870 – al Papa viene lasciato Castel Sant’Angelo, Castel Gandolfo e Vaticano). Sale al potere la Destra Storica con un’economia liberoscambista che favorisce l’agricoltura e ostacola lo sviluppo dell’industria. Vengono messe le tasse sul macinato per far ritornare i soldi nelle casse dello Stato (brigantaggio). Quando sale al potere la Sinistra liberale, il bilancio è in equilibrio e quindi viene tolta la tassa sul macinato. Il brigantaggio viene eliminato in 6 anni tramite l’esercito. La Sinistra inaugura una nuova politica che favorisce l’industrializzazione, con tariffe doganali. La crisi agraria provoca un collasso dell’economia del Sud, più agricola. Divario tra Nord e Sud (questione meridionale). Ci fu un ruolo rilevante del ceto medio, con condizioni delle masse contadine ai limiti della sopravvivenza (pressione fiscale e obbligo di leva militare). Italia meridionale afflitta da malattie (malaria), presa tramite le zanzare.

Ideologie

Tre tipi di atteggiamento degli scrittori di fronte alla modernizzazione socio-economica:

  • Atteggiamento apologetico, di difesa della modernizzazione, esaltandola come realizzazione del progresso;
  • Atteggiamento di rifiuto romantico, in nome dei valori del passato;
  • Atteggiamento di curiosità conoscitiva, non esalta né condanna, distaccato, senza slanci verso il futuro o nostalgia del passato.

Positivismo

Fine ‘800. Idealismi reali, concreti. Legato all’illuminismo, basato sui fatti. Non bisogna solo essere coinvolti dai sentimenti, ma anche razionalizzarli. Tutto basato sulla scienza e sull’osservazione. Vengono analizzati i sentimenti e le azioni degli uomini tramite l’analisi dei sogni di Freud, suddivisa in Io/Ego, Super-io e ES, dove la psiche non è controllata dalla ragione. Il positivismo deriva dall’atteggiamento apologetico, il cui presupposto essenziale sono le invenzioni che si verificano con la Seconda Rivoluzione Industriale (prime carrozze con macchina a vapore, battelli, cinema, fotografia, telegrafo, treno…).

Diffusione del sapere e dell’istruzione. Si dà avvio alla Belle Epoque. Giolitti rende obbligatoria la scuola elementare per imparare a leggere, scrivere e far di conto. Si crea una nuova classe sociale: la Borghesia (possiede industrie e fa lavorare). Questo ambiente crea un clima di fiducia nelle forze dell’uomo e un culto della scienza e della tecnica. Quella scientifica è l’unica conoscenza possibile e il metodo della scienza è l’unico valido. Nessun aspetto del reale deve sfuggire all’indagine scientifica. Si ha una conoscenza e un dominio del reale dato dalla scienza = fede positivistica nel progresso. La realtà è regolata da fenomeni materiali, regolati da leggi ferree; la scienza è in grado di consentire una conoscenza totale della realtà e quindi dominio dell’uomo sul mondo; il progresso è senza interruzione e sancisce il trionfo della civiltà e la sconfitta di tutti i mali (illuminismo).

In campo politico c’è il liberalismo postunitario, fortemente laico. Laicismo patriottico contro l’antiliberalismo della Chiesa, prima e dopo l’unificazione. La Chiesa impediva ai cattolici di partecipare alla vita politica. L’opposizione al liberalismo conservatore fu il radicalismo Borghese. Negli anni ’70 comincia a diffondersi l’ideologia anarchica, con alcuni episodi di terrorismo come l’assassinio di Umberto I, nel 1900. Viene poi superato dal socialismo e la nascita del Partito Socialista Italiano, ma l’arretratezza economica e sociale non consentì l’espansione del socialismo in Italia (ampia base operaia – industria moderna).

Impulso all’editoria (numero acquirenti più vasto, solo il 12% della popolazione è in grado di leggere/scrivere). Pubblicità fondamentale per far conoscere una merce, quindi editori anche proprietari di giornali e periodici.

Scuola e istruzione

Scuola obbligatoria fino al biennio. Estesa la Legislazione scolastica del Regno di Sardegna (Legge Casati). Scuole affidate ai Comuni che non avevano sufficienti fondi per il funzionamento. Riforma con la sinistra (Legge Coppino) che istituì l’istruzione obbligatoria fino ai 9 anni. La maggioranza si fermava alle elementari (quando ci andava, perché l’evasione all’obbligo era altissima); una parte raggiungeva il diploma di istruzione tecnica e andava a formare la piccolo borghesia; chi arrivava fino alla laurea formava la classe dirigente.

Il primo censimento nazionale (’61) mostrò che l’analfabetismo era al 78%. Problema dell’unificazione linguistica. Manzoni impose la sua soluzione, grazie anche ai Promessi Sposi; usare la lingua parlata dai fiorentini colti, diffusa attraverso maestri e il vocabolario. Nelle scuole si cercò di usare il fiorentino, combattendo l’uso dei dialetti.

Fattori sociali che contruibuirono all’affermazione della lingua nazionale: allargarsi dell’istruzione, leva militare obbligatoria (metteva i giovani in contatto con regioni diverse), ampliamento degli scambi sul mercato nazionale (regioni che comunicano tra loro), estensione della burocrazia, emigrazione all’estero (metteva gli analfabeti in contatto con società più evolute), migrazioni interne (’60), diffusione giornali, comparsa dei mass-media (radio, cinema, televisione).

Scapigliatura

Tra Romanticismo e Decadentismo. Paul Verlaine li chiama Poeti Maledetti. Amano tutto ciò che è tetro, oscuro, morte, alcolismo. Scrittori anticonformisti, equivalenti ai Bohémiens=zingari. Modo di vivere irregolare, disprezzavano la società formata sul mercato, vita misera e precaria. Nasce l’artista povero. Vivono una specie di dualità: amano ciò che è tetro, ma sono anche un po’ romantici. Non è una scuola o un movimento organizzato, ma sono un gruppo di scrittori accomunati da un’insofferenza per le convenzioni della letteratura contemporanea (Manzoni, Tardo Romanticismo). Nasce tra gli anni ’70-’80, con centro principale a Milano. Dualità perché avevano repulsione verso la modernità e si aggrappavano ai valori del passato (arte, bellezza), ma d’altra parte si rassegnavano delusi a rappresentare la realtà. Divisi tra ideale e vero, bene e male. Amavano racconti con satanismo. La Scapigliatura recupera temi romantici come l’esplorazione dell’irrazionale, il sogno, il macabro. Modelli a cui si ispirano: romantici tedeschi, Baudelaire e Poe. Con il loro culto del vero e dell’orrido introducono il Naturalismo.

Emilio Praga

Nato a Gorla (MI) da una famiglia agiata. In contatto con ambiente parigino. Dopo la morte del padre ha problemi con l’azienda familiare e si dà all’alcool e ad una vita caotica. È colui che visse di più il maledettismo di Baudelaire.

Arrigo Boito

Nato a Padova. Formazione essenzialmente musicale (conservatorio di Milano). Amico con Praga che lo accosta alla Scapigliatura. Tentò fortuna con un dramma, Le Madri Galanti, che fece fiasco. Scrisse libretti per Verdi e un melodramma, Mefistofele, che ebbe insuccesso, ma poi trionfò. Nominato Senatore. Morì nel ’18.

Igino Ugo Tarchetti

Nato ad Alessandria. Carriera militare, ma la abbandonò per problemi di salute, andando a Milano. Si dedica all’attività letteraria, scrivendo romanzi, racconti e articoli di giornale. Morì a Milano. Ebbe un carattere anticonformista, incline alla solitudine, alla malinconia e alle fantasie macabre.

Naturalismo francese

Honoré de Balzac, autore del quadro della società francese nell’età della restaurazione (La Commedia Umana), analizza la natura umana. C’è anche Flaubert, autore di Madame Bovary, con la teoria dell’impersonalità. Esigenza di trasformare il romanzo in uno strumento scientifico, rappresentando la realtà anche nelle forme più crude. Zola scrive il romanzo sperimentale dove sostiene il metodo sperimentale applicato prima ai corpi inanimanti (chimica, fisica), poi ai corpi viventi (fisiologia) e ora applicato anche alla sfera spirituale. Sostiene che la scienza non ha ancora trovato le leggi che regolano la vita passionale e intellettuale dell’uomo, ma ci sono due principi: l’eredità biologica e l’influsso esercitato dall’ambiente sociale. Il fine della scienza è che l’uomo diventi padrone dei fenomeni per dominarli, nel romanzo sperimentale è impadronirsi dei meccanismi psicologici per poi poterli dirigere.

Gustave Flaubert

Nato a Rouen (Normandia) da famiglia borghese. Scrive Madame Bovary, storia di quotidianità provinciale, ispirata ad un fatto di cronaca. Grande successo. Subisce un processo per immoralità, ma viene assolto.

Emile Zola

Figlio di un ingegnere italiano e una francese, nato a Parigi. All’inizio scrive racconti romantici ed è attratto da idee positiviste. I primi lavori non ebbero successo, ma l’Assommoir sì, grazie allo scandalo che suscitò per la descrizione della degradazione umana degli operai parigini. Da lì divenne celebre e un gruppo di scrittori più giovani si raccolse intorno a lui, considerandolo un maestro, tra i quali Maupassant. Acquistò una villa vicino a Parigi per gli incontri con il gruppo. Altri romanzi: Nana, Gioia di Vivere, La Terra. Successivamente intraprese un nuovo ciclo, le Tre Città Lourdes, Roma e Parigi, in cui polemizzava contro la religione in nome della scienza. L’alcol inonda Parigi fa parte dell’Assommoir, piaga dell’alcolismo e degrado della società e di Parigi.

Verismo/Realismo Italiano

Nato a Milano negli anni ’70; romanziere scienziato, realista, in lotta in nome del progresso. Esaltazione dell’opera di Zola. Ne fanno parte due intellettuali conservatori meridionali, che operavano a Milano: Capuana e Verga. Capuana diffonde la conoscenza di Zola in Italia, in particolare dell’Assommoir. Non è una scuola o un movimento organizzato. Autori: Matilde Serao, Mario Pratise e D’Annunzio. Con gli anni ’90 il romanzo veristico, che ama rappresentare quadri sociali, collegando le psicologie agli ambienti, entra in crisi e viene soppiantato dal romanzo psicologico: non interessa più l’ambiente sociale o le mentalità semplici, ma si cerca una psicologia complicata di personaggi di più alta condizione e maggiore elevatura intellettuale.

Luigi Capuana

Nato a Mineo (Catania), agiato possidente agrario. Collabora come critico letterario e teatrale per varie riviste. A Milano è un divulgatore del Naturalismo francese ed elabora la poetica del Verismo Italiano. Raccoglie vari articoli su Zola, Verga ed altri in due volumi di Studi sulla Letteratura Contemporanea.

Giosue Carducci (1835-1907)

Nato a Valdicastello da una famiglia medio borghese. Studia a Pisa. Laureato in Lettere, fa l’insegnante nelle scuole secondarie. Collabora con periodici culturali. Carattere battagliero, sostenne molte polemiche letterarie e politiche. Premio Nobel per la Letteratura nel 1906 e morì l’anno dopo. Negli anni giovanili ebbe idee democratiche e repubblicane. Seguì con entusiasmo le vicende risorgimentali e subì una delusione alla conclusione del processo unitario con il trionfo della monarchia e della Destra Storica. Fece una violenta opposizione contro il nuovo governo, che gli costò la sospensione dall’insegnamento. Fu massone e anticlericale. Con gli anni modera le sue posizioni. Fu sostenitore della politica autoritaria di Crispi e delle sue imprese coloniali. Nella seconda parte della sua vita divenne poeta ufficiale dell’Italia Umbertina. Ama il mondo classico e non accetta la realtà del momento. Negli anni giovanili assume posizioni antiromantiche e forma un gruppo, gli “Amici pedanti”, per sostenere il gusto classico. Mirò alla restaurazione di una poesia aulica, disprezzando i generi popolari e i romanzi.

Prime raccolte di versi: Juvenilia, Levia Gravia (esercizi poetici classici). Giambi ed Epodi è una raccolta di poesie scritte. Il titolo allude alle forme metriche che gli antichi usavano per la poesia di satira. Sfoga le sue ire di democratico contro una classe politica corrotta, contro un costume immorale. L’Inno a Satana esprime violento anticlericalismo, con disdegno per la superstizione religiosa in nome della ragione, del progresso; ciò scatena delle polemiche e perde il posto di lavoro.

Rime nuove: età matura, più intima, legata al passato, ai ricordi. Scelte metriche che si rifanno alle forme tradizionali della lirica italiana, usata nel Medioevo. Queste poesie nascono dalle impressioni di lettura, da eventi storici (Comune Rustico); i periodi verso cui si orienta sono: Roma Repubblicana, il Medioevo comunale, Rivoluzione Francese, Risorgimento Italiano. Rievoca la propria infanzia, gioiosa, in contrapposizione con un presente grigio e deludente. Questa giovinezza si proietta nel paesaggio della Maremma (Davanti San Guido, Traversando la Maremma Toscana). Pianto Antico dedica a suo figlio Dante, morto a tre anni. Prime due quartine dedicate alla bella stagione, le altre dedicate alla morte.

Odi Barbare: abbandona i metri tradizionali italiani e cerca di riprodurre quelli classici (metrica greco-latina); alternanza di sillabe lunghe o brevi. Nella lingua italiana non esiste e quindi li riproduce con un ritmo accentuativo moderno. Definisce questo esperimento “barbaro” perché un greco/latino penserebbe che siano dette da un barbaro, ovvero da uno straniero che non sa parlare latino e quindi balbetta. Le Odi suscitarono scalpore e critiche, ma poi la novità fu assorbita e la metrica barbara entrò nel gusto corrente (imitato da D’Annunzio). Temi trattati: rievocazioni storiche e patriottiche, spunti intimi e autobiografici, tendenze evasive a rifugiarsi nel passato come paradiso perduto. Alla stazione in una mattina d’autunno impersonificazione del treno, che trascina via la donna che lui ama. Giornata piovosa. Moderna per via del treno.

Rime e Ritmi: ultima raccolta. Contiene odi celebrative (Piemonte). Sono quelle che fanno diventare Carducci il poeta ufficiale dell’età Umbertina (poeta vate). Vena poetica nuova, più vicina alla lirica decadente.

Giovanni Verga (1840-1922)

Nasce a Catania da una famiglia agiata di proprietari terrieri. Primi studi presso maestri privati, come Antonio Abate, da cui assorbì il patriottismo e il gusto letterario romantico, come testimonia il suo primo romanzo Amore e Patria. A 18 anni si iscrive alla facoltà di legge, ma non terminò i suoi corsi, preferendo dedicarsi al lavoro letterario e al giornalismo politico. Il suo gusto si forma con gli scrittori francesi moderni. Si reca a Firenze perché pensa che per diventare uno scrittore autentico doveva liberarsi dai limiti della sua cultura provinciale e venire a contatto con la vera società letteraria italiana. Si trasferisce a Milano ed entra in contatto con la Scapigliatura. Scrive tre romanzi: Eva, Eros e Tigre Reale (romantici). Ha successivamente una svolta verista con Rosso Malpelo. Seguono Vita dei Campi, il Ciclo dei Vinti con Malavoglia, Mastro-Don Gesualdo e lavora a La Duchessa di Leyra, senza però completarlo. Torna a vivere a Catania, dove si chiude in un silenzio quasi totale. Vita dedicata alla cura delle proprietà agricole e ossessione delle preoccupazioni economiche. Le sue posizioni politiche si fanno chiuse e conservatrici. Allo scoppio della I Guerra Mondiale è fervente interventista, nel dopoguerra è nazionalista. Pubblicando la novella L’amante di Gramigna, Verga aveva fatto capire che per lui la rappresentazione artistica deve possedere l’efficacia dell’essere stato, ovvero raccontato come se fosse vero. Deve essere anche raccontato in modo da porre il lettore faccia a faccia col fatto, per questo lo scrittore deve eclissarsi, cioè non deve comparire nel racconto con reazioni soggettive. L’autore dovrà mettersi nella pelle dei suoi personaggi tanto che l’opera dovrà sembrare essersi fatta da sé. Il lettore deve essere introdotto nel mezzo degli avvenimenti, senza la spiegazione degli antefatti; solo così si può eliminare ogni artificiosità letteraria. Il punto di vista dello scrittore non si avverte mai. Nei Malavoglia e nelle Novelle rappresenta ambienti popolari e rurali con personaggi incolti (pescatori, minatori…) la cui visione e linguaggio sono ben diversi da quelli dello scrittore borghese (eccezione: Mastro-Don Gesualdo). Non informa sui personaggi, sull’ambiente o sulla storia ma si arriva a conoscerli poco a poco. Se la voce narrante commenta e giudica i fatti, lo fa in base alla visione elementare e rozza della collettività popolare; si eclissa dall’opera perché non ha il diritto di giudicare il soggetto che rappresenta. Visione di Verga: posizioni radicalmente pessimistiche (società umana, animale e vegetale dominate dalla lotta per la vita). Ciò è immodificabile, non ci sono alternative alla realtà esistente. Visioni atee, senza consolazione religiosa. Rifiuto per ideologie progressiste, democratiche e socialiste, poiché era conservatore. Rappresenta l’oggettività delle cose. No atteggiamento populistico (pietà sentimentale per le miserie degli umili). Anche il mondo campano è retto dalle stesse leggi del mondo moderno, ovvero l’interesse economico, l’egoismo e il conflitto tra gli uomini.

Romanzi Romantici: Pubblica a Catania Una Peccatrice, fortemente autobiografico. A Firenze termina Storia di una Capinera, romanzo sentimentale. Eva, Eros e Tigre Reale. Clima ancora tardo romantico, rappresenta ambienti aristocratici o della bohème artistica.

Romanzi Veristi: dopo un silenzio di tre anni, esce un racconto che...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ChiaraPagnotta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Il moderno nella letteratura italiana del Novecento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scienze letterarie Prof.
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