FISICA I
(docente Maria Adele Dodero)
Testo di riferimento
Fisica 1 (Raymond A. Serway)
Lezione 1 (22 settembre 1999)
Introduzione al corso: prerequisiti richiesti, programma, modalità d'esame, ecc.…
Lezione 2 (27 settembre 1999)
“scienza sperimentale”.
La fisica è una
Le sue leggi sono infatti state “verificate” tramite degli opportuni esperimenti (riproducibili da
chiunque si ponga nelle condizioni idonee).
Per studiare un fenomeno fisico occorre prima di tutto effettuare una osservazione di tipo
“qualitativo” (es. “un corpo privato di sostegno cade verso terra”), poi occorre considerare quali
“grandezze fisiche” caratterizzano il fenomeno (es. “velocità”, “massa”, ecc.), in quale “misura” e
in che modo queste grandezze interagiscono fra loro.
Misura di grandezze fisiche
Misurare una grandezza fisica significa effettuare un “confronto” fra la grandezza da misurare e un
“campione”, opportunamente scelto, in modo da stabilire una corrispondenza univoca tra la
grandezza stessa e un “numero” che ne rappresenta la “misura” nell’unità di misura prescelta.
Una misura ha significato solo se si specifica l’unità di misura presa in considerazione.
N.B.
Dal momento che la precisione di una misura è sempre limitata (dipende dalla precisione dello
strumento utilizzato, dalla tecnica con la quale si esegue la misura e dalla possibilità, sempre
presente di errori accidentali) bisognerebbe sempre associare, ad ogni misura, il relativo “errore”.
Leggi fisiche
Definire una “legge fisica” significa individuare le relazioni che legano fra loro le varie grandezze
fisiche che compaiono nel fenomeno.
N.B. Dal momento che tutte le misure delle grandezze effettuate contengono degli errori il
risultato ottenuto con l’applicazione della legge fisica conterrà a sua volta degli errori (in
base alla “legge di propagazione degli errori”).
Visto che, in base a quanto detto sopra, le grandezze fisiche non sono “indipendenti”, ma collegate
fra loro, è possibile scegliere un numero minimo di grandezze fisiche indipendenti ed esprimere
tutte le altre in funzione di quelle prescelte.
Nel campo della “fisica meccanica” sono state scelte tre grandezze fisiche indipendenti
fondamentali: lunghezza, massa e tempo (indicati rispettivamente con L, M e T).
Per quantificare queste grandezze si utilizzano comunemente le unità di misura del Sistema
Internazionale (S. I.) e cioè il metro (m.), il chilogrammo (Kg.), e il secondo (s.).
– http://informatici.altervista.org
Appunti trovati in rete scaricati da Quelli di Informatica 1
In precedenza venivano utilizzati anche altri due “sistemi di misura”:
il sistema M. K. s. (cioè metro, chilogrammo e secondo)
il sistema c. g. s. (cioè centimetro, grammo e secondo)
Il S. I. si differenzia dal sistema M. K. s. in quanto comprende anche l’unità di misura di una
Nota quarta grandezza fisica fondamentale (presente nello studio dell’elettromagnetismo):
l’intensità di corrente che viene misurata in ampere (A.).
Equazioni dimensionali
Di ogni grandezza fisica è possibile dare una “equazione dimensionale”, cioè un’equazione che
esprima la grandezza fisica presa in considerazione in “funzione” di L, M e T.
Esempi
la velocità è una grandezza fisica derivata che si esprime in funzione dello spazio percorso e
dx
1
del tempo impiegato:
v da cui : [ v ] [ L T ]
dt dv
2
l’accelerazione, a sua volta, può essere ricavata dalla velocità:
a da cui : [ a ] [ L T ]
dt
Nella formulazione di una “legge fisica” bisogna tenere conto della “omogeneità dimensionale”,
cioè le equazioni dimensionali dei due membri dell’equazione che esprime la legge stessa devono
essere equivalenti (in caso contrario significa che sono presenti degli errori).
2 -2 2
Esempio: h(t) = h - ½gt [L] = [L] - [L T ] T [L] = [L]
0 è un numero e, quindi, “adimensionale”
(da notare che il valore ½
)
Grandezze fisiche “scalari” e “vettoriali”
Le grandezze fisiche possono essere di due tipi:
sono le grandezze per le quali è sufficiente conoscerne il valore nell’unità di misura
scalari prescelta (es. tempo, temperatura, ecc.);
sono le grandezze individuate tramite l’utilizzo di un “vettore”, cioè quelle grandezze
vettoriali per le quali occorre definire, oltre al modulo, anche una direzione e un verso (es.
velocità, spostamento, accelerazione, ecc.).
C I N E M A T I C A
La cinematica è la parte della fisica che studia il movimento dei corpi (senza però occuparsi delle
cause che hanno prodotto il movimento stesso, che sono invece oggetto di studio della “dinamica”).
Cinematica del punto
Per studiare il movimento di un corpo è necessario avere a disposizione:
un sistema di “coordinate spaziali” (es. (x,
coordinate cartesiane y, z) con i versori
associati );
( i , j , k )
un “orologio” (per misurare gli intervalli di tempo).
– http://informatici.altervista.org
Appunti trovati in rete scaricati da Quelli di Informatica 2
Studiare il movimento di un corpo significa, infatti, studiare la sua posizione, nelle coordinate
considerate, rispetto al tempo.
Un oggetto è considerato un “punto materiale” quando le sue dimensioni possono essere trascurate,
cioè quando le sue dimensioni sono molto più piccole (come ordine di grandezza) rispetto alle
dimensioni del problema che sto considerando.
Non è quindi importante considerare le dimensioni “assolute” dell’oggetto considerato, ma le sue
dimensioni “relative” all’interno del contesto preso in esame.
Moti unidimensionali (moto rettilineo)
utilizzare un solo asse coordinato (ad esempio l’asse
Nello studio del moto rettilineo è sufficiente
x). In questo caso le grandezze vettoriali (spostamento, velocità e accelerazione) avranno la stessa
direzione del versore del “modulo”.
. Possiamo quindi effettuare i calcoli tenendo conto solo
i
0 x
x x
1 2
Supponiamo che sia: x = posizione dell’oggetto all’istante t
1 1
= posizione dell’oggetto all’istante t
x
2 2
Definiamo “spostamento” del corpo lo spazio percorso dallo stesso nell’intervallo di
Definizione: tempo ( ) e lo indichiamo con .
t t t x x x
2 1 2 1
) se si tratta di un “moto progressivo”, cioè che
Questo spostamento può essere positivo (x > x
2 1
avviene nello stesso verso di “moto regressivo”.
, oppure negativo (x < x ) se si tratta di un
i 2 1
Definizione: Definiamo “velocità media” di un corpo il rapporto tra lo spazio percorso e il tempo
x
impiegato a percorrerlo: .
v v
m t
La velocità media non fornisce però un’informazione “reale”, ma solo un’indicazione “media”.
Per ottenere informazioni più precise occorre restringere gli intervalli di tempo considerati.
Supponendo di arrivare a intervalli di tempo infinitesimali otteniamo:
x dx
Definizione: “Velocità istantanea”:
v lim
t dt
t 0
= velocità dell’oggetto all’istante t
Supponiamo ora che sia: v
1 1
= velocità dell’oggetto all’istante t
v
2 2
v
“Accelerazione media”: v
Definizione: (con = v - v )
a a 2 1
m
t
Come nel caso della velocità media, anche l’accelerazione media non fornisce un’informazione
reale. Per ottenere informazioni più precise occorre, anche in questo caso, restringere gli intervalli
di tempo considerati. Supponendo quindi di arrivare a intervalli di tempo infinitesimali otteniamo:
2
v dv d x
Definizione: “Accelerazione istantanea”: .
a lim 2
t dt
t 0 dt
– http://informatici.altervista.org
Appunti trovati in rete scaricati da Quelli di Informatica 3
Possiamo considerare due tipi di “moto rettilineo”:
a) Il moto rettilineo uniforme
b) Il moto rettilineo uniformemente accelerato
Nel primo caso la velocità si mantiene costante (sia in modulo che in direzione e verso) e quindi
l’accelerazione è uguale a zero.
Questo è l’unico caso nel quale ciò è possibile. Infatti, negli altri casi, pur non variando il modulo, il
vettore velocità non può essere costante in quanto varia la direzione e/o il verso e, di conseguenza,
l’accelerazione è sempre diversa da zero.
Considerando quindi che v = v e a = 0, calcoliamo la “equazione oraria del moto”, cioè la
0
posizione dell’oggetto in funzione del tempo e della sua posizione iniziale:
dx integrando ambo i membri (con “c” costante
v v v dx v dt dx v dt x v t c
0 0 0 0 0
dt
arbitraria).
La costante arbitraria “c” deve essere valutata sulla base delle “condizioni iniziali”. Se infatti,
nell’equazione ottenuta, poniamo “t = 0”, otteniamo “x = c”. In pratica la costante rappresenta la
posizione dell’oggetto nell’istante t iniziale.
, cioè nell’istante
0
Chiamando x la posizione iniziale dell’oggetto otteniamo quindi la seguente equazione oraria del
0
moto rettilineo uniforme: x = x + v t.
0 0
Nel caso del moto rettilineo uniformemente accelerato, invece, è l’accelerazione a mantenersi
costante. Operando in modo analogo al precedente possiamo quindi calcolare la relativa equazione
oraria in funzione del tempo e della posizione e velocità iniziale di un oggetto:
dv integrando ambo i membri (con v = velocità
a a a dv a dt dv a dt v a t v 0
0 0 0 0 0 0
dt
iniziale). dx , possiamo sostituire questo valore nell’equazione precedente ottenendo:
Dal momento che
v dt
dx 1
integrando ambo i membri 2
v a t dx v dt a t dt dx v dt a t dt x c v t at
0 0 0 0 0
dt 2
la posizione iniziale dell’oggetto otteniamo l’equazione oraria del moto
Chiamando nuovamente x
0 2
rettilineo uniformemente accelerato: x = x + v t + ½ a t .
0 0
Lezione 3 (28 settembre 1999)
Riepilogo lezione precedente:
Moto rettilineo uniforme: a = 0 v = cost.
x x v t
0 0
accelerazione velocità spostamento
a v x x = x + v t
0 0
v = v (
0 v > 0)
x 0
a = 0
t t t
O O O
– http://informatici.altervista.org
Appunti trovati in rete scaricati da Quelli di Informatica 4
1
2
Moto rettilineo uniformemente accelerato: a = cost v = v + at
x x v t at
0 0 0 2
accelerazione velocità spostamento
x
a v 2
x = x + v t+½at
v = v + a t 0 0
0 0
a = a (a (a
0 > 0) > 0)
v x
0 0
t t t
O O O
Prendendo in considerazioni le equazioni del moto rettilineo uniformemente accelerato è possibile
esprimere la relazione tra lo spostamento e i valori di accelerazione, velocità iniziale e velocità
finale (eliminando dall’equazione la variabile “tempo”) nel seguente modo:
v v
0
Dall’equazione possiamo ricavare:
v v at t
0 a 1
2
Sostituendo questo valore di “t” nell’equazione si ottiene:
x x v t at
0 0 2
2 2 2 2 2
2
2
v v v v v v v v v 2 v v v v v v v v
1 1 1 v 1
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
x x v a a
0 0
2
a 2 a a a 2 a a 2 a 2 a a
a
2
2
v v 0
Quindi possiamo affermare che:
x x 0 2 a
Osservazione
Occorre tenere presente che alcune delle grandezze fisiche considerate sono in realtà delle
grandezze vettoriali. Finora abbiamo indicato solo i moduli di tali grandezze in quanto, trattandosi
di un moto “rettilineo” non si hanno cambiamenti di direzione o verso dei relativi vettori.
In effetti però sarebbe più esatto indicare le grandezze considerate nel seguente modo:
Spostamento lungo l’asse delle x:
x i x
x dx
Velocità media: Velocità istantanea:
v i v
m
t dt 2
v dv d dx d v
Accelerazione media: Accelerazione istantanea:
a i a i i i
m 2
t dt dt dt
dt
Caduta libera dei gravi
Un oggetto posto in vicinanza della superficie terrestre è sottoposto ad un’accelerazione g, diretta
secondo la verticale del luogo, che prende il nome di “accelerazione di gravità” e ha un valore di
2
circa 9,8 m/s . g Nota
Supponiamo il vettore g costante in modulo, direzione e verso.
In realtà questi vettori non sono paralleli, ma puntano verso il centro della
TERRA Terra (vedi disegno a lato).
Tuttavia, se si prende in considerazione una superficie molto piccola (in
– http://informatici.altervista.org
Appunti trovati in rete scaricati da Quelli di Informatica 5
relazione al raggio della Terra), è possibile considerare tali vettori
paralleli, trascurando la curvatura della superficie considerata.
In realtà anche il modulo del vettore g non è costante, bensì varia in base alla distanza. Anche in
questa caso è comunque possibile considerare questo valore costante per distanze molto piccole
rispetto al raggio terrestre.
L’accelerazione di gravità è una costante valida per ogni corpo in modo del tutto indipendente
N.B. dalla sua “massa”: due corpi lasciati cadere nel vuoto cadono esattamente alla stessa velocità.
differenze di velocità osservate nella vita quotidiana sono dovute alla “resistenza”
(Le
esercitata dall’aria).
Caduta di gravi Moto uniformemente accelerato
v =0 y = altezza iniziale
0 0
y 2
g = 9,8 m/s ( a = - j)
g j 9 ,
8
y g
0
v v gt gt
0 1 1
2 2
y y v t gt y gt (*)
0 0 0
j 2 2
t
O 2 y
1 2 0
nell’equazione (*):
Il tempo di caduta si ricava ponendo y = 0 .
y gt 0 da cui : t
0 2 g
è possibile calcolare la velocità dell’oggetto quando tocca il suolo:
Conoscendo t .
v gt 2 y g
f 0
Nota: trasformazione tra km/h e m/s km
v
3 3
1 Km 10 m km 10 m v m m h km m
e
v v v v v 3
, 6
3
3 h 3
, 6 s s 3
,
6 h s
3
,
6 10 s
1 h 3
,
6 10 s
Moti curvilinei r posizione del punto materiale all’istante t
1 1
r posizione del punto materiale all’istante t
2 2
y s spostamento della particella lungo la traiettoria
r persa l’informazione relativa alla traiettoria
(viene
r s effettiva)
r 1
r traiettoria effettiva compiuta dal punto materiale
2 x r
r r r
2 1
v
m t
t t t
z 2 1
Per avere informazioni più dettagliate occorre “restringere” l’intervallo di tempo t.
– http://informatici.altervista.org
Appunti trovati in rete scaricati da Quelli di Informatica 6
r d r
dr ds (spostamento infinitesimo lungo la traiettoria)
v lim t d t
t 0
La velocità istantanea ha direzione “tangente” alla traiettoria nel punto considerato.
Possiamo pensare di scomporre il vettore velocità indicandone separatamente il “modulo” e la
“direzione”. Per far questo utilizziamo un “versore” u per indicare la direzione e il verso di v.
t d r dr ds
Riscriviamo quindi la formula di v nel seguente modo: .
v u u
t t
dt dt dt
Un moto curvilineo è sempre “accelerato” in quanto la velocità varia sempre. Infatti anche
N.B. quando il modulo resta costante, varia comunque la direzione.
L’accelerazione v velocità del punto all’istante t
1 1
v velocità del punto all’istante t
v
2 2
2
a m
v 1 v
v v v
2 1
a
m t
t t t
2 1
Da notare che la direzione del vettore accelerazione è
diretta sempre verso l’interno della curva.
caso, per avere informazioni più dettagliate occorre “restringere” l’intervallo t.
Anche in questo v d v
Si ottiene così l’accelerazio
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.