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Internet, il www e i loro servizi

Il nostro calcolatore è collegato ad altri simili per mezzo di linee di comunicazione: una complessa interconnessione di rete che per semplicità chiamiamo Internet, grazie alla quale i calcolatori si scambiano informazioni. Questo scambio di informazioni assume due forme principali:

  • Scambio asimmetrico, nel quale un server fornisce informazioni ad un client che le richiede e le utilizza. Il sito vero e proprio (cioè il complesso di informazioni costituito da pagine testuali, immagini, file multimediali, ecc.) risiede su un server, il cui scopo è quello di fornire quelle informazioni a coloro che le richiederanno. Un utente che "si collega al sito" svolge il ruolo di cliente, usando un’opportuna applicazione (cioè un programma), sfrutta l’interconnessione di rete per raggiungere il server e richiedergli un certo servizio. Nel caso del sito Web che stiamo discutendo, l’applicazione è un browser (come Firefox, o Internet Explorer, o Safari) e il servizio è la fornitura di una specifica pagina del sito in questione. Il dialogo tra cliente e server avviene secondo una specifica modalità di comunicazione, che in gergo tecnico si chiama protocollo. Nel nostro esempio del sito Web, il protocollo usato sarà, con grande probabilità, il protocollo HTTP.
  • Scambio simmetrico, in cui due entità scambiano informazioni comunicando sullo stesso piano (peer-to-peer).

Internet è una rete planetaria di reti interconnesse che condividono un unico spazio di indirizzi e che comunicano sulla base dei protocolli TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol).

Ipertesto e World Wide Web

Ipertesto è un documento che contiene al suo interno link (collegamenti, puntatori) ad altri documenti o a sezioni dello stesso documento. Le informazioni sono organizzate non in modo sequenziale, ma reticolare; l’utente può saltare da un punto all’altro del documento (o da un documento all’altro) seguendo i link.

World Wide Web è un ipertesto multimediale distribuito e realizzato su internet, basato sul protocollo HTTP e dotato di un’interfaccia di facile uso.

Server e client

Server è un programma o calcolatore che fornisce i servizi ai client, mettendo a disposizione le informazioni sotto forma di documenti ipertestuali in formato HTML che sono residenti sul server stesso. Quando un client inoltra mediante il protocollo HTTP la richiesta di una risorsa, questi invia al client le varie componenti che costituiscono il documento. Le risorse costituiscono ciò che possiamo chiamare un "sito Web".

Client è un programma o calcolatore che richiede servizi ad un server, accedendo ai documenti multimediali memorizzati sui server attraverso un indirizzo che individua univocamente i documenti multimediali sulla rete.

Browser è un'applicazione di un client che, fornendo un’interfaccia, permette di collegarsi ai server visualizzando i documenti così ottenuti e passando ad altri tramite i collegamenti ipertestuali. Tra i più comuni: Internet Explorer e Firefox.

Protocollo

Protocollo è un insieme di regole e convenzioni da rispettare affinché due calcolatori possano comunicare, accordo tra due parti sulle modalità con cui la loro comunicazione debba procedere, specifica in che modo un client debba rivolgersi ad un server per richiedere un certo servizio e quali azioni debba intraprendere il server per soddisfare la richiesta. HTTP è il protocollo più comune per la trasmissione di risorse sul www, ma non l’unico. HTTPS (S sta per secure) garantisce lo scambio di informazioni riservate che viaggiano codificate, ovvero crittografate.

HTTP e HTTPS sono protocolli pensati per comunicare in modo asincrono: il server invia l’informazione, il browser la riceve, la memorizza e la visualizza. Il tempo che intercorre in queste operazioni non è significativo per l’informazione stessa (un documento non cambia se è visualizzato in pochi millisecondi o in qualche secondo). Ma per comunicare informazione multimediale (suono, video, ecc.) occorrono protocolli che tengano conto dei ritardi di comunicazione e ricostruiscano a destinazione l’informazione con la minor perdita di qualità possibile. Esistono diversi protocolli per questo scopo, tra questi la famiglia dei protocolli RealTime che permette la comunicazione di audio e video.

Un solo browser permette l’accesso a diversi protocolli mediante l’uso di programmi ausiliari che si chiamano plug-in o helper, in grado di estenderne le funzionalità, come ad esempio Acrobat Reader (plug-in per documenti in formato PDF) o Adobe Flash Player.

URL e funzionamento del browser

URL (Uniform Resource Locator) è l’indirizzo di una risorsa, la sequenza di caratteri di cui un browser ha bisogno per accedervi. Vi si identificano due parti principali: il protocollo da utilizzare (http) e l’indirizzo del documento sul www, composto dal nome del dominio che indica un server ed eventualmente il nome che indica lo specifico documento, tra tutti quelli presenti sul server, richiesto.

Il funzionamento dell’indirizzo del server può essere:

  • Direttamente fornito dall’utente, inserendolo o digitandolo nella barra di navigazione.
  • Ottenuto mediante un link ipertestuale presente in un documento già visualizzato.

Il browser richiede al server il documento che deve essere visualizzato, le varie parti del documento (testo, figure, animazioni, suoni, ecc.) vengono ricevute, il browser inizia la visualizzazione del documento secondo le indicazioni presenti nel documento stesso, il browser si rimette in attesa dell’azione dell’utente: in particolare, quando l’utente clicca su un link, viene iniziata una nuova connessione con un server. A queste funzionalità di base, i browser di moderna generazione associano molte altre funzioni organizzative, per rendere più semplice e sicura la navigazione nel Web, come la possibilità di memorizzare i siti preferiti, gli ultimi visitati così da poter tornare su alcuni di essi, la possibilità di bloccare o attivare alcune funzionalità relative alla sicurezza della navigazione.

Web 2.0

Durante gli ultimi anni si sono diffusi alcuni strumenti tecnologici che hanno cambiato questa percezione asimmetrica permettendo all’utente comune (cioè digiuno di tecnologia e di programmazione HTML) di interagire con i server non solo per accedere all’informazione ma anche per creare testi e documenti multimediali, metterli a disposizione potenziando l’interconnessione tra gli utenti e l’interazione sociale, controllare in certa misura come e da chi quell’informazione può essere acquisita. L’organizzazione tecnologica sottostante rimane quella client-server, è l’uso che ne viene fatto ad essere cambiato. Nel gergo della rete, si indica con "Web 2.0" questa percezione/fruizione del Web come partecipazione, riferendosi invece con la sigla "Web 1.0" al tradizionale Web come fonte d’informazione.

  • Blog: sito mantenuto da un utente che vi scrive con una certa regolarità. Come in un diario i contenuti sono mantenuti distinti per data di creazione e possono essere sia testuali che comprendere risorse multimediali e link ad altre pagine. Una componente importante è la possibilità dei lettori di aggiungere commenti che configura i blog come uno strumento di comunicazione e aggregazione sociale tra gli utenti, e la facilità di utilizzo per utenti con nessuna competenza tecnologica specifica.
  • RSS: un documento RSS, chiamato in gergo feed, consiste in un elenco di risorse corredate da sommario e da altri dati come data, autore ecc. Raccoglie documenti simili e li rende disponibili in modo sintetico, automatico e in formato standard attraverso la possibilità di iscriversi (subscribe), in maniera tale da accedere in ogni momento alla versione più aggiornata del feed.
  • Podcast: è una sequenza di media digitali (suoni e/o video) distribuiti su internet, scaricabili automaticamente, via via che sono resi disponibili e riproducibili ovunque, anche off-line, mediante riproduttori quali mp3, iPod ecc. Il termine deriva da Apple iPod (primo riproduttore di media digitali per il quale fu resa disponibile questa forma di distribuzione) e broadcasting (trasmissione, distribuzione).
  • Wiki: è un sistema che mantiene una collezione di pagine web progettata in maniera tale che ogni suo utente possa modificare in maniera immediata o contribuire al suo contenuto attraverso un semplice linguaggio di markup e un metodo collaborativo tra gli utenti che possono legittimamente accedervi. Solitamente è possibile la modifica del contenuto ma non dell’aspetto delle pagine, sono usati in ambito aziendale o scolastico per la realizzazione di strutture e documenti frutto di molte interazioni. La sua natura aperta lo rende molto vulnerabile agli attacchi, per questo spesso viene usato un sistema di autentificazione, ma esistono anche wiki completamente aperti e modificabili, come Wikipedia, un’enciclopedia multilingue in cui il forte controllo sociale e intervento degli utenti permettono veloci tempi di reazione per risolvere problemi di modifiche immotivate.
  • Comunità virtuali e reti sociali: La disponibilità di mezzi di comunicazione ed interazione semplici, efficaci ed economici ha permesso l’utilizzo di Internet come mezzo di socializzazione. In questo modo si è resa possibile un’interazione significativa (in termini di tempo, di quantità di informazione scambiata e anche di legami emotivi) tra persone che non solo non avrebbero mai avuto la possibilità di interagire, ma che, di fatto, spesso non si incontrano mai di persona. Il risultato è quello noto come "comunità virtuali", cioè gruppi di persone che condividono un interesse comune (di carattere professionale, sociale, ricreativo o altro) e interagiscono tra loro in via principale (e talvolta esclusiva) attraverso strumenti di comunicazione quali la posta elettronica, i messaggi istantanei o sistemi di socializzazione basati su Web, come ad esempio MySpace e Facebook. Tratti comuni e possibili caratteristiche:
    • Ogni utente è contraddistinto da un profilo, che contiene una sua descrizione, fornita dall’utente stesso.
    • È possibile effettuare delle ricerche sui profili degli altri utenti e stabilire delle connessioni di "amicizia", o di "preferenza" talvolta simmetriche (cioè necessitano dell’approvazione di entrambi gli utenti) talvolta asimmetriche.
    • È in genere possibile limitare la visibilità del proprio profilo (o di parte di esso) ad alcune classi di utenti (per esempio ai soli "amici").
    • La possibilità di pubblicare ampie risorse multimediali (foto, o video) associate al proprio profilo, fino ad arrivare a veri e propri blog.
    • La disponibilità di inviare messaggi istantanei ad altri utenti e di organizzare discussioni in aree a ciò dedicate (forum).
    • La possibilità di sistemi aperti a tutti o sistemi chiusi (appartenenti ad una specifica organizzazione, per esempio aziendale, o che accettano nuovi utenti solo per invito).

Sicurezza web

La trasmissione dei dati sul www non è sicura, nel senso che può essere intercettata a meno di non prendere particolari precauzioni. Opportune applicazioni non troppo sofisticate e liberamente disponibili permettono di sniffare, “ascoltare” le comunicazioni in transito, il cui uso è vietato dalla legge ma tecnicamente possibile e alla portata di molti, dunque non è buona politica comunicare dati riservati, come numeri di carta di credito o istruzioni operative su conti bancari tramite protocolli in chiaro (ovvero in cui è possibile ricostruire la comunicazione tra browser e server) come HTTP, mentre è maggiormente sicuro utilizzare ad esempio HTTPS che, nel caso di intercettazione, dà come risultato una sequenza di caratteri incomprensibili, poiché crittografato, a meno che non si riesca a decodificare il messaggio. Il suo uso è in genere segnalato esplicitamente con un’icona apposita, spesso un lucchetto chiuso, che compare durante il suo utilizzo.

Per quello che riguarda la tutela della nostra riservatezza possiamo specificare che, nonostante il browser, essendo un’applicazione del nostro calcolatore, sia spesso a conoscenza di numerose informazioni personali come nomi-utente, password e siti visitati, per ogni risorsa richiesta da esso ad un server quest’ultimo ricorda: tipo di browser (IE, Firefox, ecc.); data ed ora; sistema operativo; indirizzo IP da cui proviene la richiesta; pagina precedentemente visitata, pur ammettendo la possibilità di buchi di sicurezza nei browser che permettono attraverso l’invio di programmi dal server di accedere alle risorse del calcolatore. Sono tuttavia casi molto rari e programmi disabilitabili.

Cookie

Il cookie è un piccolo file che il server chiede al browser di memorizzare sul disco dell’utente permettendogli di riconoscere quando uno stesso utente sta richiedendo alcuni servizi specifici per esso (come le caselle postali sul web: hotmail.com o mail.yahoo.it).

I cookie temporanei sono creati al momento in cui inizia una sessione con un server e sono cancellati al termine della sessione stessa. Sono usati per riconoscere lo stesso utente via via che si muove tra le pagine del sito. Ad esempio, quando ci colleghiamo con un negozio online e attiviamo il nostro account, il server scarica un cookie temporaneo, che rimane attivo fino a quando non ci scolleghiamo dal negozio stesso. Il cookie serve al negozio per riconoscere che è sempre lo stesso utente a chiedere determinate pagine; serve a gestire in modo corretto il carrello della spesa e così via.

I cookie permanenti sono invece creati al primo collegamento con un certo server e rimangono sul nostro disco anche dopo la chiusura della sessione. Le informazioni presenti in un cookie dipendono dal sito che lo genera. Nella maggior parte dei casi è solo una serie di caratteri generata in modo casuale, un numero, diverso per ogni utente, che essendo trasmesso ogni volta che il browser si collega di nuovo con il server ne permette il riconoscimento in anonimato. Alcuni siti memorizzano informazioni che individuano un utente in modo personale in un cookie (per esempio il nostro nome, o il nostro indirizzo mail), ma solo se questa informazione è stata comunicata precedentemente, così da poter raccogliere informazioni specifiche per quell’utente.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica di base e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Tomasi Francesca.
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