Estratto del documento

Economia e marketing

Esame

(Stefanella Stranieri-DEPA) Esame: 3 appelli alla fine del corso, 1 esercizio sul bilancio, serie di domande a risposta semiaperta.

Scienza economica applicata all'attività aziendale

Gestione di un'azienda: esplorazione dei principali settori aziendali:

  • Amministrativo finanziario: prerequisito per comprendere la fattibilità o meno di determinate tipologie di operazioni. Es. lavorando sul prodotto bisogna conoscere tutte le possibilità di innovazione, realizzazione e fattibilità economica del progetto.
  • Organizzazione globale: come si organizza un'azienda dai vertici sino ai singoli settori.

Marketing

Porzione della gestione aziendale che serve per ideare e promuovere un determinato prodotto o servizio.

Economia aziendale

  • Bilancio di esercizio: strumento fondamentale da cui parte la gestione aziendale, documento che racchiude in sé tutte le informazioni sull'andamento patrimoniale, finanziario e reddituale di un'azienda.
  • Analisi della redditività e equilibrio finanziario: strumenti fondamentali che permettono di compiere analisi approfondite sul bilancio di esercizio.
  • Organizzazione aziendale:
    1. Organizzazione interna: come le diverse industrie alimentari si possono organizzare al proprio interno, riconoscendo dei modelli organizzati.
    2. Organizzazione verticale: necessaria a causa dell'alta competitività tra aziende collegate verticalmente lungo la filiera (competizione fra soggetti che non appartengono allo stesso settore economico).

I primi due punti comprendono l'esplorazione dell'area amministrativo finanziaria di un'azienda. Per quanto concerne invece l'organizzazione interna e verticale si analizza l'area organizzativa e strategica dell'azienda.

Marketing

  • Analitico:
    1. Consumi
    2. Industria alimentare: agricoltura
  • Strategico:
    1. Marketing mix: insieme di tutti gli elementi che formano il marketing
    2. Distribuzione 15/03

Economia politica

Studia e sintetizza il comportamento degli agenti economici:

  • Micro economia:
    1. Teoria della domanda: insieme di modelli che spiegano in modo sintetico il comportamento economico del consumatore (come si comporta davanti a una scelta di natura economica)
    2. Teoria dell'offerta
    3. Teoria dei mercati
  • Macro economia: studia il funzionamento di un paese

Economia aziendale

Studia nello specifico un soggetto ma a differenza della microeconomia i soggetti sono le aziende. Viene studiato il funzionamento interno del soggetto. Vengono esplorati tutti i settori economici che fanno parte di un'azienda.

  • Bilancio (area amministrativo finanziaria)
  • Settore organizzativo
  • Settore strategico (marketing)
  • Settore ricerca-sviluppo
  • Produzione

Economia applicata

Studia il comportamento dei soggetti economici all'interno di uno specifico settore. Settore: insieme di ambiti che svolgono un'attività simile (es. trattare il settore dell'industria alimentare significa riferirsi a una serie di aziende che forniscono un output che soddisfa l'unico obiettivo che è la produzione di alimenti).

Professionalmente

Soggetto che esercita in maniera continuativa un'attività e che questa è soggetta a rischio d'impresa. A rischio d'impresa: investire un capitale senza sapere se si avrà un ritorno e un guadagno o meno. C'è differenza con l'esclusività (es. imprenditore che ha un'azienda sola) e con la continuità nel tempo (es. lavori stagionali) e l'attività continuativa. L'organizzazione fa riferimento a come il soggetto riesce a combinare i diversi fattori produttivi che entrano a far parte dell'attività.

  • Lavoro
  • K = capitale
  • Terra
  • t = tecnologia

Il successo dell'imprenditore dipenderà da come riuscirà a organizzare questi fattori nel modo migliore possibile. Produzione: prevede lo scambio di beni e servizi.

Impresa

Deriva dal concetto di imprenditore, attività che presuppone un esercizio professionale di un'attività organizzata al fine di produrre un bene o un servizio. Azienda: insieme di attività svolte dall'imprenditore per svolgere l'impresa. Ditta: nome commerciale di un'attività. Unità locale: parte di azienda che si trova in un determinato ambito (es. di natura geografica). Impianto: in economia viene definito come bene immobile che ha una fecondità ripetuta nel tempo come se fosse un capitale. Stabilimento: tipologia particolare di impianto con una natura di tipo industriale quindi produttiva. Gruppo d'impresa: insieme di attività coordinate e organizzate da parte di una capo-gruppo (holding).

Gestione aziendale

Complesso di scelte che devono essere effettuate per poter svolgere l'attività d'impresa. Proprietà: suddivisa tra coloro che possiedono l'azienda (soci) imprenditore vero e proprio. Controllo: settore che sovraintende il corretto funzionamento di un'attività economica.

Soggetti economici

  • Imprenditore
  • Manager: dipendente dell'azienda con lo scopo di svolgere l'attività gestionale

Massimizzazione dei ricavi

  • Quantità prodotta
  • Mix produttivo
  • Prezzo del prodotto

Tipologia di imprese in funzione di

  • Soggetto giuridico:
    1. Private
    2. Statali
  • Dimensione:
    1. Micro imprese
    2. Piccolissime
    3. Piccole
    4. Medie
  • Localizzazione
  • Attività
  • Settore di appartenenza

Un'altra classificazione è sulla base del senso giuridico:

  • Singola: attività economica condotta da una singola persona (imprenditore)
  • Collettiva: fondata e gestita da un insieme di persone (due o più) che ha come fine principale quello di lucro.
  1. Di persone: il soggetto principale dal punto di vista giuridico è la persona fisica che forma l'impresa:
    • Società semplici: hanno responsabilità illimitata e sono i soci che rispondono con il proprio capitale di fronte ai problemi. In genere sono società piccole con un capitale abbastanza basso.
    • Società in nome collettivo: i soci sono limitatamente responsabili, copriranno il debito solo in misura della loro quota investita in azienda. Sono un po' più grandi delle SS con un capitale più alto.
    • Società in accomandita semplici: ci sono due soci, uno comandante e uno comandatario, con diritti e doveri diversi.
  2. Di capitale: il soggetto responsabile in questo caso è il capitale dell'azienda, la società funziona da persona giuridica:
    • Società a responsabilità limitata: tra le società di capitale sono quelle che hanno un capitale di partenza più basso.
    • Società per azioni: le quote di capitale vengono chiamate azioni e non più partecipazioni come nelle SRL.
    • Società in accomandita per azioni: hanno le stesse caratteristiche delle SAS ma non si parla di quote sociali ma di azioni. La differenza sta nella persona giuridica di riferimento.
    • Consorzi o cooperative: si differenziano dall'impresa collettiva per il loro fine. Il fine principale in questo caso è quello mutualistico.

Tutte e tre sono regolate da norme e leggi differenti. Autonomia patrimoniale imperfetta: società di persone, il capitale investito dai soci può essere mischiato con il patrimonio personale del socio. Autonomia patrimoniale perfetta: società di capitale, c'è una chiara e netta distinzione tra il patrimonio della società e quello personale. Concetto legato a quello di responsabilità.

Il bilancio aziendale

Strumento importante per la gestione aziendale. Rappresentazione quantitativa e sintetica dell'andamento della gestione dell'impresa con riferimento a un periodo di tempo determinato.

  • Rappresentazione quantitativa: valori che rappresentano in maniera sintetica quello che è stato l'andamento dell'impresa in un determinato periodo di tempo.
  • Rappresentazione sintetica: all'interno del documento ci sono una serie di voci di bilancio che abbinate a dei valori riassumono i costi in un determinato periodo di tempo oppure quelli che sono stati i ricavi, oppure la natura degli investimenti (valore degli impianti, valore dei fabbricati, valore complessivo dei crediti, totale dei debiti dell'azienda).
  • Periodo di tempo: in genere si fa riferimento a un anno solare.

Bilancio di esercizio: tutti gli esercizi hanno l'obbligo di redigere questo documento. Bilanci ordinari: redatti con periodicità costanti. Bilanci straordinari: fatti con archi temporali differenti che possono essere inferiori a quelli ordinari o possono far riferimento a più esercizi. Ad es. per fare una fusione di aziende serve un bilancio. La rappresentazione accorpa tre grandi documenti per formare il bilancio di esercizio:

  • Stato patrimoniale: situazione patrimoniale-finanziaria in un determinato momento (31/12). Patrimonio=capitale. È composto da due sezioni:
    1. Attività: impieghi del capitale, analizzare il modo in cui i soci hanno investito il patrimonio nell'attività. I crediti rientrano in questa categoria.
    2. Passività: fonti di finanziamento, diritti vantati da terzi e dagli azionisti nei confronti delle risorse dell'impresa (debiti e patrimonio netto). Pagamenti a 30, 60, 90 giorni.
  • Conto economico: flussi di ricavi e costi nell'arco di tempo dell'esercizio.
  • Nota integrativa: è un documento di natura descrittiva, servono per spiegare i criteri del bilancio economico.

Senza uno di questi tre documenti non esiste il bilancio, perché i risultati di bilancio dipendono dalla relazione di questi tre. I finanziatori possono essere di tipo diverso:

  • Banche
  • Soci
  • Dipendenti dell'azienda

Finalità del bilancio di esercizio:

  • Funzione informativa-civilistica: strumento istituzionale con cui il soggetto economico dell'impresa informa i terzi sull'andamento della gestione pubblicità.
  • Funzione gestionale: strumento informativo per effettuare scelte gestionali da parte dei soggetti interessati alla gestione:
    1. Aspetti economici: utilizzo di fattori di produzione costi, realizzazione dei prodotti ricavi.
    2. Aspetti patrimoniali finanziari: fabbisogno di mezzi finanziari, fonti di finanziamento.
  • Funzione fiscale: imposizione fiscale basata sul reddito realizzato calcolato in base al bilancio normativa fiscale distinta da quella civilistica.

Classificazione su tre criteri fondamentali per redigere il BE:

  • Principio di continuità: il bilancio si forma sulla base di criteri che devono essere continuativi nel tempo. Serve per poter confrontare i bilanci dei vari anni utilizzando sempre lo stesso metodo.
  • Principio di prudenza: fa riferimento al procedimento di stima. Nella redazione del bilancio le voci sono sempre delle stime che vanno eseguite con prudenza economica per evitare di sottovalutare degli eventi negativi per l'impresa o sopravvalutare gli elementi positivi per l'impresa. Andrò applicata al calcolo dei costi di esercizio cercando di adottare criteri che permettano di valutare nel modo più preciso possibile i costi e i ricavi del bilancio.
  • Principio di competenza: si dovrebbe cercare di attribuire solamente i costi e i ricavi che sono di competenza di quel determinato esercizio. I costi e i ricavi devono spiegare la loro utilità quindi vanno verificati all'interno di quel determinato esercizio in cui sono imputati a bilancio e in base a quando si verificano nell'esercizio. Es. se l'azienda affitta un capannone pagando un canone di affitto trimestrale posticipato questo costo viene segnato nel conto economico dell'anno preso in considerazione. Se uno di questi canoni trimestrali viene pagato a gennaio dell'anno successivo, due mesi vanno imputati all'anno precedente e uno all'anno successivo. Il problema della competenza economica nasce proprio dal fatto che ci sono questi accavallamenti tra un anno e l'altro sottovalutando i costi di un anno e sopravvalutando i costi dell'anno successivo o viceversa.

Stato patrimoniale

Si descrive come è formato il capitale dell'azienda che è stato investito (CI)

  • Attivo: come l'imprenditore ha impiegato il capitale investito:
    1. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti: i soci all'atto di costituzione devono versare almeno 3/10 del capitale dell'azienda. Il resto viene aggiunto piano piano fino ad esaurire il credito. È una voce che esiste solo nel momento in cui l'azienda è neo costituita. Nel momento in cui tutto il capitale è stato versato e il credito è stato estinto la voce sul BE non ci sarà più.
    2. Immobilizzazioni: beni di proprietà dell'azienda che hanno una fecondità ripetuta nel tempo (per più esercizi amministrativi).
      • Immateriali: non tangibili, non visivamente individuabili ma che hanno un'importanza rilevante all'interno dell'azienda. Es. marchio, brevetti industriali
        • Costi di impianto e ampliamento
        • Costi di ricerca e sviluppo e pubblicità
        • Diritti di brevetto industriale
        • Concessioni, licenze, marchi
        • Avviamento: riferito all'azienda è quel valore in più che ha grazie a una gestione di successo. Interviene quando si opera su aziende già presenti sul mercato, in genere per venderle.
        • Immobilizzazioni in corso
      • Materiali: beni tangibili
        • Terreni e fabbricati
        • Impianti e macchinari
        • Attrezzature industriali e commerciali
        • Altri beni
        • Immobilizzazioni in corso
      • Finanziarie: fa riferimento alla produzione di moneta
        • Partecipazione in imprese, controlli, collegate, altre: quote finanziarie che periodicamente avranno un tasso di rendimento
        • Crediti verso imprese controllate, collegate, altre
        • Altri titoli: quota di capitale che genera l'interesse del capitale ovvero una remunerazione
        • Azioni proprie
    3. Attivo circolante: beni che esauriscono la propria fecondità all'interno dell'esercizio amministrativo di riferimento.
      • Rimanenze: sono il valore del magazzino dell'azienda. Il valore di magazzino corrisponde al capitale dell'azienda, quantomeno nel campo alimentare. Spesso si hanno prodotti che devono restare in magazzino anche più di un ciclo produttivo (es. le stagionature) quindi il magazzino avrà un valore consistente che comunque è necessario valutarle. Per farlo si può stabilire solo un valore ipotetico che però si scontra con il principio di prudenza. Un errore potrebbe portare a non aver l'esatta concezione dell'utile o della perdita e il problema più grosso sorge nella gestione finanziaria dell'azienda. Troppi ricavi portano a un'imposizione finanziaria maggiore di quella che dovrebbe essere subita, viceversa se si calcolano dei costi troppo alti. Per calcolarle i metodi più utilizzati sono:
        • LIFO: last in first out: il valore del bene sarà. In questo metodo si prende il prezzo del bene più vecchio. Risulta un metodo più prudenziale.
        • FIFO: first in first out. Il prezzo che si sceglierà per valutare il magazzino sarà quello dell'anno più recente perché in magazzino rimarranno quei beni che sono stati prodotti più di recente. È una scelta meno prudenziale ma più veritiera perché al proprio interno ha incorporato un proprio valore inflazionistico.
        • Media ponderale: si prende un indice di prezzo formato dalla media dei prezzi recenti (es. media del prezzo di un prodotto con il valore che era presente nel 2008 nel 2009 nel 2010 ecc.) prezzo*quantità. Il problema è decidere che prezzo utilizzare se quello della fine dell'esercizio in cui si vende il prodotto o il prezzo di produzione senza verificare il prezzo di mercato o il prezzo dell'esercizio nel momento in cui è stato prodotto l'alimento. Come tecnici si ha la possibilità di scegliere il prezzo da dare al prodotto (valore concettuale).
      • M.P. (materie prime), sussidiarie, di consumo: sono le più importanti: più facile da valutare nel magazzino, viene valutato il prezzo di acquisto della materia prima e poi si moltiplica per la quantità del prodotto presente in magazzino.
      • Semilavorati: nascono problemi perché sono beni che al proprio interno hanno dei costi così come i prodotti finiti. Si ha il prezzo della materia prima, quello degli impianti, quello dei servizi dell'azienda.
      • Prodotti finiti e merci
    4. Crediti:
      • Verso clienti
      • Verso imprese controllate (più intensa se controllo meno intensa se sono controllato), collegate, controllanti
      • Altri
    5. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni:
      • Partecipazioni in imprese collegate e controllate
      • Altre partecipazioni
      • Azioni proprie
      • Altri titoli
    6. Disponibilità liquide:
      • Depositi bancari e postali
      • Assegni
      • Cassa
    7. Ratei e risconti: scritture utilizzate per poter attribuire i costi e i ricavi al periodo di competenza.
Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Economia e marketing delle imprese alimentari - Appunti Pag. 1 Economia e marketing delle imprese alimentari - Appunti Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e marketing delle imprese alimentari - Appunti Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e marketing delle imprese alimentari - Appunti Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e marketing delle imprese alimentari - Appunti Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia e marketing delle imprese alimentari - Appunti Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze agrarie e veterinarie AGR/01 Economia ed estimo rurale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stylerock87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e marketing delle imprese alimentari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Stranieri Stefanella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community