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Diritto privato - il contratto

Appunti di Diritto privato per l'esame del professor Conte. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: la formazione del contratto, contratti associativi e di scambio, i contratti con obbligazioni di una sola parte e con prestazioni corrispettive.

  • Per l'esame di Diritto privato del Prof. G. Conte
  • Università: Firenze - Unifi
  • CdL: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
  • SSD:
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Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 17-10-2013
di 6 pagine totali
 
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Diritto privato - il contratto
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LA FORMAZIONE DEL CONTRATTO La formazione dell'accordo contrattuale: il contratto esiste e produce i suoi effetti quando si è formato o quando si è concluso. Il problema generale della formazione del contratto è definire in quale tempo e in quale luogo il contratto è formato, o concluso. Gli schemi legali per la formazione del contratto: la formazione del contratto implica un procedimento, cioè una sequenza di comportamenti umani che, deve risultare conforme al modello, o schema stabilito dalla legge. Se la sequenza dei comportamenti reali corrisponde al modello fissato dalla legge, allora il contratto è formato, o concluso. Il problema della formazione del contratto risponde a una logica di relatività, e non di assolutezza. Gli schemi legali per la formazione del contratto possono essere diversi da ordinamento a ordinamento. Nello stesso ordinamento possono modificarsi nel tempo e possono coesistere differenti modelli procedimentali fissati dalla legge per la formazione del contratto. Ciò vale rispetto anche al sistema giuridico italiano, nel cui ambito possono identificarsi: un modello base, che regola in generale la formazione di tutti i contratti, per i quali non valga una diversa previsione e diversi modelli particolari, ciascuno dei quali regola la formazione di una precisa classe di contratti. Lo schema base: proposta e accettazione: il problema di accertare la formazione del contratto in molti casi è di facile soluzione, o neppure si pone, come accade quando le parti agiscono nello stesso contesto di luogo e di tempo. Il problema sorge quando le parti impegnate a fare il contratto comunicano fra loro a distanza e in modo indiretto. La legge, a questo proposito, individua le due componenti elementari dell'accordo contrattuale, e della formazione del contratto: la proposta e l'accettazione. Essa presuppone che una parte detta proponente formuli all'altra parte detta oblato la proposta del contratto. “il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte” (art.1326). L'applicazione di questa regola può dare luogo a qualche problema: la conoscenza è un fatto mentale e quando si può accertare con certezza se e quando uno prende coscienza di qualcosa? La legge risolve il problema sostituendo il difficile accertamento del fatto psichico con l'accertamento di un fatto esteriore e riscontrabile in senso obiettivo: l'accettazione si reputa conosciuta dal proponente, cui è diretta, nel momento in cui giunge all'indirizzo del proponente. All'accettante basta dimostrare che la sua accettazione è giunta all'indirizzo del proponente. Se il proponente vuole sostenere che il contratto non si è formato perchè non ha conosciuto la sua accettazione, può farlo ma deve provare di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia (1335art.) (ad es. dimostrare che era in ospedale per un'operazione delicata quando è giunta al suo indirizzo l'accettazione). Oppure dimostrare che l'accettazione è tardiva. Infatti l'accettazione deve giungere nel termine stabilito dal proponente stesso o in quello necessario in base alla natura dell'affare o agli usi. Il proponente può ritenere efficacie anche un'accettazione tardiva ma deve comunicarlo immediatamente all'accettante. È chiaro che il contratto si conclude solo se l'accettazione è conforme alla proposta. Se invece è difforme equivale ad una nuova proposta. Il contratto formato mediante esecuzione: una prima classe di contratti, a cui si applica uno schema diverso da quello generale, comprende i contratti che richiedono di essere eseguiti senza bisogno di preventiva accettazione comunicata al proponente. Ciò può accadere su richiesta del proponente stesso, o perché così richiedono la natura degli affari o degli usi. In tal caso, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha inizio l'esecuzione art. 1327. Però l'accettante deve dare avviso all'altra parte dell'iniziata esecuzione e in mancanza deve risarcire il danno. Il contratto formato mediante proposta non rifiutata: questo schema di formazione del contratto si applica quando il proponente propone all'oblato un contratto, dal quale nascono obbligazioni solo a carico del proponente stesso, mentre nessuna obbligazione nasce a carico dell'oblato: è il caso di chi offre al creditore l'espromissione. Qui non occorre l'accettazione: il contratto si forma in base alla semplice proposta, se l'oblato non la rifiuta nel termine richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi. I contratti formati mediante consegna della cosa: contratti consensuali e contratti reali: la regola generale è che, anche quando il contratto implica la consegna di una cosa, tale consegna non è necessaria per la formazione del contratto ma costituisce se mai esecuzione del contratto, già formato. I contratti che obbediscono a questo schema si chiamano contratti consensuali, in quanto si formano in baEspandi »se al semplice consenso delle parti. C'è una categoria di contratti che fanno eccezione a questo principio: si chiamano contratti reali e il loro schema di formazione non si accontenta dell'accordo fra le parti ma richiede la consegna materiale della cosa. Ad es. il mutuo, il deposito, la donazione materiale. L'adesione al contratto aperto: i contratti aperti sono quelli per i quali esiste la possibilità che altre parti entrino nel contratto, aggiungendosi alle parti che in origine lo hanno formato. Qui la particolarità riguarda non la formazione del contratto originario ma il modo in cui diventano parti del contratto gli aderenti successivi. La loro adesione ha il valore di accettazione della proposta contenuta nella clausola di apertura del contratto originario. In base ad essa, la partecipazione al contratto può formarsi secondo tre criteri: se esistono modalità per l'adesione, fissate nel contratto originario, l'adesione deve avvenire in base a queste, -in mancanza di modalità così determinate, la partecipazione del nuovo aderente si forma quando la sua adesione giunge all'organo costituito per l'attuazione del contratto, -in mancanza di organo occorre che l'adesione pervenga a tutti i contraenti originari. L'offerta al pubblico: è un particolare tipo di proposta indirizzata non a un determinato destinatario ma a una collettività indeterminata di possibile destinatari: l'esposizione dei prodotti nelle vetrine di un negozio vale come proposta di vendita, rivolta ad ogni cliente interessato. Per sapere in base a quali criteri si formano questo genere di contratti bisogna consultare l'art. 1336 c.1. Il primo criterio è che l'offerta al pubblico può valere come vera e propria proposta di contratto solo a due condizioni: - che l'offerta contenga gli estremi essenziali del contratto da concludere, - che il valore di vera e propria proposta non sia escluso dalle circostanze o dagli usi. L'offerta al pubblico vale non come proposta ma come invito a proporre ad es. quando chi legge l'annuncio e si presenta al proprietario dicendogli che vuole l'appartamento, assume lui il ruolo di chi propone la locazione, e il proprietario può decidere se accettare o meno la sua proposta. Vicende della formazione del contratto: fra il momento in cui proposta o accettazione sono formulate, e il momento in cui il contratto arriva a concludersi può passare un periodo di tempo più o meno lungo. Nel corso di esso può sopravvenire la morte o l'incapacità di chi ha fatto la proposta o l'accettazione oppure chi ha fatto la proposta o l'accettazione può pentirsene e cercare di tornare indietro, con la revoca della propria dichiarazione. Morte e incapacità sopravvenuta del dichiarante: se il proponente o l'accettante muore o diventa incapace legale dopo la conclusione del contratto il problema non riguarda la formazione del contratto ma la sua esecuzione: se ne occuperà l'erede del defunto o il rappresentante dell'incapace. Se invece l'evento si verifica prima della conclusione del contratto quest'ultimo non può più formarsi. La regola ha due eccezioni: 1)il caso che la proposta fatta fosse irrevocabile; 2) riguarda la qualità del dichiarante e del contratto: se il dichiarante è un imprenditore, e il contratto è attinente all'esercizio dell'impresa, proposta o accettazione rimangono efficaci. La ragione è che i contratti relativi all'impresa hanno carattere impersonale. Ma se il dichiarante è un piccolo imprenditore proposta o accettazione perdono efficacia. La revoca della proposta e dell'accettazione: può accadere che, dopo aver formulato la proposta o l'accettazione, il dichiarante si pente, e per qualche ragione desideri impedire la conclusione del contratto. La legge normalmente consente di farlo, con un atto unilaterale chiamato revoca, in relazione al quale valgono regole diverse per la proposta e l'accettazione. Per la proposta, il presupposto della revoca è che la proposta non sia irrevocabile, se non lo è può essere revocata fino a quel momento in cui il contratto risulta concluso. Se la revoca della proposta riesce a bloccare la formazione del contratto ma intanto l'altra parte ha già accettato e senza sapere che è intervenuta la revoca, comincia in buona fede a eseguire il contratto, il revocante deve indennizzarla delle spese e delle perdite causate da questo inizio di esecuzione. Anche l'accettazione può essere revocata purché la revoca giunga a conoscenza del proponente prima dell'accettazione. La revoca dell'accettazione è un atto ricettizio e blocca il contratto solo se arriva prima della sua conclusione. La proposta irrevocabile: ci sono casi in cui la proposta non può essere revocata, perché è una proposta irrevocabile o ferma. L'irrevocabilità, a volte, è stabilita dalla legge; più spesso dipende da una decisione dello stesso proponente, che volontariamente si obbliga a mantenere ferma la proposta per un certo tempo. La conseguenza è che il pro « Comprimi
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