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Il climaterio urbano

Tra pochi anni, la popolazione urbana supererà la popolazione rurale, e il 95% di questo accumulo interesserà le aree urbane dei paesi in via di sviluppo. Ciò porterà a una crescita della disuguaglianza dentro le città, in quanto la maggior parte della crescita della popolazione avverrà su città di seconda fascia, dove è nulla la pianificazione su come accogliere le persone e fornire loro adeguati servizi.

La campagna, oltre ad assistere a un fenomeno di migrazione, sta anche urbanizzandosi in situ. Il risultato di questa collisione tra rurale e urbano è un paesaggio ermafrodito, una città (Sieverts), priva di un centro chiaramente percepibile. L'urbanizzazione del terzo mondo ha continuato per tutti gli anni '80 nonostante la caduta dei salari, l'aumento dei prezzi e una disoccupazione urbana alle stelle. I governi nazionali, strangolati dai debiti, sono finiti soggetti ai Programmi di aggiustamento strutturale (Pas) e alle condizioni del Fondo monetario internazionale (Fmi). Pas e politiche di liberalizzazione economica promuovevano la decontadinizzazione, esponendo i contadini poveri a fenomeni come siccità, inflazione e tassi d'interesse.

Le città, nonostante la loro crescita stagnante o negativa, hanno raccolto i frutti di questa crisi agraria mondiale: l'iperindustrializzazione è trainata dalla povertà e non dall'offerta di posti di lavoro.

La prevalenza degli slum

Rapporto dell'UN-Habitat

La prevalenza degli slum è il tema principale di un rapporto storico del 2003 dell'UN-Habitat, "The Challenge of Slums", l'Agenzia dell'ONU per gli insediamenti umani. Il rapporto ammonisce sulla catastrofe mondiale che è la povertà urbana. Il termine "slum" fu usato per la prima volta nel 1812 come sinonimo di racket o di traffico criminale; a metà '800 gli slum furono riconosciuti come un fenomeno internazionale. Gli slum sono caratterizzati da abitazioni fatiscenti, malattia, miseria e vizio. Gli autori di The Challenge of Slums rifiutano la visione vittoriana che vedeva gli abitanti degli slum come una popolazione sordida e criminale, ma conservano la definizione classica di slum quale luogo caratterizzato da sovraffollamento, strutture abitative scadenti e accesso inadeguato ad acqua e servizi.

Il rapporto evidenzia però come la maggior parte dei poveri viva in realtà al di fuori degli slum. Il numero di poveri urbani corrisponde circa alla metà della popolazione urbana mondiale, ed è comunque difficile avere dati precisi perché queste realtà sono spesso sottostimate dalle varie nazioni. I megaslum nascono quando le baraccopoli e le comunità di occupanti abusivi si fondono.

Strategie di riparo

Per alcuni, essere vicino al posto di lavoro è ancora più importante rispetto all'avere un tetto sulla testa, per altri un terreno gratuito vale la pena di epiche peregrinazioni tra la periferia e il centro. Secondo Soliman, esistono quattro strategie di riparo adottate dai poveri del Cairo, ma riscontrabili in quasi tutte le città:

  • Affitto di un appartamento
  • Abitazione informale in zona centrale
  • Insediamento abusivo del suolo pubblico
  • Comprare un suolo in una delle aree di sviluppo

Modelli urbani nel mondo

Nel primo mondo esistono due tipi di città:

  • "A ciambella", tipiche degli USA, con poveri concentrati al centro
  • "A piatto", Europa, con poveri e disoccupati bloccati in periferia

Il modello dominante nel terzo mondo rimane quello dell'espulsione dei poveri dal centro. Alcune città del terzo mondo ripropongono invece il modello americano. Raramente vivere per strada, su un marciapiede è gratuito, ma è necessario pagare una somma a poliziotti, sindacati, ecc.

Sviluppo nelle aree urbane marginali

Lo sviluppo nelle aree urbane marginali delle città del terzo mondo assume due forme principali:

  • Insediamento abusivo: Possesso della terra senza vendita o titolo; gli occupanti sono spesso costretti a pagare tangenti ai politici, alla malavita o alla polizia per avere accesso ai siti e continuare a pagare per anni il "canone d'affitto". Queste occupazioni dei suoli sono spesso sincronizzate con vicende favorevoli, come un'elezione incerta, una catastrofe naturale, un colpo di stato o una rivoluzione. Squatting: essenzialmente gli squatters occupano terre inaffittabili, che hanno un così scarso valore che nessuno si prende la briga di rivendicare o imporre il diritto di proprietà.
  • Urbanizzazione pirata: La terra passa di mano attraverso acquisizioni legali; è una privatizzazione dell'occupazione abusiva. Diversamente dagli autentici abusivi, i residenti di una lottizzazione pirata ottengono la titolarità del loro lotto in due modi:
    • Titolarità giuridica: Il proprietario può addirittura incoraggiare i residenti a organizzarsi come invasori di terra, cosicché lo Stato sia poi costretto a garantirgli un indennizzo e a farsi carico dello sviluppo strutturale.
    • Titolarità di fatto: La terra è di proprietà demaniale, ma gli occupanti acquistano una garanzia di usufrutto da politici, leader tribali o organizzazioni criminali. Le lottizzazioni pirata sono in genere divise in lotti uniformi ma i servizi sono poi rudimentali o inesistenti.

L'abitare informale ha visto una rapida crescita di specifici subsettori dell'affitto: gli affittuari sono in genere i più invisibili e indifesi tra gli abitanti degli slum, e in caso di una ristrutturazione o di uno sfratto non hanno diritto ad alcun risarcimento o diversa sistemazione. Quasi tutte le città non hanno dati sul numero di unità abitative formali ed informali.

Il tradimento dello stato

Come mai gli slum sono cresciuti lentamente nella prima metà del XX secolo? Prima, il massiccio trasferimento della povertà rurale nelle città veniva ostacolato da equivalenti economici e politici delle mura cittadine. Una delle barriere principali è stato il colonialismo europeo che, nella sua forma più estrema, negava alle popolazioni il diritto di proprietà del terreno urbano (apartheid - livello estremo). Alla fine, però, questo ideale di "città bianche campagne nere" si è scontrato con la necessità del mercato del lavoro oltre che con l'eroica resistenza delle vittime. I britannici sono stati probabilmente i più grandi creatori di slum, ma anche gli altri imperi hanno tentato di limitare e controllare la migrazione rurale. Anche lo stalinismo asiatico cercò di tamponare l'afflusso dalle campagne; il maoismo limitava la crescita della popolazione urbana.

Più che le carestie e i debiti, sono le guerre civili e le pratiche controinsurrezionali le leve più efficaci dell'urbanizzazione informale negli anni '50 e '60. Fin dall'inizio, le popolazioni profughe con base negli slum sono state pesantemente dipendenti da benefattori politici e apparati politici corrotti. Nei paesi dell'Africa subsahariana, la campagna comincia a riversarsi in città subito dopo l'indipendenza. A Città del Messico, la strategia anti-slum e di crescita controllata si rivelò incompatibile con il bisogno di manodopera a basso prezzo di industriali e con la richiesta di alloggi economici da parte dei lavoratori. Lo slum non rappresentava l'inevitabile futuro della città; nei primi anni '60, infatti, a Cuba si cominciò a rimpiazzare le famigerate baraccopoli dell'Avana con case prefabbricate erette dagli stessi residenti (programma che ormai procede a passo di lumaca e che ha avuto una forte battuta d'arresto dopo la caduta dell'URSS).

Nel resto del terzo mondo, l'idea di uno stato interventista fortemente impegnato nell'edilizia sociale e nello sviluppo dell'occupazione sembra un miraggio. I governi hanno sempre abdicato a qualsiasi serio sforzo per combattere gli slum e risolvere i problemi della marginalità urbana. Questo atteggiamento dei governi nazionali nell'offerta di case è stato ribadito dal Fmi e dalla Banca Mondiale: i Pas imposti alle nazioni debitrici nei tardi anni '70 e negli anni '80 imponevano il ridimensionamento dei programmi governativi e spesso la privatizzazione dei mercati abitativi.

Gli enti che progettano lo svuotamento degli slum...

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher teto84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni giuridiche, sicurezza e mutamento sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Marotta Gemma.
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