1 ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI – M.PAGLIASSO
ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI
PRIMA LEZIONE 28.02.2012 – presentazione
L’obbiettivo del corso è dare delle chiavi di lettura per i prodotti, ovvero le attività finanziarie. Capiremo il concetto di
comprendere il sistema finanziario e come si lega all’economia rischio, per crearci anche la base per il seminario.
reale. Guarderemo a IPO e OPA, società che hanno deciso di quotarsi,
Nel corso inquadreremo cos’è il sistema finanziario e come siamo società che scelgono di uscire dalla borsa. Il tema dell’OPA
arrivati a parlarne. Il sistema finanziario è un circuito in cui c’è riguarda chi sceglie di uscire, quindi qualcuno ti ricompra le sue
scambio di risorse, con dei controlli. Lo scambio di risorse avviene azioni. Cosa succede alle minoranze?
in un mercato. Le banche sono nate per un’unica attività: Avremo consapevolezza di azioni e obbligazioni, e di come insieme
conservare i depositi (ed evitare che la gente mettesse il denaro possano dare vita a moltissimi altri strumenti. Parleremo di asset
sotto le mattonelle) e prestarlo a chi dovesse svolgere alcune location: come viene investito il capitale? Affronteremo il tema dei
attività. Non è l’unica funzione del sistema finanziario: la BCE si derivati. Si parla di derivati come degli orchi cattivi, perché? Cos’è
occupa anche della stabilità dei prezzi e di emettere moneta un derivato? Sono tutti uguali?
(politica monetaria). Chi è che controlla dall’alto gli scambi di risorse? Quali sono le
Analizzeremo quelli che sono gli attori del sistema finanziario: chi autorità di controllo e quali sono i loro compiti e obbiettivi?
scambia le risorse? Cosa fanno gli intermediari finanziari? Cosa Trasparenza. Il tema Mifid.
sono i mercati? I mercati hanno delle regole? Come è strutturato l’esame? L’esame l’anno scorso prevedeva un
Studieremo il mondo dei prodotti: c’è uno scambio di risorse, estratto di un giornale di qualche riga: va spiegato, in maniera
che avviene tramite acquisto e vendita di prodotti. Analizzeremo discorsiva.
SECONDA LEZIONE 01.03.2012
Il sistema finanziario.
Oggi vediamo cos’è il sistema finanziario.
Sistema finanziario: insieme complesso e sistematico di scambi sostanzialmente di denaro, di debito e credito. Si vengono quindi a
creare posizioni di debito e di credito. Lo scambio avviene tra operatori (da un lato le famiglie e dall’altro le imprese e il settore pubblico).
Convenzione: Tendenzialmente le famiglie si considera che siano le unità in surplus, cioè quelle che risparmiano, e nello stesso tempo si
considera che operatori e imprese siano in posizione di debito. È una convenzione perché ormai non è più così: il nostro paese si è
americanizzato, anche le famiglie lavorano a debito ( larga diffusione di prestiti personali, quindi per famiglie consumatrici).
Il fatto che sia una convenzione ci permette di darne una rappresentazione grafica a circuito. Le famiglie risparmiano, e le imprese usano il
risparmio: chi permette alle famiglie di dare risorse alle imprese? Lo scambio avviene in una biforcazione:
1. Circuito diretto: ci si rivolge al mercato (compresi anche pacchetti azionari e obbligazioni).
2. Circuito indiretto: tra famiglia e imprese c’è qualcos’altro, come banche o investitori istituzionali.
Ci sono diverse autorità di vigilanza che monitorano cosa succede nel mercato: Banca d’Italia, Consob, Antitrust, eccetera.
Il mercato fornisce al sistema economico i mezzi di pagamento (passività a vista della Banca centrale -moneta legale- e delle banche
–moneta fiduciaria-) necessari per assicurare il funzionamento del circuito della produzione e della distribuzione del reddito. È un modo di
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vedere il sistema finanziario come qualcosa di strumentale: non esiste in quanto tale, ma esiste per dare possibilità alla società di esistere,
svilupparsi e crescere.
Il risparmio è sostanzialmente quella quota parte di reddito che non viene consumata. Invece per saldo finanziario intendiamo non solo
quello che non viene consumato, ma che non viene neanche investito in attività reali.
Quindi, come può avvenire il trasferimento:
Circuito indiretto – passa attraverso gli intermediari, in cui le famiglie hanno crediti verso le banche, che concedono crediti a
imprese/settore pubblico, attuando una trasformazione qualitativa del rapporto di finanziamento. Le banche prendono fondi e danno
fonti trasformazione delle scadenze.
Circuito indiretto – passa attraverso i mercati e può essere distinto in:
a. Investimenti diretti delle famiglie in azioni, obbligazioni e altri titoli. Le famiglie hanno un rapporto finanziario diretto con le
imprese, e sopportano direttamente tutti i rischi collegati alla loro detenzione.
b. Investimenti che passano attraverso investitori istituzionali. Anche in questo caso il rischio è sopportato direttamente
dalle famiglie, ma le decisioni di investimento sono assunte da operatori specializzati.
Perché ci stiamo focalizzando sul sistema finanziario? Quale è la differenza tra settore e sistema? La posizione di credito in un operatore
corrisponde alla posizione di debitore in un altro. Effetto a catena se io ho molti debiti con Tizio sono preoccupato perché devo trovare i
soldi da dargli, ma lui allo stesso modo teme di non riceverli. Le sorti di uno sono strettamente collegati a quelle di un altro.
Art. 47. Costituzione - La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del
credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto
investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
Tutela e difende perché il risparmio è la medicina dell’effetto a catena tra debito e credito. Se io finanzio persone che so già che non sono
solvibili, il problema è sia mio come banca, che dei miei finanziatori dei conti correnti. Si parla di risparmio perché nel sistema finanziario è
tutelato anche a livello di Costituzione, il che vuol dire che servono norme che lo regolamentino, ma curiosamente non è stato sempre
così.
Il Free Banking è una teoria secondo cui non serve regolamentare le banche. Adam Smith ha detto che nel momento in cui parliamo di
scambi, se pensiamo a uno scambio marittimo allora la situazione iniziale deve essere di monopolio (complessità del settore), invece il
settore creditizio non necessita di questa tutela ( protezione), la finanza va da sé perché può essere ridotta ad un’azione molto
semplice, standardizzato.
Cenni storici.
Il periodo successivo alla grande recessione degli anni ’30, Cambi fissi.
caratterizzato da un forte protezionismo, ha come elemento Contribuzione FMI e Banca Mondiale.
chiave per la ricostruzione nel dopoguerra gli accordi del 1944 di 1971: Fine della convertibilità del Dollaro e del sistema dei cambi
Bretton Woods. fissi.
In un contesto in cui mancava una visione globale si è raggiunto Liberalizzazione dei mercati, globalizzazione dell’economia,
un accordo tra 25 paesi, con le basi: stop ai cambi fissi.
Convertibilità del Dollaro (c.d. tallone aureo).
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Liberalizzazione dei mercati, globalizzazione dell’economia I fallimenti del mercato si verificano nel caso di:
Beni pubblici.
e delle informazioni unitamente a rapido sviluppo di
innovazioni finanziarie hanno aumentato l’esigenza di un Esternalità.
sistema di cambi che agevolasse gli scambi tra paesi. Monopolio (o monopolio naturale).
1 gennaio 1999: si costituisce il SEBC – sistema europeo
Asimmetria informative tra i due lati del mercato –
delle banche centrali – costituito della BCE e dalle banche domanda e offerta.
nazionali e il 1 gennaio 2002 inizia a circolare la moneta
unica (EURO) in 11 Paesi. L’approccio di political economy all’intervento pubblico parte da
presupposti molto diversi. Lo Stato può intervenire nell’economia
per motivi diversi dall’aumento dell’efficienza economica – a
Altri (Bentham) sostenevano un intervento pubblico – i mercati causa dei fallimenti di mercato – o dall’equità – per redistribuire il
non operano in maniera efficiente, e l’intervento di uno stato reddito nella società.
benevolente può aumentare il benessere dei cittadini.
Keynes: “Meglio scavare buche per farle riempire di nuovo, piuttosto che lasciare i lavoratori disoccupati”.
TERZA LEZIONE 07.03.2012
Il sistema finanziario è un circuito con funzione creditizia e di allocazione delle risorse finanziarie. Il sistema finanziario mette in
collegamento le risorse in surplus e quelle in deficit.
Funzione creditizia e di allocazione delle risorse.
Il bilancio ha due poste, una di attivo e una di passivo. Nell’attivo abbiamo attività reali e finanziarie, nelle passività il passivo e il capitale
netto. Il Risparmio è una rinuncia a consumare oggi per consumare domani al netto di quanto andiamo oggi a comprare come attività
reali. Stiamo parlando di un risparmio di denaro, un risparmio finanziario.
Il risparmio serve per trasferire risorse dalle unità in surplus a quelle in deficit. Chi risparmia può ridurre i propri debiti o investire il
risparmio e ridurre il debito di qualcun altro. Da un lato ci sono le famiglie che risparmiano, dall’altro le imprese che utilizzano questo
risparmio. Possiamo anche dire che l’aumento del reddito è collegata all’aumento del risparmio e dei consumi, dal lato imprese l’aumento
del reddito è legato all’aumento degli investimenti (la domanda per investimento delle imprese dipende dal reddito disponibile e dai prezzi
ovvero i tassi a cui si finanziano).
Aumento del tassodi interesse = aumento del reddito.
La tassazione diminuisce i consumi, perché diminuisce il reddito delle famiglie.
Passaggio all’economia aperta.
In ogni paese si consumano prodotti e servizi di altri Paesi (importazioni) e si vendono prodotti e servizi ad altri paesi (esportazioni).
Le importazioni dipendono dal reddito di ciascun paese (M)
Le esportazioni dipendono dal reddito degli altri paesi. (X)
Funzione creditizia e di allocazione delle risorse.
La funzione di allocazione delle risorse finanziarie consiste nel trasferire temporaneamente i saldi finanziari inutilizzati dagli operatori in
avanzo ad altri che assumono questi fondi per acquisire beni reali. Il trasferimento dei saldi finanziari porta alla creazione di strumenti
finanziari. 1
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Perché esistono gli intermediari?
Trasformazione delle scadenze: se passiamo attraverso un intermediario possiamo avere orizzonti temporali differenti. Abbiamo un
rischio: non andare direttamente dalla nostra controparte. L’orizzonte temporale di chi investe e di chi riceve possono essere diversi. Se io
investo, quando voglio rientrare del mio capitale ho bisogno di sapere di poterli riavere. Il problema delle scadenze viene in capo
all’intermediario.
Le attività nei confronti di banche e intermediari hanno scadenza più breve rispetto a quelle nei confronti delle imprese
Trasformazione del rischio: È ben diverso dare i soldi al calzolaio sotto casa o darli ad intermediario. Anche se poi l’intermediario li darà
al calzolaio, il beneficio che ne ricava l’investitore è che il tasso interesse: l’intermediario farà un tasso di interesse più alto a colui il quale
darà i vostri soldi, e la differenza tra i suoi interessi passivi e quelli attivi nostri sono il guadagno dell’intermediario.
Paradosso del risparmio Keynesiano.
Ipotizziamo che in un’economia aumentino i risparmi si contraggono i consumi. L’aumento del risparmio diminuisce i consumi, la
diminuzione del consumi diminuisce la domanda: come si comportano le imprese?
1. Riducono i salari. Rientrano della differenza.
2. Licenziano le persone.
Nel paradosso keynesiano del risparmio si ipotizza che i redditi non sono riducibili. Al posto che tagliare un po’ su tutti scelgono di lasciare
a casa delle persone e aumenta la disoccupazione. L’aumento della disoccupazione porta recessione, perché chi è stato licenziato non
consuma e non risparmio, non ha denaro per farlo.
La fiducia è uno dei parametri molto importanti che viene valutata: che fiducia c’è nel futuro?
Funzione monetaria.
Baratto: occorre trovare soggetto con bisogni e dotazioni speculari.
Moneta pubblica (circolante):
• Aumenta l’efficienza degli scambi;
• Ha un «potere liberatorio nello scambio»; contrattualmente lo scambio si chiude con il pagamento. Questo elemento differenzia
la moneta pubblica con valore legale da quella emessa dalle banche. La moneta privata, i depositi, sono nati per aumentare
ancora di più l’efficienza degli scambi. Avevano bisogno di ridurre i costi di transazione e le frodi (andare in giro con la carta di
credito è meglio che con 500 euro). Con la moneta fiduciaria emessa dalle banche c’è un rapporto fiduciario
• Riduce i costi di transazione
Moneta «privata» (deposito): bene “speciale”
• Valore negli scambi
• Fiduciario = fiducia nella promessa di convertibilità piena ed immediata in moneta pubblica da parte delle banche.
In realtà i costi di transazione nel pagare con moneta privata non diminuiscono poi così tanto: ci sono dei costi legati alla sicurezza del
pagamento.
Alert: nel 1971 con la fine di Bretton Woods smette anche USA di garantire la convertibilità di moneta segno in moneta merce (oro). C’è il
rischio che la moneta segno, sganciata da moneta merce sia creata in quantità eccessive.
Sistema dei pagamenti: complesso apparato istituzionale composto da norme, intermediari e strumenti su cui si fonda la circolazione della
moneta. Gli intermediari hanno come caratteristica quella di possedere passività a vista che vengono accettate come mezzi di pagamento.
Banche centrali: moneta legale.
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Banche: depositi che vengono accettati sulla base di un rapporto fiduciario per effettuare pagamenti.
Ruolo della banca centrale.
1. Funzione di vigilanza. Esiste una funzione in carico alla Banca Centrale di vigilare sull’attività delle banche.
2. Svolgimento della politica monetaria. Occuparsi delle emissioni di moneta. La Banca Centrale decide il quantitativo di moneta
che circola. Le banche centrali sono incaricate della gestione delle riserve valutarie del paese e delle operazione in cambi. Inoltre
sono responsabili del funzionamento del sistema pagamenti, sia perché garantiscono la liquidità delle singole banche con il credito
di ultima istanza, sia perché dal sistema dei flussi quotidiani originato dal sistema dei pagamenti derivano operazioni di
credito-debito fra banche che danno origine ad uno dei tassi a breve fondamentali.
3. Credito di ultima istanza. Si pone come ultima controparte nei rapporti interbancari. Il credito di ultima istanza è quello
concesso dalla banca centrale alle banche, come ultima linea cui le banche possono ricorrere per soddisfare le esigenze di liquidità,
dopo aver fatto ricorso alla vendita di attività sul mercato (o all’emissione di nuove passività) prima, e al credito di altre banche
dopo.
Il ruolo della fiducia.
Il fondo depositi è un fondo interbancario che tutela ogni conto in una banca diversa per ogni testa fino a € 100.000. Questo non è così
solido, perché il fondo può finire. Il rimborso avviene secondo la logica per cui chi prima arriva viene servito prima. Può essere che dieci
persone, nella coda agli sportelli, finiscano il fondo prima.
Se non finiscono, è un problema lo stesso. La Banca chiede sul sistema interbancario più prestiti. Questo è un circolo vizioso: vedi la coda,
inizi a dubitare della fiducia, nessuno porta più denaro alla banca ed essa deve rivolgersi al mercato interbancario. In una situazione del
genere nessuna banca fa credito ad un’altra, se non a tassi molto elevati.
Strumenti di politica monetaria.
Per realizzare gli obbiettivi della politica monetaria, le banche centrali si avvalgono di vari strumenti mediante i quali esse influiscono sui
tassi di interesse, determinano le condizioni di liquidità e segnalano l’orientamento generale della politica monetaria.
Operazioni di mercato aperto. Di acquisto/vendita di titoli sul mercato, che aumentano/diminuiscono la liquidità delle banche e
dell’economia.
Operazioni in contropartita diretta con le banche. Determinano assorbimento o creazione di liquidità.
Riserva obbligatoria. Ciascuna banca europea deve mantenere su un conto di deposito presso la Banca centrale un serva pari ad
una determinata percentuale dei depositi raccolti dalla clientela. Si crea in questo modo una variazione della domanda di fondi
liquidi da parte delle banche proporzionale all’incremento dei depositi.
Il moltiplicatore dei depositi: numero di volte in cui il valore dei prestiti (o dei depositi) bancari può teoricamente incrementarsi in un
regime di parziale riserva obbligatoria (riserva di moneta detenuta dalle banche per obbligo, per motivi prudenziali, utilizzabile solo in cosi
di diminuzione dei depositi). Tanto più basso è il coefficiente di riserva obbligatoria, tanto più alto risulta il moltiplicatore del credito.
La base monetaria comprende tutte quelle attività che possono essere trasformate immediatamente, senza osti e senza vincoli per il
possessore, in moneta legale. In sintesi, passività della banca centrale – biglietti e depositi; passivit&agr
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